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Volevo essere gli Uddue. E manco lo sapevo

giovedì, ottobre 11th, 2012

Avendo fatto delle cose scoperte in ritardo la cifra del mio approccio rock&pop alla vita, dall’ormai nota e sciagurata vicenda Freddie Mercury, si dà il caso che lo stesso sia accaduto anche con gli U2 ma stavolta almeno non in zona esequie. E dunque un matrimonio e cinque viaggi in barca fa accadde che in una traversata mi pare in direzione Corsica, avendomi sul far del tramonto scoscienziatamente lasciato in mano il timone di un 16 metri a vela, il capitano dell’imbarcazione scendesse nella dinette e azionasse un lettore Cd avvertendo
-Meripo’ (no, non ero ancora Meripo’ ma mi ci stavo dirigendo) ti lascio con gli Uddue, mi raccomando

Immaginando si trattasse di un’incomprensibile indicazione di rotta da tenere, rivolgevo un supplichevole sguardo al mio allora poveruomo che stazionava lì con me sorvegliandomi. Egli pietosamente mi suggeriva
-Quelli che suonano
Essendomi pressochè sconosciuti eventi musicali verificatisi posteriormente all’avvento del Concerto n.1 di Tchaikovsky annuivo imbarazzatamente ma senza ulteriori approfondimenti.

Ed è stato allora, in mezzo all’azzurro e sconfinato mar di Corsica in un tramonto d’agosto in andatura al traverso, che dallo sciabordio delle onde e nel silenzio di tutto il resto ho sentito salire uno tsunami. Di emozione. Erano gli U2. E cantavano “With or without you”.

Ci sono momenti nella vita la cui indimenticabilità è spesso direttamente proporzionale alla velocità. La velocità dei capolavori. Che i capolavori, ovunque, non fanno mai attendere: ti afferrano e ti tolgono il fiato in un amen, senza troppe pippe a girargli intorno. Come l’amore. Hai voglia a dire che quello è troppo diverso, che è solo un amico, che si magari una storia di letto e poi basta. No: l’amore decide lui. Ti prende e ti porta via. Come Ammaniti. E, soprattutto, ti porta dove cazzo caspita gli pare a lui, non dove pensi di condurlo tu. Tipo le barche quando le porto io. (No, scherzo, le barche dove dico io ci vanno. Gli uomini non sempre)

Insomma a me anche gli U2 mi hanno portata fino a qui. Dalla Corsica. E non a nuoto.

“The Joshua Tree” quest’anno compie 25 anni. Io fra poco posso doppiarlo. Eppure mi sembra di essere proprio come st’albero tuo, Joshua. Sul tetto del mondo. Auguri. A tutti e due.