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Grandi donne della storia: Lady Vendetta

martedì, marzo 15th, 2011

E’ una storia che sa di pistacchio, canditi, tango y pasiòn.
Lui è bello, siculo ed ivi residente. Lei l’ha conosciuto l’estate precedente. Ballano il tango e si incontrano, proprio come sarebbe piaciuto a Fred Bongusto, in una rotonda sul mare della playa catanese. Lei bella ma non sicula, ivi però ballante: dopo la terza tanda lui le dice ‘resta’ e lei, con i biglietti pronti per la mattina dopo, risponde “si”. E non parte più.

Perché i grandi amori e le grandi catastrofi inizano e finiscono sempre con un si e con un biglietto, di norma aereo.

Di biglietti questa storia è piena: dei Roma-Catania e dei Catania-Roma sono disseminate per un intero anno le sale e le attese, le piste e i weekend. Un amore travolgente, ballerino e pendolare.

Insomma, quel pomeriggio di un anno dopo lei è lì, a centinaia di chilometri dal di lui fisicaccio e dalle bioches col gelato, seduta su una scrivania ma con la testa altrove. Succede da un po’. Persa dietro a un chiodo fisso di quel certo nonsocchè. Quello che ti si arrovella dentro, quando l’orologio del suo amore dice stop ma tu acciacchi la sveglia e ti giri dall’altra parte.

E’ che sono settimane che non si vedono. Ogni volta una scusa. No, non posso salire. No, non puoi scendere. E sì, lo so dice oggi lei, che a guardarla adesso vi pare facile. Che quella sveglietta le sta dicendo “Scappa, lui non ti vuole più e, in quanto medio man, non ha il coraggio di dirtelo”.

Ma noi non capiamo mai perché: perché non dirlo. “Tesoro, scusa ma è finita”. Cinque crudeli ma definitive paroline. E’ vero che subito dopo vi arriva tutto il servizio da 12 di porcellana bavarese in testa, compresi i pezzi da portata, ma almeno la si chiude con qualche punto di sutura e buonanotte.

Forse per questo di solito non le dicono, le paroline, per non intasare tutti i “codice rosso” dello Stivale. Un atto di riguardo al Servizio sanitario nazionale. E ai servizi di piatti. Non le dicono quasi mai: puntano sul tuo intuito. Soprattutto sulle tue corna. Che tutto si tiene, no? E quindi, di conseguenza, tutto si porta. 

Che a lei invece dà dolore realizzare che ama un vigliacchetto: fa decisamente meglio all’autostima continuare ad amare un tanguero, beddamatri. E poi chissà, magari non è vero che è finita. In fondo lui è un principe e l’amore è una coppa reale che profuma di pistacchio e frutta candita. Pure se la frutta sta andando a male.

E siccome il destino, quando smette di essere meraviglioso, diventa improvvisamente stronzo crudele,  succede che, sul biglietto che li ha fatti incontrare, ne sta arrivando un altro in perfetta rotta di collisione. Ora presunta di impatto: le diciannove di fra un mese ancor.

(segue)

Good night and good tang

sabato, maggio 29th, 2010

Yo-Yo Ma (Cello) junto a Nestor Marconi (Bandoneón) y otros. Due minuti e trentacinque de amor y pasiòn. E buon Libertango a tutti. (Gracias a Pietro)