Posts Tagged ‘violenza donne’

A casa stateci voi

mercoledì, settembre 20th, 2017

Foto Mister OM 

La signora dei capelli

sabato, settembre 5th, 2015

(interrompiamo la saga di Maori Pop per un annuncio importante)

Come spesso accade, è proprio quando non puoi più permettertelo che ne avresti più bisogno. No, non il fidanzato: il parrucchiere. Parlo per me ma assicuro che, nelle giornate No, spesso fa più una messa in piega di un pippone automotivante. In periodo di crisi economica la questione si aggrava.

Ma qui interviene un’idea che trovai geniale appena ne sentii parlare (dalla mia amica Alessandra, ve ne avevo parlato qui): si chiama “Un taglio solidale”, l’ha collaudato un salone romano che si chiama Riccio capriccio e permette alle donne che attraversano momenti difficili nel lavoro -cassintegrate, sottopagate, pensionate, precarie- di fare taglio e piega a 8 euro di cui 3 vengono donati al CAM, Centro Ascolto Uomini Maltrattanti, il primo in Italia dedicato ai maschi che vogliono smettere di essere violenti.

Io, che sono scettica dentro, all’epoca telefonai anonimamente per chiedere un appuntamento per una tinta, a prezzo pieno, il giorno di sto caspita di taglio solidale.

E mi risposero -Signora no, mercoledì abbiamo tutto il giorno impegnato per il taglio solidale. Possiamo prendere un altro appuntamento?

Presi. E andai. E mi venne incontro un’altra Alessandra, che è la capa (tosta) di tutta sta cosa. E mentre Ale mi strapazzava la cabeza (che è un donnone che lèvati) chiesi anche

-Scusate ma come fate ad accertarvi che effettivamente quelle che vengono siano persone in difficoltà?

E mi raccontarono che, al netto di tante vere verissime, in effetti ci fu anche chi si presentò scendendo dal taxi tutta addobbata e firmata, cosa che suggerì di aiutare il prossimo a essere più generoso. E meno str…. furbino, aggiungo io. (E questa, cari, è un po’ anche la differenza che passa tra i concetti di povertà e, come dice la mia amica Pat, di poraccitudine). Dunque ci si prenota con una scheda e insomma le istruzioni sono qui sotto e sul sito.

Allora, il taglio solidale riprende lunedì 21 settembre, è riservato alle ricercatrici precarie e ci si può prenotare FINO AL 13 SETTEMBRE (qui c’è il modulo per l’appuntamento).

Loro lo chiamano taglio solidale. Io lo trovo un gran modo per fare una piccola rivoluzione.

Taglio solidale

 

Donne che amano male

lunedì, maggio 20th, 2013

E’ che per questa storia dell’ex miss riempita di botte dal compagno fino a ridurla in fin di vita che però poi ci ripensa, ritira la denuncia e lo perdona, al netto di un’asportazione di milza, è da stamattina che in tante analisi viene accostato il libro “Donne che amano troppo” di Robin Norwood, uno dei tomi più diffusi al mondo sul tema delle dipendenze affettive. Senza che peraltro, purtroppo, questa mondiale ed epocale diffusione abbia in qualche modo inciso sulla diminuzione delle statistiche del troppismo. Si continua a dipendere. E a ricadere nella dipendenza.

Dovete perdonarmi ma è da stamattina che questa storia dell’amare troppo a me suona male, malissimo. Perché il “troppo” fa quasi eroismo: quanto lo amo? Troppo. E il troppo si sa stroppia. Ma non uccide. E qui invece poi uccide. Pure. E allora non sarebbe meglio dire che se ti spappola la milza ma lo assolvi non stai amando troppo ma semplicemente stai amando male, malissimo?

Troppo non mi crea quel rifiuto che dovrebbe. Perché è opposto a “poco”. Male si. Perché, almeno, è opposto a bene. Il bene che non ci vogliamo e non ci facciamo quando amiamo non troppo ma quando amiamo male. E anche sul verbo “amare” dovremmo riflettere.

Questo troppo inoltre ha sempre la recidiva. E concluderei con la mail che poco fa mi ha convinta a dirla, una cosa, anzi a farla dire a lui, su questa storia che ci fa stare non troppe ma male:

Cara Meri,
la storia di questa ragazza che perdona il suo carnefice perché lo ama e ci torna insieme, ha fatto riemergere dall’archivio della mia memoria una “Rosaria” con cui sono stato tanto tempo fa, una delle tante Rosaria, appena uscita dalle grinfie di un uomo manesco. Una ragazza normalissima, simpatica, intelligente. Poi con me la storia finì.
L’ho ritrovata qualche anno fa. E stava con un altro. Uguale. Non a me: a quello di prima. La “mia” Rosaria mi ritorna in mente ogni volta che sento queste storie troppo frequenti. E ho paura di chiedermi perché. Perché si ricaschi nell’orbita attrattiva di un altro carnefice.
Giovanni