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Mary Wortley Montagu, la Lady del primo micidiale colpo anti-vaiolo

mercoledì, aprile 19th, 2017

Storie calme di donne inquiete/19

Quel timbrino che gli attempatelli recano in cima al braccio, quale imperitura testimonianza di tempi di terribili epidemie debellate nonché del fatto che ci abbiamo nacerta, è opera discendente da cotal Edward Jenner (1749-1823), considerato il padre dell’immunizzazione. Eppure la prima persona che portò a segno un colpo micidiale contro il virus del vaiolo fu Lady Mary Wortley Montagu (1689-1762), “donna bellissima affascinante, elegante, intelligente, insomma quel tipo di donna di cui ogni uomo conosce la pericolosità”, avverte opportunamente Roberto Burioni, il nostro amico virologo Torquemada dei bufalari antivaccini online. “E di questa pericolosità – prosegue nel suo libro Il vaccino non è un’opinione– si sarebbe reso conto anche il virus del vaiolo”.

In realtà Lady Fascino è una aristocratica donna inglese poetessa, scrittrice, saggista, autrice di mirabili lettere (Cara bambina, Lettere dall’Italia alla figlia) nonché una delle protagoniste delle Blue-Stockings, le prime acerbe femministe del Settecento inglese. Il punto è che, a 26 anni, Lady Montagu viene colpita dal vaiolo insieme al fratello, che muore. Lei sopravvive ma completamente sfigurata in viso. Il bello delle bellissime intelligenti è però che, persa la bellezza, potenziano intelligenza e cazzimma e dunque non solo sposa un ambasciatore, ci fa un figlio e lo segue nel peregrinare ma, arrivati a Costantinopoli, apprende dalle donne turche la tecnica di pungersi con aghi intinti nel pus di pustole vaiolose (a pensarci lo so è terribile, dice ma come caspita gli è venuto in mente a queste? Embeh, donne, gente che osa) in modo da contrarre una forma leggerissima di vaiolo che da una parte non lascerà cicatrici e dall’altra le renderà immuni per il futuro.

Lady Montagu è entusiasta: cerca di convincere le autorità inglesi ad adottare la tecnica delle turche su vasta scala e si fida a tal punto da voler applicare l’inoculazione anche sul figlio Edward. Ma sapete chi è che a quel punto si oppone? Uomini: a iniziare dal marito, inorridito dall’idea che l’aristocratico rampollino potesse essere contaminato da una pratica simile. Siamo a Mammaliturchi, proprio. E lei che fa? Aspetta che il coniuge parta e turchizza Edward di nascosto. Quando il marito torna non può fare altro che ciò che ogni uomo dovrebbe fare di fronte alle decisioni di una moglie: arrendersi.

Il resto è storia della medicina e storia di una donna che dovrà continuare a superare la diffidenza e l’ostracismo degli uomini, accademici, familiari e quant’altro. Stiamo parlando di un vero e proprio flagello: nel solo 1719 il contagio fa 17.000 morti a Parigi. Lady Montagu non si arrende, mai: ne parla a Londra , riesce a convincere un circoletto di nobili amici a sottoporsi al turco inoculo, si convince pure il suo medico di famiglia, il dottor Maitland, che comincia così ad applicare il metodo ai propri pazienti. Lady Cazzimma Montagu convince infine le Autorità inglesi a far inoculare, nel 1720, anche alcuni carcerati di Newgate: sarà lo stesso Maitland a farlo e variolizzerà, già che ci sta, pure i figli del futuro re Giorgio.

Insomma in linea di massima l’antivaiolosa nasce da una disubbidiemza a un marito. E ai cattedratici. E alle corti. E a tutto il cucuzzaro. Libera, disobbediente, non ho idea se pure innamorata ma scassacabasisi abbastanza, grazie. Edward Jenner avrà la strada spianata quando, nel 1798, introdurrà il primo vaccino (e introdurrà anche la parola vaccino: aveva notato che le mungitrici che si erano infettate con il vaiolo bovino non sviluppavano più il vaiolo e “vaccino” deriva proprio dalla parola variolae vaccinae cioè vaiolo della mucca).

Per capire l’involuzione della storia basti dire che siamo passati dai vaccini alle bufale. Non sono tempi facili neanche questi, cara Lady Coraggio Montagu. Oggi il vaiolo è stato debellato. Dagli anni 70-80 è stata sospesa anche la vaccinazione. Grazie a tutti quei nostri timbrini sul braccio. E grazie a Lady Montagu.

(P.S. “Riserve del virus, per motivi di studio, sono mantenute ufficialmente solo in due laboratori in condizioni di stretta sicurezza: uno negli Stati Uniti e uno in Russia” (Iss) Ecco, voi capite, sì, come possiamo stare sicuri e tranquilli mo’.)

Lady Montagu

Via con l’Avvento/ Eppure soffia ancora

mercoledì, dicembre 24th, 2014

di Ramerrez

E’ nato a Sassuolo, nel pieno dell’Emilia, dove hanno inventato le piastrelle. E’ morto troppo presto perché è  nato troppo presto, nel 1942: non avevano ancora scoperto il vaccino contro la poliomielite che sarebbe arrivato solo dieci anni dopo. A tre anni questa terribile malattia lo colpì e lo costrinse per sempre in carrozzella. Questo non gli impedì tuttavia di vivere una vita breve, ma intensa. L’impegno politico, una moglie amata e tre figli, la chitarra da autodidatta ed un amico che aveva suonato la chitarra con Caterina Caselli negli anni 60 quando era il casco d’oro degli italiani. Intanto la bionda cantante era diventata la moglie di un discografico importante, e lo convinse a scritturare questo sconosciuto per incidere il suo primo LP, “Eppure soffia” che uscì il giorno del suo trentaquattresimo compleanno, come dimostrato dalla carta d’identità che compare nella copertina del disco. Era novembre, e qualcosa sul Natale ci stava.

Infatti nel disco c’è anche questa canzone, che ci ricorda che stanotte è Natale persino in galera, e dentro alle case di cura. Per non farci dimenticare che domani, dopo la festa, la vita ritorna più dura. Ed in effetti ha ragione, perché nella notte di Natale, mentre baciamo quelli che ci passano accanto, non possiamo proprio dimenticarci di chi è più sfortunato di noi.

Perché se non pensiamo a loro, che Natale è?

Allora è arrivato Natale, Natale la festa di tutti,

si scorda chi è stato cattivo, si baciano i belli ed i brutti
si mandan gli auguri agli amici, scopriamo che c’è il panettone
bottiglie di vino moscato e c’è il premio di produzione.
Astro del ciel, pargol divin, mite agnello re…
Natale! Natale! Natale!
C’è l’angolo per il presepio e l’albero per i bambini
i magi, la stella cometa e tanti altri cosi divini
i preti tirati a parata la legge racconta che è onesta
le fabbriche vanno più piano, insomma è un giorno di festa.
Astro del ciel, pargol divin, mite agnello re…
Natale! Natale! Natale!
È festa persino in galera e dentro alle case di cura
soltanto che dopo la festa la vita ritornerà dura
ma oggi baciamo il nemico o quelli che passano accanto
o l’asino dentro la greppia Natale il giorno più santo.