Posts Tagged ‘violenza’

Giornate

sabato, novembre 25th, 2017

Questa foto.
E’ la foto più lunga della storia: per farla ci abbiamo messo circa quindici giorni: 14 giorni 23 ore e 55 minuti per trovare e scegliere ciascuna un paio di scarpe rosse adatte alla circostanza e 5 minuti per far scattare gli Andrei.
E’ stato uno dei momenti umanamente più belli in (omissis) anni di lavoro (e, fidatevi, so’ parecchi).
Le femmine. Che cosa meravigliosa.

Sul fatto poi che nel 2017, arrivati sulla luna su Marte e dentro alla particella di Dio, ci sia bisogno di una Giornata internazionale contro la violenza sulle donne stendiamo un velo pietoso. Darwin, da questo punto di vista sei ‘na sòla.

Donne salto

Motivi per i quali questo blogghe ha senso

venerdì, marzo 8th, 2013

E’ nei commenti agli Atti di subordinazione ma lo metto anche qui.

Io le ho prese, una volta.
Pesantemente. Avevo 20 anni.
All’inizio ti domandi dove hai sbagliato, poi come coprire…e infine se hai una madre come la mia “che caspita le racconto io a questa…che sarebbe capace di lasciarlo a terra morto” (lei a 1.60 non ci arriva lui è 1.90 ex canottaggio ma capacissima).
Ci penso spesso, spessissimo. Soprattutto quando d’inverno la mandibola dx mi scricchiola come se fosse di sabbia. Me la accarezzo con una dolcezza infinita.
E ora mi arrabbio. Ma prima no. Giuro.
Se non fosse stato per le domande dei miei a cui avrei dovuto dar risposta, avrei creduto alla mia testa che mi diceva “lo hai esasperato a tal punto, che vedi mo’ che hai creato…”
Ho inventato un incidente stradale, con lui ovviamente.
Due anni prima ne avevamo avuto uno.
Vero, però. In cui mi ero frantumata lo stesso lato di faccia.
E mio padre mi ha cazziato come non mai.
Se avesse saputo…ma arrivarci è difficile. Quando ci arrivi, poi…poi diventi una iena. Ho somatizzato, oggi ho una soglia al dolore fisico pari allo zero. Un pizzico mi diventa una melanzana, un morso amoroso un melone.
Ma quando sei lì non capisci subito e non tutto. Non tutte capiamo.
Non sono “andata” via solo per mia madre, l’ho fatto perché sapevo che era sbagliato.
Tuttavia, per me, il dolore di ammettere di avere amato un coglione è stato superiore al dolore delle mazzate. E’stata dura, durissima. Ma possiamo farcela.
Certo se le istituzioni comunali e regionali riuscissero a erogare più fondi, potremmo essere più vigili.
Ma questa è un’altra storia.

Grace

Atti di subordinazione

venerdì, marzo 8th, 2013

Me l’ha detto un po’ così, usandolo come fosse un autostop di passaggio tra una frase e l’altra:

-… e insomma mentre mi tirava una sberla continuava a insistere che non c’era nulla fra loro

Una subordinata. Della principale. E sia chiaro io sono certa che la parte brutta fosse che la tradiva nella fiducia e nel rispetto con la sberla ma me l’ha raccontata come invece il brutto fosse il fatto che la tradiva nel letto con una collega. E anche io, mentre ascoltavo, quasi ci cascavo nel traino del letto. Nel senso che anche a me veniva da sobbalzare quasi più alla principale, mentre quella vera affogava nella subordinata.

Ecco io questo, amiche mie, volevo dire oggi: dobbiamo ricominciare anche dalla sintassi. Una proposizione subordinata ci fa vivere vite subordinate. Una proposizione subordinata dipende da un’altra proposizione. Non ha un’autonomia. Anche la vita, eh, funziona così: se la sottomettiamo a qualcuno o qualcosa.

Dice Meripo’ e perché ce la racconti proprio l’8 marzo? Perché pensavo tra l’altro – a proposito di analisi del periodo- che forse la cosa più utile da fare per i diritti delle donne sarebbe sospendere per qualche tempo l’8 marzo, il più grande alibi di massa contro il logorìo del rimorso moderno. E magari la ripristineremo quando gli altri avranno imparato a rispettare noi e noi a ripristinare la sintassi. Tipo.

Otto marzo de che/ Tu dicevi No ma il tuo corpo mi diceva Si

martedì, marzo 6th, 2012

“Tu dicevi No ma il tuo corpo mi diceva Si’
“E’ bello, vero?”
“Nessuno ti amerà mai come sto facendo io”
“Non puoi prendere un aperitivo con qualcuno e immaginare che non succeda questo”
“Smetti di urlare, sai che lo vuoi”
“Rilassati, perché non puoi fartelo piacere?”
“Baby, non sono né uno stalker né un criminale quindi smettila di trattarmi come fossi uno così”
“Non c’è niente di sbagliato in questo. Sei tu che sei sbagliata se pensi che sia sbagliato”
“Non ti crederanno, penseranno che sei pazza, nessuno mai ti amerà più”
“Se fai resistenza ammazzerò te e la tua famiglia”

Le vittime di violenza sessuale scrivono su un cartello quel che dicevano gli aggressori e si fanno fotografare. Qui. Soprattutto donne, soprattutto da parenti.

(via Blondeinside)

Ottomarzo de che/Post a blog unificati

lunedì, marzo 5th, 2012

Oggi ci gemelliamo. Meri Pop aderisce a “Un post a “blog unificati” per dire insieme che sarebbe bello che gli uomini prendessero la parola sulla violenza contro le donne, sull’uso del corpo delle donne nei media, sulla prevaricazione maschile nel dettare l’agenda economica e politica”.

Eccolo:

Sarebbe bello che per questo Ottomarzo le cose andassero un po’ diversamente.

Che per una volta non toccasse alle donne elencare di tutti i guai causati a questo Paese da un’irriducibile “questione maschile”: il monopolio, come lo chiama Chiara Saraceno, dei posti di potere, l’applicazione di cospicue quote non scritte (tra l’85 e il cento per cento) a favore degli uomini.

Sarebbe interessante che stavolta fossero i nostri colleghi giornalisti, opinionisti e blogger, a dire “I care”.

A scrivere: la violenza e il femminicidio sono un mio problema, e rivelano l’incapacità della sessualità maschile di liberarsi dalla tentazione del dominio.

Come posta un lettore, Claudio Losio, sul blog “Il corpo delle donne”, commentando la vicenda della ragazza stuprata da  un militare a L’Aquila (), “il quadro che ne esce ci riporta indietro di 30 anni, al documentario di Tina Lagostena Bassi sul processo per stupro. La giovane studentessa dell’Aquila è nostra figlia, dobbiamo trovare il modo di sostenerla e proteggerla”. 

“I care”: è un mio problema di uomo lo sfruttamento commerciale e mediatico della bellezza femminile, che indebolisce le donne inchiodandole a stereotipi umilianti.

E’ un mio problema che l’agenda politica e quella economica siano decise quasi esclusivamente da vecchi maschi che bloccano qualunque innovazione per il loro vantaggio personale.

E’ un mio problema la mancanza di welfare e di servizi, freno all’occupazione femminile e allo sviluppo.

E’ un mio problema l’eccesso maschile che sta danneggiando tutti, donne e uomini.

E serve anche il mio impegno perché le cose cambino. 

Sarebbe bello.

Postato in contemporanea da – Contemporaneously posted from

Giovanna CosenzaMarina TerragniLoredana LipperiniManuela Mimosa RavasioLorella Zanardo, Ingenere

Le blogger che condividono questo post pubblicano periodicamente thread comuni, in particolare sul tema della rappresentazione pubblica della donna e su quello della rappresentanza politica.

http://www.ingenere.it/articoli/8-marzo-noi-la-festa-voi-la-parola

Numero un amore di dimensioni pari all’apertura alare della suddetta Boitani Francesca

giovedì, novembre 25th, 2010

“La qui presente Boitani Francesca nata a Roma e ivi residente sporge denuncia per il furto subìto nel suo appartamento ubicato in Roma alla via Cerveteri ventuno quarto piano scala bì interno nove”.

-Allora signorina mi dica cosa le è stato sottratto
-Tutti i miei sogni, brigadiere
-Allora “tutti i miei soldi” in ammontare di?
-Non i miei soldi, i miei sogni
-“Tutti i miei sogni”. Nel numero di? Quanti erano questi sogni, signora Boitani?
-Tantissimi, davvero tanti, tutti quelli che può avere una ragazza
-La denunciante Boitani Francesca non ricorda il numero esatto dei sogni sottratti. Ora signorina mi dovrebbe dire quando è avvenuto il furto
-Direi negli ultimi dieci anni
-Ora mi descriva il contenuto dei sogni sottratti, signorina
-Non saprei neanche da dove cominciare
-Eh signorì cominci da dove vuole! Basta che me ne descrive alcuni. Quelli più importanti
-Sicuramente l’amore
-Eh l’amore…l’amore è troppo generico signorina, sia più precisa.. il colore, le dimensioni, la foggia…
-Un amore.. un amore grande (allarga le braccia)
-Numero:-un-amore-di-dimensioni-pari-alla-apertura-alare-della-suddetta-denunciante
-Un amore fatto di piccole cose, di cose semplici
-Suppellettili! Suppellettili-e-piccole-cose-di-valore-non-quantificabile. Andiamo avanti

Continua qui e dura 10 minuti, coraggio:

(25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Una eh, di giornata. Domani si può ricominciare, evidentemente)