Posts Tagged ‘Tina Anselmi’

La cura

mercoledì, marzo 25th, 2020

Se oggi possiamo prenderci cura di tutti lo dobbiamo soprattutto a una donna che si chiama Tina Anselmi,nata il 25 marzo del 1927 a Castelfranco Veneto.

Prima donna in Italia a ricoprire la carica di ministra, del Lavoro e poi della Sanità. E’ grazie a lei se oggi il nostro Servizio Sanitario Nazionale è guardato da tutto il mondo come un faro nella notte. Il 23 dicembre del 1978 viene infatti promulgata la legge che porta la sua firma e con la quale l’Italia passò dal sistema delle mutue a uno basato su criteri di universalità, uguaglianza, equità.

Tina Anselmi, staffetta partigiana, staffetta Gabriella. Cento chilometri al giorno in bicicletta e una gran fame.

Staffetta Gabriella, pronta a morire a 17 anni “che ogni volta che uscivo di casa speravo di non dover sparare”.

Staffetta Gabriella, che una notte a Castelfranco arrestò un’ombra nella piazza perché non ricordava la parola d’ordine. E quell’ombra era suo padre, perseguitato dai fascisti.

Staffetta Gabriella, che andò casa per casa a incoraggiar le donne per prendersi il diritto di votare. E ancora si chiedeva “perché per noi donne gli esami non finiscono mai. Come se essere maschio fosse un lasciapassare per la consapevolezza democratica”.

Staffetta Gabriella, quando essere sindacaliste significava difendere “le mani lessate delle filandiere”.

Staffetta Gabriella, che quando ti chiedevano se rimpiangevi la condizione di signorina rispondevi, dietro suggerimento della Sandra Codazzi, “signorina ma non per forza”.

Staffetta Gabriella, che “con gli anni si diventa leggeri forse perché ci si avvicina all’ultimo approdo e ci si libera dei bagagli inutili, ingombranti e si conserva l’essenziale”.

Staffetta Gabriella, prima donna ministro della storia della Repubblica e instancabile “acchiappafantasmi” della commissione d’inchiesta sulla P2.

Cara nostra,Tina Anselmi, che ci hai insegnato anche a essere donne coraggiose. E a prenderci cura di tutti.

 

P.S.
E sempre grazie a Carla Trudu che mi regalò il libro di Anna Vinci dal quale sono tratte tutte queste perle preziose: “Tina Anselmi con Anna Vinci – Storia di una passione politica. La gioia condivisa di un impegno. Sperling&Kupfer”.

Addio, staffetta Gabriella

martedì, novembre 1st, 2016

Addio, staffetta Gabriella, cento chilometri al giorno in bicicletta e una gran fame.

Addio, staffetta Gabriella, pronta a morire a 17 anni “che ogni volta che uscivo di casa speravo di non dover sparare”.

Addio, staffetta Gabriella, che una notte a. Castelfranco arrestò un’ombra nella piazza perché non ricordava la parola d’ordine. E quell’ombra era suo padre, perseguitato dai fascisti.

Addio, staffetta Gabriella, che andò casa per casa a incoraggiar le donne per prendersi il diritto di votare. E ancora si chiedeva “perché per noi donne gli esami non finiscono mai. Come se essere maschio fosse un lasciapassare per la consapevolezza democratica”.

Addio, staffetta Gabriella, quando essere sindacaliste significava difendere “le mani lessate delle filandiere”.

Addio, staffetta Gabriella, che quando ti chiedevano se rimpiangevi la condizione di signorina rispondevi, dietro suggerimento della Sandra Codazzi, “signorina ma non per forza”.

Addio, staffetta Gabriella, prima donna ministro della storia della Repubblica e instancabile “acchiappafantasmi” della commissione d’inchiesta sulla P2.

Addio, Tina Anselmi, che ci hai insegnato anche a essere donne coraggiose.

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E sempre grazie a Carla Trudu che mi regalò il libro di Anna Vinci dal quale sono tratte tutte queste perle preziose: “Tina Anselmi con Anna Vinci – Storia di una passione politica. La gioia condivisa di un impegno. Sperling&Kupfer”.

Auguri, staffetta Gabriella, signorina ma non per forza

venerdì, marzo 25th, 2016

Auguri, staffetta Gabriella, cento chilometri al giorno in bicicletta e una gran fame.

Auguri staffetta Gabriella, pronta a morire a 17 anni “che ogni volta che uscivo di casa speravo di non dover sparare”.

Auguri staffetta Gabriella, che una notte a. Castelfranco arrestò un’ombra nella piazza perché non ricordava la parola d’ordine. E quell’ombra era suo padre, perseguitato dai fascisti.

Auguri, staffetta Gabriella, che andò casa per casa a incoraggiar le donne per prendersi il diritto di votare. E ancora oggi si chiede “perché per noi donne gli esami non finiscono mai. Come se essere maschio fosse un lasciapassare per la consapevolezza democratica”.

Auguri staffetta Gabriella, quando essere sindacaliste significava difendere “le mani lessate delle filandiere”.

Auguri staffetta Gabriella, che quando ti chiedevano se rimpiangevi la condizione di signorina rispondevi, dietro suggerimento della Sandra Codazzi, “signorina ma non per forza”.

Auguri staffetta Gabriella, prima donna ministro della storia della Repubblica e instancabile “acchiappafantasmi” della commissione d’inchiesta sulla P2.

Auguri a te e a tutti noi, Tina Anselmi, per i tuoi 89 anni.

E sempre grazie a Carla Trudu che mi regalò il libro di Anna Vinci dal quale sono tratte tutte queste perle preziose: “Tina Anselmi con Anna Vinci – Storia di una passione politica. La gioia condivisa di un impegno. Sperling&Kupfer”.

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(Alfonsina Morini Strada, altro tipo di pioniera…)

 

Auguri, staffetta Gabriella, signorina-ma-non-per-forza

mercoledì, marzo 25th, 2015

Auguri, staffetta Gabriella, cento chilometri al giorno in bicicletta e una gran fame.

Auguri, staffetta Gabriella, pronta a morire a 17 anni “che ogni volta che uscivo di casa pregavo di non dover sparare”.

Auguri, staffetta Gabriella, che una notte a Castelfranco arrestò un’ombra nella piazza che non ricordava la parola d’ordine. E quell’ombra era suo padre. Perseguitato dai fascisti.

Auguri, staffetta Gabriella, che andò casa per casa a incoraggiare le donne a prendersi il diritto di votare per la prima volta. E ancora oggi si chiede “perché per noi donne gli esami non finiscono mai. Come se essere maschio fosse un lasciapassare per la consapevolezza democratica”.

Auguri, staffetta Gabriella, che ricorda quando Togliatti  -riguardo la decisione da prendere sul voto alle donne- disse: “Sentite prima quello che ne pensa De Gasperi”.

Auguri, staffetta Gabriella, quando essere sindacaliste significava difendere “le mani lessate delle filandiere”.

Auguri, staffetta Gabriella, cattolica col botto che “tuttavia non ricordo di avere mai avuto uno di quei colloqui dei quali è purtroppo invalsa l’abitudine di vantarsi  veri o falsi che siano con cardinali ed eminenze grigie dalle quali si andava per avere qualche placet”.

Auguri, staffetta Gabriella, che quando ti chiedevano se rimpiangevi la condizione di “signorina” e il non aver avuto figli, rispondevi, dietro suggerimento della Sandra Codazzi, “Signorina, ma non per forza”.

Auguri, staffetta Gabriella, prima donna ministro nella storia della Repubblica. E instancabile “acchiappa fantasmi” della Commissione d’Inchiesta sulla P2.

Auguri, staffetta Gabriella, che “con gli anni si diventa leggeri forse perché ci si avvicina all’ultimo approdo e ci si libera dei bagagli inutili, ingombranti e si conserva l’essenziale”.

Auguri, a te e a tutti noi, Tina Anselmi.

(questi auguri li pubblicai qui qua)

(e li ripubblico anche quest’anno, che non è mai troppo parlarne. Grazie a Carla, Carla Trudu, che mi regalò il libro da cui son tratte queste perle: “Tina Anselmi con Anna Vinci – Storia di una passione politica. La gioia condivisa di un impegno – Sperling&Kupfer)

Auguri, staffetta Gabriella, signorina ma non per forza

martedì, marzo 25th, 2014

Auguri, staffetta Gabriella, cento chilometri al giorno in bicicletta e una gran fame.

Auguri, staffetta Gabriella, pronta a morire a 17 anni “che ogni volta che uscivo di casa pregavo di non dover sparare”.

Auguri, staffetta Gabriella, che una notte a Castelfranco arrestò un’ombra nella piazza che non ricordava la parola d’ordine. E quell’ombra era suo padre. Perseguitato dai fascisti.

Auguri, staffetta Gabriella, che andò casa per casa a incoraggiare le donne a prendersi il diritto di votare per la prima volta. E ancora oggi si chiede “perché per noi donne gli esami non finiscono mai. Come se essere maschio fosse un lasciapassare per la consapevolezza democratica”.

Auguri, staffetta Gabriella, che ricorda quando Togliatti  -riguardo la decisione da prendere sul voto alle donne- disse: “Sentite prima quello che ne pensa De Gasperi”.

Auguri, staffetta Gabriella, quando essere sindacaliste significava difendere “le mani lessate delle filandiere”.

Auguri, staffetta Gabriella, cattolica col botto che “tuttavia non ricordo di avere mai avuto uno di quei colloqui dei quali è purtroppo invalsa l’abitudine di vantarsi  veri o falsi che siano con cardinali ed eminenze grigie dalle quali si andava per avere qualche placet”.

Auguri, staffetta Gabriella, che quando ti chiedevano se rimpiangevi la condizione di “signorina” e il non aver avuto figli, rispondevi, dietro suggerimento della Sandra Codazzi, “Signorina, ma non per forza”.

Auguri, staffetta Gabriella, prima donna ministro nella storia della Repubblica. E instancabile “acchiappa fantasmi” della Commissione d’Inchiesta sulla P2.

Auguri, staffetta Gabriella, che “con gli anni si diventa leggeri forse perché ci si avvicina all’ultimo approdo e ci si libera dei bagagli inutili, ingombranti e si conserva l’essenziale”.

Auguri, a te e a tutti noi, Tina Anselmi.

(questi auguri oggi qui e qua)