Posts Tagged ‘vaccini’

Primo Postulato sul diritto all’opinione

mercoledì, maggio 3rd, 2017

Aggiungere, e di corsa, alla Dichiarazione universale dei Diritti umani questo Primo Postulato:
“Non si ha diritto di avere un’opinione ma di avere una opinione informata. Nessuno ha il diritto di essere ignorante”. (Harlan Ellison)

Human Rights

Mary Wortley Montagu, la Lady del primo micidiale colpo anti-vaiolo

mercoledì, aprile 19th, 2017

Storie calme di donne inquiete/19

Quel timbrino che gli attempatelli recano in cima al braccio, quale imperitura testimonianza di tempi di terribili epidemie debellate nonché del fatto che ci abbiamo nacerta, è opera discendente da cotal Edward Jenner (1749-1823), considerato il padre dell’immunizzazione. Eppure la prima persona che portò a segno un colpo micidiale contro il virus del vaiolo fu Lady Mary Wortley Montagu (1689-1762), “donna bellissima affascinante, elegante, intelligente, insomma quel tipo di donna di cui ogni uomo conosce la pericolosità”, avverte opportunamente Roberto Burioni, il nostro amico virologo Torquemada dei bufalari antivaccini online. “E di questa pericolosità – prosegue nel suo libro Il vaccino non è un’opinione– si sarebbe reso conto anche il virus del vaiolo”.

In realtà Lady Fascino è una aristocratica donna inglese poetessa, scrittrice, saggista, autrice di mirabili lettere (Cara bambina, Lettere dall’Italia alla figlia) nonché una delle protagoniste delle Blue-Stockings, le prime acerbe femministe del Settecento inglese. Il punto è che, a 26 anni, Lady Montagu viene colpita dal vaiolo insieme al fratello, che muore. Lei sopravvive ma completamente sfigurata in viso. Il bello delle bellissime intelligenti è però che, persa la bellezza, potenziano intelligenza e cazzimma e dunque non solo sposa un ambasciatore, ci fa un figlio e lo segue nel peregrinare ma, arrivati a Costantinopoli, apprende dalle donne turche la tecnica di pungersi con aghi intinti nel pus di pustole vaiolose (a pensarci lo so è terribile, dice ma come caspita gli è venuto in mente a queste? Embeh, donne, gente che osa) in modo da contrarre una forma leggerissima di vaiolo che da una parte non lascerà cicatrici e dall’altra le renderà immuni per il futuro.

Lady Montagu è entusiasta: cerca di convincere le autorità inglesi ad adottare la tecnica delle turche su vasta scala e si fida a tal punto da voler applicare l’inoculazione anche sul figlio Edward. Ma sapete chi è che a quel punto si oppone? Uomini: a iniziare dal marito, inorridito dall’idea che l’aristocratico rampollino potesse essere contaminato da una pratica simile. Siamo a Mammaliturchi, proprio. E lei che fa? Aspetta che il coniuge parta e turchizza Edward di nascosto. Quando il marito torna non può fare altro che ciò che ogni uomo dovrebbe fare di fronte alle decisioni di una moglie: arrendersi.

Il resto è storia della medicina e storia di una donna che dovrà continuare a superare la diffidenza e l’ostracismo degli uomini, accademici, familiari e quant’altro. Stiamo parlando di un vero e proprio flagello: nel solo 1719 il contagio fa 17.000 morti a Parigi. Lady Montagu non si arrende, mai: ne parla a Londra , riesce a convincere un circoletto di nobili amici a sottoporsi al turco inoculo, si convince pure il suo medico di famiglia, il dottor Maitland, che comincia così ad applicare il metodo ai propri pazienti. Lady Cazzimma Montagu convince infine le Autorità inglesi a far inoculare, nel 1720, anche alcuni carcerati di Newgate: sarà lo stesso Maitland a farlo e variolizzerà, già che ci sta, pure i figli del futuro re Giorgio.

Insomma in linea di massima l’antivaiolosa nasce da una disubbidiemza a un marito. E ai cattedratici. E alle corti. E a tutto il cucuzzaro. Libera, disobbediente, non ho idea se pure innamorata ma scassacabasisi abbastanza, grazie. Edward Jenner avrà la strada spianata quando, nel 1798, introdurrà il primo vaccino (e introdurrà anche la parola vaccino: aveva notato che le mungitrici che si erano infettate con il vaiolo bovino non sviluppavano più il vaiolo e “vaccino” deriva proprio dalla parola variolae vaccinae cioè vaiolo della mucca).

Per capire l’involuzione della storia basti dire che siamo passati dai vaccini alle bufale. Non sono tempi facili neanche questi, cara Lady Coraggio Montagu. Oggi il vaiolo è stato debellato. Dagli anni 70-80 è stata sospesa anche la vaccinazione. Grazie a tutti quei nostri timbrini sul braccio. E grazie a Lady Montagu.

(P.S. “Riserve del virus, per motivi di studio, sono mantenute ufficialmente solo in due laboratori in condizioni di stretta sicurezza: uno negli Stati Uniti e uno in Russia” (Iss) Ecco, voi capite, sì, come possiamo stare sicuri e tranquilli mo’.)

Lady Montagu

Il vaccino non è un’opinione

martedì, ottobre 18th, 2016

Mentre Bebe Vio starà dando gli ultimi ritocchi al suo abito Dior per la cena alla Casa Bianca di stasera

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penso che mai avrei immaginato che nel 2016, mentre atterriamo su Marte, fosse necessario ri-obbligare le persone a vaccinarsi.
Mai avrei pensato che fosse necessario scriverci un libro, anche più d’uno.
Mai avrei pensato, quando l’ho conosciuto, che lo avrebbe scritto Roberto Burioni (che sarà che sulla rete circolano tante bufale ma per fortuna circola pure lui).
Premettiamolo subito: lo stimato professor Burioni, medico e ordinario di microbiologia e virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano è amicomio. Anche se non l’ho mai incontrato. Ma abbiamo incrociato le lame e le tastiere variamente su tutt’altro, comprese le sventure sentimentali per le quali, ahimè, il vaccino (ancora) non c’è.

Tutto ciò non sarebbe stato comunque sufficiente a motivarmi nella lettura di 160 pagine sulle vaccinazioni, se non fosse che Roberto Burioni oltre a essere dottore professore e amicomio è, anche, un fascinoso seduttore 2.0 (non ho idea se lo sia pure altrove, lo si metta agli atti, marescià mi raccomando). E dunque sì, sono stata irretita e me le sono sciroppate tutte e 160 come stessi leggendo Jane Austen. Perché, in qualche modo, quest’uomo scrive anche come una donna: con la penna intinta un po’ nel miele e un po’ nel fiele. Sempre, in ogni caso, nell’alambicco. Il tutto provvedendo a ridividere le due grandi categorie il cui mischiume è oggi responsabile di gran parte dei disastri orbeterracquei: fatti e opinioni.

Mai avrei pensato dunque di appassionarmi alla storia dell’antivaiolosa (soprattutto perché a me ha lasciato l’orrido timbro non sul braccio ma sul fiancochiappa). E mai avrei immaginato, per esempio, che a portare a segno un colpo micidiale al terribile virus fosse stata una fascinosa donna, tal Lady Mary Wortley Montagu (1689-1762) “bellissima, elegante, intelligente, insomma quel tipo di donna di cui ogni uomo conosce la pericolosità” scrive Roberto (che quindi direi che sì, deve essere seduttore anche oltre il 2.0 ma marescià peccarità questa è un’opinione).

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Lady Mary Wortley Montagu

Colpita dal vaiolo a 26 anni -insieme al fratello che morì, Lady Mary Wortley Montagu sopravvisse ma rimase “deturpata nel volto perdendo la sua bellezza ma non la sua intelligenza”. Cosa che non le impedì di sposare un ambasciatore a avere un figlio. A Costantinopoli venne a sapere che le persone si difendevano dalla malattia “infettandosi in maniera controllata” (vi risparmio i particolari della traslazione di liquido da pustole di poco malati a piccole zone di pelle di molto sani).

Il marito, narra sempre il Burioni amiconostro, era molto “contrario a questa bizzarria e non avrebbe mai permesso che il diletto primogenito fosse sottoposto a questa pratica turca. Tuttavia -voi sapete come sono fatte le donne- quando nel 1718 dovette tornare in Inghilterra, la moglie colse al volo l’occasione e in sua assenza fece variolizzare con successo il figlio. Il padre ritornò a cose fatte e a quel punto -come fa da sempre ogni coniuge di sesso maschile di fronte a una simile situazione- si rassegnò e diede ragione alla moglie”.

Ecco. Guarda che tocca fare per vedersi dare ragione da un uomo.
Sdogano quindi volentieri la Vanna Marchi che è in me e ve lo dico: amichemie e amicimiei specie i dubbiosi e gli assatanati contrari, fatelo: burionizzatevi. Burionizzatevi con successo. Se non per me fatelo almeno per Lady Mary Wortley Montagu.

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Roberto Burioni
Il vaccino non è un’opinione
Mondadori