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When in trouble go restaurant

mercoledì, giugno 28th, 2017

E dunque l’eroa della settimana ma io direi del mese e mi spingerei anche al semestre è lei, l’aspirante moglie mollata all’altare dal merdarito che porta tutti gli invitati al ristorante lo stesso.

Dice: meglio prima che dopo.

No. No. No. Tu, bello mio, mi fai partire regolarmente, mi fai iniziare a correre, poi inizi anche a logorarmi ma lo fai gradualmente: mi chiedi l’acqua in continuazione, e mò passami pure il Gatorade, e ci ho le palpitazioni, misurami la pressione, sto facendo la maratona ma in effetti vorrei fare anche il free klimbing e il surf contemporanemente, mi piaci tu ma certo pure la crocerossina a bordo pista non è male per niente, al terzo chilometro sto in apnea e prendiamoci una pausa da asma, prendiamocela pure al quarto, al quinto esco a comprare le sigarette e già che ci sono mi scopacchio la tabaccaia, al sesto abbiamo perso la spinta propulsiva, ci credo mi trascini solo per campi di calcetto effinalmente al settimo “dobbiamo parlare” ma non parliamo anche perché stai già chattando da tre anni con la vicina.

Così, solo quando mi hai veramente sfiancata io, che vorrei mollarti per strada ma mi sento in colpa e non so come fare, prendo il coraggio a due mani e mi faccio mollare.

Ecco, questo dovevi fare sette anni DOPO a Didone, caro il mio Enea che manco sei arrivato al ristorante delle nozze. Non quello che hai fatto un’ora PRIMA. Perché sette anni dopo sono così sfiatata che al quarantesimo chilometro so che non ci arrivo manco morta. Un’ora prima ho diritto di illudermi, per un numero variabile di chilometri, che arriveremo al traguardo insieme.

Inogniccaso c’era una sola cosa da fare: applicare il mantra. When in trouble go chic. E lei l’ha fatto.

Uno dei pochi casi nei quali il risarcimento è arrivato insieme al danno. Anzi direi che è arrivato proprio prima.

Apparecchiatura

When in trouble go chic

mercoledì, giugno 21st, 2017

Mio padre, 84 anni, reduce da qualche problema di salute. Decide che anche mobbasta con le Terme di didoveandava e va a sopralluogare altrove.
Il direttore del candidato nuovo albergo, molto professionale, lo accompagna, gli illustra e gli mostra. Lui zitto. Quell’altro parla, descrive, magnifica. A un certo punto…

-Direttore grazie ma in realtà ho solo due domande per lei…

Quello lo anticipa e dice -Naturalmente sì, ha tutti i migliori professionisti dei servizi di cura vicini, comodi…

-Giovanotto, il barman

-Eehh?

-Il barman: voglio sapere com’è il barman. Ha esperienza? Il Cuba libre, ad esempio, come lo fa?

-Mi scusi e la seconda domanda?

-Il pianista. Avete un servizio di piano bar?

Ecco questo volevo dirvi, che mio padre è la migliore incarnazione di un principio salvavita al quale ho deciso di aderire: When in trouble go chic.(Trattasi di una variante dell’anglosassone When in trouble go big – Quando sei in difficoltà vai all’attacco)

Cuba libre

Foto da http://www.thelittleepicurean.com