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L’equazione “permanente” di Gigliola

lunedì, marzo 23rd, 2015

Si chiama Gigliola. Gigliola Staffilani. E domani è il suo compleanno. Embeh Meripo’? Embeh questa signora qui è l’unica professoressa di Matematica pura del MIT di Boston: ed è, appunto, italiana.

E’ nata a Martinsicuro, provincia di Teramo, da genitori contadini: “il primo giorno di scuola -racconta- ho fatto i bastoncini. E fino ad allora non parlavo nemmeno italiano, parlavo dialetto, e quindi ho imparato la lingua italiana andando a scuola”. Il papà muore quando lei ha dieci anni “e mia mamma poverina da sola, manteneva mio fratello all’università e non poteva mantenerci tutti e due, e io ero anche più piccola. E lei mi ha detto: “Tu magari andrai a fare la parrucchiera.” E la mia grande fortuna è che ho i capelli ricci e l’ho sempre odiato, per cui dissi “no, la parrucchiera no”. È stata la mia fortuna insomma”. Lo racconta in una bella intervista qui. E oggi l’hanno rintervistata pure qua, a Radio 3 Scienza.

Dopodiché sotto a quei ricci abitava una testa molto determinata e dunque riesce a laurearsi in matematica a Bologna, a prendere un dottorato a Chicago e a lavorare all’Institute for Advanced Study di Princeton. Ciò non le impedisce di avere un marito e due gemelli che eccoli:

E insomma questa cosa che una si ritrova da Martinsicuro al Mit di Boston perché odia i ricci conferma che il luogo decisivo per indirizzare il nostro futuro non è la scuola ma il parrucchiere. E’ il luogo nel quale di solito si decide di dare un taglio pure al passato. Ma l’altra cosa che mi è qui gradito segnalare è che a un certo punto le chiedono di cosa si occupi:

“Io lavoro nel campo delle derivate parziali e in particolare delle equazioni dispersive. (…) In particolare mi occupo delle equazioni di tipo Schrodinger o KdV (ndr.: Korteweg-de Vries) non lineari”. E fin qui -se non interviene il professor Pi- ne so quanto prima. Ma poi aggiunge:

“e le questioni di cui mi occupo sono relative all’esistenza delle soluzioni, le loro proprietà, unicità, stabilità. Non mi occupo molto di come vengano derivate, da dove arrivino, quale sia il modello fisico che le governa”. Non mi preoccupo da dove arrivino ma come si risolvono. E dunque, senza nulla togliere alle derivate parziali e alle equazioni dispersive, è questo il Primo Teorema di Gigliola al quale dare, subito, piena applicazione.

Fuga per la libertà

domenica, aprile 7th, 2013

“Ogni sua giornata inizia con Bach”: è questa la riga che prediligo dello sterminato curriculum di Mario Ruffini, musicologo, compositore, direttore d’orchestra ma soprattutto spargitoreinognidove di Bach. Finora sono riuscita a incontrarlo solo sul socialcoso nonostante da tempo lo stia pedinando dove posso in questo suo globale spargimento. Ho provato a farmi largo al World Bach Fest di Firenze un anno fa senza successo ma felicemente incredula di fronte a quello snodarsi di file da Michelangelo a Brunelleschi.

Ed è così che oggi ho visto, sul socialcoso, che è riuscito a portare l'”Arte della Fuga” dove mai avrei immaginato: in carcere. Lì dove la Fuga per la libertà può realizzarla solo Bach. E Mario Ruffini.

Ecco il suo post:
“LA PASQUA DEGLI ULTIMI CON GLI ULTIMI
150 fra detenuti e autorità hanno vissuto nel Carcere di Castrogno (Teramo) il dono musicale che abbiamo fatto a quella Casa Circondariale con “L’Arte della fuga” di Johann Sebastian Bach. Un momento bellissimo che speriamo possa far parlare del problema carceri e portare le case di pena a condizioni di vita umane per i detenuti. Solo così potranno vivere la detenzione come momenti di rinascenza in attesa della libertà”.