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Pure noi. VolevamoesseregliUddue. E lo fummo

giovedì, ottobre 11th, 2012

Che stavamo a dì?

Che a me gli U2 me li aveva fatti conoscere quel nonmiricordo al primo anno delle superiori durante l’occupazione della scuola. Ma siccome quel gran fico di nonmiricordo non mi si è mai filato, manco di striscio, io mi sono consolata con loro, gli Udue. E siccome c’avevo un padre che gli U2 e uscire la sera non se ne parla nemmeno, io, orchestrai una nottata a studiare dall’amicamia, che il padre poraccio (che m’ha retto il gioco) penso che ancora se lo ricorda, e me ne andai al concerto. Ti dico solo che tanti anni dopo, quando io mi occupavo dell’organizzazione di serate per un centro sociale, me lo ritrovai (il nonmiricordo) che mi venne a chiedere se poteva suonare con la sua band, facevano cover degli U2. E io, bastarda dentro, gli risposi che quel tipo di musica non si adattava alla nostra programmazione musicale.
Tiziana

27 maggio 1987 stadio Flaminio, io c’ero. Fu la mia prima fuga da casa. Memorabilia. Chiamai dalla stazione per avvertire che non sarei rientrata a pranzo, chè loro mi avevano detto di no. Non mi avevano dato il permesso! Non capivano. E io decisi per l’estrema ratio. Rientrammo alle 5 del mattino, con un treno Roma Tiburtina-Napoli Centrale. Alle 5 ero a casa. Mia madre mi lasciò sullo zerbino di casa. Aprì il portone, ma non casa. Mio padre uscendo per andare in ufficio, aprì la porta e mi trovò che dormivo sullo zerbino. Mi disse “vatti a fare la doccia e vai a scuola. senza fiatare. almeno oggi non arriverai in ritardo.”
Grace

U2 a Roma

All’epoca avevo appena accattato un sublime impianto HiFI (di quelli col mutuo incorporato). Detti una festa per tutti i ragazzi e i ragazzini del vicinato, con sorpresa finale (pullmann con autista noleggiato per andar tutti in discoteca con il permesso (in gran segreto) per i più piccoli firmato dai genitori. Ci siamo divertiti come matti, io allora avevo una trentina d’anni, se non ricordo male, ed ero già matta come un cavallo, che giornata ragazzi. Avevo anche una allora costosissima telecamera, con cui riprendemmo la festa e sapeste che buone cose prepararono le mamme (genitori rigorosamente fora dai ball). Così il giorno dopo, con tutto il ben di dio avanzato, tutti a guardarsi le riprese della festa, seduti sul pavimento, cuscini, tappeti, coperte. Un casotto in casa, con i miei 13 gatti, pure, e i due cani.
Claudia

Io ero incinta. E mi persi delle cose. Ma ne ebbi altre. Molte altre. E oggi è lui, mio figlio 25 anni un omo di 1,87, alti come solo i ragazzi di oggi sono…(ma che gli avremo dato da magna’..) che adora compone suona e canta e mi segnala o ricorda nel caso degli U2 la musica quella vera bella intramontabile. Io non c’ero…ieri, oggi si.
Arianna Filo


(Grazie a Gilda)

Volevo essere gli Uddue. E manco lo sapevo

giovedì, ottobre 11th, 2012

Avendo fatto delle cose scoperte in ritardo la cifra del mio approccio rock&pop alla vita, dall’ormai nota e sciagurata vicenda Freddie Mercury, si dà il caso che lo stesso sia accaduto anche con gli U2 ma stavolta almeno non in zona esequie. E dunque un matrimonio e cinque viaggi in barca fa accadde che in una traversata mi pare in direzione Corsica, avendomi sul far del tramonto scoscienziatamente lasciato in mano il timone di un 16 metri a vela, il capitano dell’imbarcazione scendesse nella dinette e azionasse un lettore Cd avvertendo
-Meripo’ (no, non ero ancora Meripo’ ma mi ci stavo dirigendo) ti lascio con gli Uddue, mi raccomando

Immaginando si trattasse di un’incomprensibile indicazione di rotta da tenere, rivolgevo un supplichevole sguardo al mio allora poveruomo che stazionava lì con me sorvegliandomi. Egli pietosamente mi suggeriva
-Quelli che suonano
Essendomi pressochè sconosciuti eventi musicali verificatisi posteriormente all’avvento del Concerto n.1 di Tchaikovsky annuivo imbarazzatamente ma senza ulteriori approfondimenti.

Ed è stato allora, in mezzo all’azzurro e sconfinato mar di Corsica in un tramonto d’agosto in andatura al traverso, che dallo sciabordio delle onde e nel silenzio di tutto il resto ho sentito salire uno tsunami. Di emozione. Erano gli U2. E cantavano “With or without you”.

Ci sono momenti nella vita la cui indimenticabilità è spesso direttamente proporzionale alla velocità. La velocità dei capolavori. Che i capolavori, ovunque, non fanno mai attendere: ti afferrano e ti tolgono il fiato in un amen, senza troppe pippe a girargli intorno. Come l’amore. Hai voglia a dire che quello è troppo diverso, che è solo un amico, che si magari una storia di letto e poi basta. No: l’amore decide lui. Ti prende e ti porta via. Come Ammaniti. E, soprattutto, ti porta dove cazzo caspita gli pare a lui, non dove pensi di condurlo tu. Tipo le barche quando le porto io. (No, scherzo, le barche dove dico io ci vanno. Gli uomini non sempre)

Insomma a me anche gli U2 mi hanno portata fino a qui. Dalla Corsica. E non a nuoto.

“The Joshua Tree” quest’anno compie 25 anni. Io fra poco posso doppiarlo. Eppure mi sembra di essere proprio come st’albero tuo, Joshua. Sul tetto del mondo. Auguri. A tutti e due.