Posts Tagged ‘tradimento’

La formula

lunedì, luglio 11th, 2016

In concomitanza con un matrimonio che lèvati avvenuto nel uichendo e in osservanza al ripasso dei fondamentali amorosi, che ci vuole sempre, mi è qui gradito narrarvi di quando la mia amica Silvia si doveva sposare. Lo zio, medico condotto, aduso a vederne di tutti i colori, la sera prima delle nozze andò a trovarla e le disse

-Sirviè belladezzio se vuoi che il matrimonio duri c’è una sola cosa che non dovrai mai fare. Potrà capitare che lo tradirai, che cercherai la casa come piace solo a te, che lo imbroglierai su qualcosa, che gli porterai la suocera in casa… so’ tutte cose alle quali alla fine l’uomo s’abitua, ce passa sopra.

-E vabbè zio allora qual è la cosa che non dovrò mai fare?

-Nun je devi rompe li cojoni

Soughton HallWedding Photography By Ashton Photography www.ashtonphotography.co.uk

Leicester Love

mercoledì, maggio 4th, 2016

-Hai saputo di Chiara?

-Ho saputo che il marito aveva la fase ZP

-Eh?

-Zona Prostata: cambio la cinquantenne con la trentenne così me ringiovanisco pure io

-Infatti. Ma hai saputo che è tornato?

-Uh. E che è successo?

-Eh, s’è inteso male e la trentenne s’è squajata

-E ora Chiara se l’è ripreso?

-Si. Ma col cartellino giallo

-Eehh?

-Lei gli ha detto: “Caro, io sono il Leicester. Ma tu non sei Ranieri. Quindi alla prossima te ne torni fisso in C. Anzi, in der C”.

Leicester

L’amante

venerdì, aprile 10th, 2015

“Gli uomini si fanno l’amante per restar sposati, le donne per cambiar marito”.

Veronique Ovaldé, “E il mio cuore trasparente”

Oggi ‪#‎ConsigliounLibro‬ perché a me lo consigliò il libraiodellaVersiliadiMeripo’, Andrea Geloni, sempresialodato

Veronique Ovaldè fotografata da Samuel Kirszenbaum

Cocchì?

mercoledì, aprile 1st, 2015

Assemblate e predisposte per una concione su donne e politica, opportunamente preceduta da un’immissione di prosecco e corallina il tanto che bastava per invocare lo stato di ebbrezza ove interrogate, eravamo quattro amiche al Bar anzi al BeaCafè iersera allorquando -nell’ambito di un generale quiz sulle differenze uomo-donna nell’approccio alla vita, ci si chiedeva di testarci sulle differenze uomo-donna nell’approccio alle corna.

La domanda, che il nostro interlocuintervistatore poneva alle quattro donne e a tutta la platea mista, suonava più o meno così:

Lui/lei vi confessa di avervi tradito. Qual è la prima cosa che pensate?
A) stronzo/a
2) con chi?

Immantinente dalla platea, nel generale brusìo, si distingueva in prima battuta Grace che chiosava
-Ma quando maaaaiii, ma quando mai lui-vi-confessa, piuttosto siamo-noi-che-lo-scopriamo…

Appurato che, in ogni caso e con qualsiasi modalità, prima o poi in una carriera sentimentale che si rispetti si perviene alla condizione di cornificato/a, una sollevazione generale femminile si scagliava contro l’ipotesi A, ritenendola assolutamente irreale, a favore dell’unica reazione possibile nel momento in cui l’esponente di turno del sesso a noi avverso e delle corna a noi apposte si svela: se ne faceva portavoce il duo Ema-Michy alzandosi veementemente dalla seggiola e prorompendo in un

-E no eh, non esiste l’ipotesi stronzo, esiste solo l’ipotesi con chi
Poi, con le mani sui fianchi stile la migliore Anna Magnani, aggiungevano: anzi, peffavore, COCCHì??? tuttoattaccato, mi raccomando Meripo’ se decidessi di farci un post LODEVISCRIVERETUTTOATTACCATO, COCCHì

Che questo è, signorimiei: al fatal momento della rivelazione ce ne importa ben poco se siate stronzi voi, l’unica domanda è chi sia la stronza lei.

Per il resto vige incontrastato il primo Teorema di Riondino: “La coppia è l’insieme di tre persone di cui una è momentaneamente assente”

‘A Cass’ azion

giovedì, marzo 19th, 2015

-Oh, guardate che è rapina sottrarre il cellulare al potenziale fedifrago per spiare gli sms

-Uà Meripo’ e chill lo deve scoprire, che tu l’hai scoperto

-Eh, tesò, certo. Ma se lo scopri e vuoi vendicarti come fai a dirglielo?

-Dirglielo???? Ma quale dirglielo, Meripo’:  rifarglielo

L’anguillismo del Lealiano mimanchismo

mercoledì, febbraio 11th, 2015

A ridosso dell’inizio del florovivaistivo Festival si verificava la solita escalation di Mimanchismo (se ne parlò già qui): uomini ovunque dispersi nel globo terracqueo dello scorso weekend mandavano sms con la fatale locuzione a donne sdilinquite, ovunque disperse anche loro ma disperse da sole. Nel senso che il mandante trascorreva la vacazione con moglie e figli regolarmente riconosciuti e messi a bilancio.

Ora c’è che la maggior parte dei mandanti non si limitava allo struggente sms ma inviava proprio il link alla sdilinquente nenia dell’ipertricotico urlatore. Che, giusto per ricordarvelo, ci tormenta e inutilmente ci mette in guardia dal Festival del 1988.

Dunque il sabato sera, con già dodici ore di convivenza parentale coatta, approfittando dell’ora che volge al butting della mondezza cioè
“quando il sole da’ la mano all’orizzonte,
quando il buio spegne il chiasso della gente “

si precipitavano sull’aifonio e compulsavano il “Mi manchi” alla tapina sola e abbandonata in città.

La dedica del “Mi manchi” Faustolealista segna, di norma, il punto più anguillesco della illegal relazione:  perché il fedifrago sa che la lusinga della descrizione contenuta

”nei tuoi sguardi e in quel sorriso un po’ incosciente/ nelle scuse di quei tuoi probabilmente”

culminante in

”sei quel nodo in gola che non scende giù”

sposta definitivamente il piano della realtà: guarda che sei tu quello dal sorriso parecchio incosciente, che mette scuse e fa vivere lei di “probabilmente” (soprassiedo sul nodo in gola che invece te lo meriteresti al collo, scorsoio, anche).

Come da denuncia per circonvenzione d’incapace, di lei, risulta essere anche il prosieguo a base di: “Mi manchi…mi manchi/ posso far finta di star bene, ma mi manchi”. Che te l’ha ordinato il dottore di non fare ordine nel tuo stato civile?

Per non dire del “Mi manchi/ e potrei cercarmi un’altra donna ma m’ingannerei”. N’altra?

E infine ci avviamo a sprazzi di onestà con quel

“sei il mio rimorso senza fine (era ora)/il freddo delle mie mattine/ quando mi guardo intorno e sento che mi manchi”.

Quindi?

Quindi per favore chiudete quel caspita di Iutubb e aprite gli occhi. Perché mentre quello ”cammina a piedi nudi dentro l’anima” voi state proprio a piedi. In mezzo a una strada. Capito?

L’iMat

lunedì, ottobre 27th, 2014

Cara Meri,
un grande classico: io, lui, l’altra. Senonché l’altra è sua moglie, da svariati anni e due figli. E da tre anni c’è tutto il repertorio di scuse per non far chiarezza tra noi, sai i bambini, sai ora no, sai, sai. Senonché a me sta nascendo, oltre alla rabbia nei confronti di lui, anche il senso di colpa nei confronti di lei. Io mi sento una sfasciafamiglie. Ti pare mai possibile? Eppure è così. Sono quindi una cretina doppia?
Milena

Cara Milena,
in linea di massima in ogni curriculum sentimentale che si rispetti c’è “lo sposato”. Lo sposato spesso, quando si fa un’amante, la famiglia non intende affatto sfasciarla ma rafforzarla. Qualche tempo fa una psicologa così sintetizzò la situazione a un’amica:
-Cara, tu quel matrimonio non lo stai minando, lo stai tenendo in piedi. Perché gli uomini hanno spesso bisogno di uno sfogo esterno per reggere la pressione interna.

Ordunque, Milena cara, tu non sei affatto la sfasciafamiglie: tu sei la batteria. La batteria esterna dell’Iphone. Senza la quale dopo poche ore l’Aifonio si scarica. Sei dunque la ricarica del sacro vincolo ammosciato. La ricarica dell’iMat. Devi solo decidere se intendi utilizzare a questo scopo la tua energia.
Energicamente abbraccioti
Tua Meri

Pensavo fossero corna invece era la matematica

venerdì, ottobre 17th, 2014

C’è che la mia amica Chiara invitommi alla Mostra dei numeri e io, dandoli spesso, capii che era arrivato il momento di misurarmici.

Intendevo recarmici con il Professor Pi, tanto per mitigare la frustrazione, e con lui improvvisare una visita “Matematica for dummies” senonché invece ieri sera il Professor Pi (il cui nome per esteso, lo ricordo all’utenza, è Professor Pi greco) trovavasi a svariati chilometraggi di distanza e dunque io mi portai lì con la mia amica Shylock.

Shylock di matematica ne sa ma signorilmente faceva finta invece di no.

Il primo segnale di incoraggiamento agli avventori arrivava proprio all’ingresso del Palazzo delle Esposizioni, ove è allestita, lì campeggiando una scritta a caratteri cubitali che recita:

“Non preoccuparti delle tue difficoltà in matematica: posso assicurarti che le mie sono ancora maggiori”. Firmata da Albert Einstein

Ora non starò a dirvi del fatto che, giusto a inizio di percorso, tentando di partecipare a un gioco interattivo di tiro bastoncini per individuare il 3,14 del succitato Pi greco, dopo esserci incaponite a lungo sulla pista di lancio senza individuare manco i pulsanti luminosi dell’1,2,3 tira, si avvicinava dopo un quarto d’ora uno della vigilanza a dirci “signorì, questo è rotto”.

Recuperata quasi completamente l’ autostima ci dirigevamo in lungo e in largo e in altezza e volume e in tutto il cucuzzaro attraversando indenni i campi magnetici della quadratura del cerchio, del numero aureo, del teorema di Fermat e della seie di Fibonacci, infine pervenivamo alla seguente spiegazione del bernoccolo della matematica:

Ed è stato a quel punto che dalla frustrazione si è passate al sollievo e un sorriso lieto si è finalmente dipinto sui nostri volti riscattando anni e anni di incomprensioni e amori scientifici non corrisposti:

-Il bernoccolo della matematica! E io che pensavo fossero corna

I dieci stadi dell’amore

mercoledì, settembre 24th, 2014

Al termine di un congruo periodo di osservazione, incrociando anche evidenze scientifiche rilevate nella comunità internazionale, riterrei utile pubblicare una prima sommaria classificazione in scala Pop dei dieci stadi dell’amore:

1 Che stronzo
2 Che dannatissimo stronzo
3 Apperò
4 Granfico
5 Mio
6 Stronza
7 Che dannatissima stronza
8 Suo
9 Stronzo
10 Che dannatissimo stronzo

C’è sempre una Valerie a valle di una Segolene

venerdì, settembre 5th, 2014

Comunque, chérie, c’è sempre una Valerie a valle di una Segolene. A qui il touche il ne se ingrugnè. A chi tocca ‘n s’ingrugni.