Posts Tagged ‘supercalifragili’

L’amore dura tre anni e questo è il quarto

martedì, maggio 13th, 2014

Si ricorda all’utenza che “una zanzara dura un giorno, una rosa tre giorni. Un gatto dura tredici anni, l’amore tre”. Noi oggi qui compiamo il quarto. E siccome “c’è prima un anno di passione, poi un anno di tenerezza e infine un anno di noia” non oso neanche pensare la parola-chiave di questo appena trascorso.

Tutto ciò premesso ricordiamo anche che gli auguri al primo compleanno ce li fece anche Nomfup che oggi si occupa delle sorti del Paese ma che all’epoca si occupava anche delle nostre e così vi descrisse:

“Il primo compleanno di Supercalifragili, la blog-sister di Nomfup, è motivo di gioia infinita. Perchè lei è una tipa speciale speciale, che ha riunito un gruppo di tipe/i speciali che rendono la blogosfera italiana un luogo ameno dove stare e sognare e parlare e capire”.

Ora non lo so se si sia già pentito dunque direi di campare tranquillamente di rendita di quello. Nel frattempo ne abbiamo combinate in quantità industriale, aprimmo persino un bar e fatto una Woodstock. Considerando che tutto nacque per superare lo choc da stato civile infranto, e alla luce dei ritrovamenti e accompagnamenti avuti come risarcimento, direi che è ora di affermare con una certa forza che “Tutte le donne aspettano l’uomo della loro vita però, nel frattempo, si sposano”.

Impensabile dunque ringraziare uno per uno tutti quelli ai quali Meri Pop deve tutto ciò che deve, cioè quasi tutto.

Dico solo state in campana: perché un mouse e una tastiera possono cambiare il corso di una vita. Impugnateli con prudenza. E auguri a tutti voi, supercalifragilini.

L’occasione mi è gradita per aprire i festeggiamenti con l’Inno:

e con la torta:

Esse

giovedì, gennaio 16th, 2014

La mia amica Daniela mi ha incautamente affidato la lettera S.

Esse, terza persona femminile plurale (Meripo’ inizi subito barando, Si): la mia Salvezza. Esse. Le esse che mi circondano fino a confluire nella Enne, Noi.
Super cali fragili: quelli ai quali -anche grazie a esse- Sono riSalita Su, per cali fragili
Stupore: che è finché riusciamo ancora a stupirci che possiamo dirci ancora vivi
Sola: che si impara a stare insieme quando finalmente si impara a stare soli
Sòla: già sapete tutto, è fondamentale. Per deluderci: e quindi finalmente concludere qualcosa. Che, ricordiamolo, le grandi conquiste della vita avvengono a seguito non dei momenti in cui si ride ma quelli in cui si Soffre.
Sogno: che siamo fatti della stessa sostanza loro, vi ricordate, si, che diceva Guglielmo Shakespeare?
Sesso: che siamo fatti soprattutto pure di questo, vi ricordate, si, che diceva Samantha di Sexandthesiti? Ecco: godete, invece di incazzarvi. O subito dopo.

Daniè, come so’ andata??

Ricomincio da tre

lunedì, maggio 13th, 2013

Una zanzara dura un giorno, una rosa dura tre giorni. Un gatto dura tredici anni, l’amore tre. E’ così. C’è prima un anno di passione, poi un anno di tenerezza e infine un anno di noia.

E’ l’Alberoni alla vinaigrette, Frédéric Beigbeder, che traccia l’ameno percorso. E dunque oggi che questo blogghe compie tre anni, si deve necessariamente prendere atto voi ed io che ci siamo. Vi risparmio la pausa di riflessione. Dovremmo chiuderla qui e tanti saluti, anche scusandomi per l’ultimo anno di noia.

E dovendo continuare con l’esame di coscienza poi sto tizio dice che
L’unica domanda in amore è: a partire da quando si comincia a mentire? Siete sempre così felici di rientrare a casa e trovare la stessa persona che vi aspetta?

Cioè capite? Siete sempre così felici di cliccà st’indirizzo e trovare la stessa che vi aspetta? Dice ma scusa tre anni fa qua sopra eravate quattro gatti mo’ siete migliaia. Embeh che non lo sapete che la dimensione non è tutto?

E poi quello continua:
Quando le dite “ti amo”, lo pensate sempre? Ci sarà per forza – è fatale – un momento in cui per voi sarà uno sforzo

Ecco. Quando cliccate mipiace lo pensate sempre? E sto momento dello sforzo? La stitichezza sentimentale sta già a livello Euchessina?

E poi arriva la mazzata finale:

Per me, lo scatto è stata la rasatura. Mi rasavo tutte le sere per non pungere Anne baciandola di notte. E poi, una sera – lei dormiva già (ero uscito senza di lei fino all’alba, tipico genere di comportamento ignobile che ci si permette con la scusa del matrimonio) – non mi sono rasato. Pensavo che non fosse grave, perché lei non se ne sarebbe accorta. Invece significava semplicemente che non l’amavo più.

Insomma è dall’inizio che è una e una sola la domanda che vi devo fare ed è questa: vi rasate ancora, prima di aprire sto blogghe?

P.S.
Lo sapete si che c’è il momento serio dei ringraziamenti? E lo sapete che non so, davvero, da dove caspita iniziare? E lo sapete, ancora, che avevo provato a fare pure un elenco ma è diventato tipo quello delle cose da mettere in borsa per il weekend, interminabile in rapporto allo spazio disponibile? Comunque si, ce l’ho proprio con te. Hai capito benissimo. Si, si, si, proprio tu.

Le Olimpiadi le ha già vinte Black

venerdì, luglio 27th, 2012

A poche ore dalla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi , alla quale parteciperà anche la Mary Poppins, annuncio all’utenza tutta che la ricerca e la visualizzazione di “Black” sul presente blogghe Supercalifragili

ha superato quella di Camille Lacourt che pure stava sul podio dei migliori assoluti.

Yes, ai chen

mercoledì, giugno 6th, 2012

L’sms che ti cambia la vita me l’ha spedito di buonora il mio amico democratico sì, ma del Salario (maiuscolo).
-Meripo’, leggi Rep a pag. 19 dall’inviato a New York

E dunque precipitatami in loco ivi vi leggo che “Barack Obama ha finalmente trovato la parola d’ordine per frenare l’ascesa nei sondaggi di Mitt Romney: “Supercalifragili” – con tutto quel che segue. Sì, l’inno di Mary Poppins è l’ultima sorpresa della campagna elettorale più aperta degli ultimi vent’anni”.

Ora è evidente che io a Obama ho già mandato, nell’ordine, er linko del blogghe. E soprattutto l’Iban.

Obama BarPop

E daje. Vabbè, riscaldateve l’ugola democratica:

Meri Pop cheeffettotifaavervintolacorsa? diventarericcaeffamosa? vedertifotografataperigiornali? eppergiuntaesserecosìbbellasepossodirlo?????

Edith Piaf a noi ce spiccia casa

domenica, maggio 13th, 2012

Due anni fa a quest’ora si era in sala parto, così conciati:

-Ramon, ci sei?
-Che c’è?
-Questo blog finto che mi hai fatto per esercitarmi è fichissimo
-Si
-Ma quello vero quando sarà pronto?
-Boh
-Quindi qua posso scriverci quel che caspita mi pare tanto non lo legge nessuno?
-Si, pure su quell’altro
-Eh?
-Quello vero: i blog non li legge più nessuno
-Ah. E allora perchè mi aiuti ad aprirlo?
-Perchè mi hai detto che ti eri stufata di mandare sms lunghi alle amiche
-Mh. E quanto costa aprire un blog?
-Trenta euro
-Beh allora. Tanto si buttano via un sacco di soldi
-Ecco appunto, buttiamo via pure questi
-Grazie, Ramon
-Pregociao

Io, ecco, insomma, volevo dirvi che ormai lo sapete, si, che quando ho iniziato a scrivere su sto coso stavo abbastanza una schifezza, non proprio una tragedia che quella già si era consumata ma abbastanza una chiavica, ancora.

Ovvio. Quando stiamo così c’entra sempre un uomo. O ci esce sempre, un uomo, nel caso di specie. E ma poi com’era quella storia? Che quando si chiude una porta si spalanca un portone ma di solito lo prendiamo bello in faccia pure il portone, che vi credete.

Eppure non lo so com’è ma stavolta s’è spalancato il portone, il pianerottolo, l’edificio, il quartiere e pure sto blogghe.

Che questo, in sostanza vi volevo dire: a volte, specie dopo che eravamo due e poi ci ritroviamo uno, ci sentiamo appunto soli, quella cosa monotona e forse pure un po’ stonata che sappiamo. Piatta. Senza frizzo e senza guizzo.
Poi a un certo punto non si sa come ma pare che vada, finalmente, tutto dove deve andare: a quel paese, direte. No, non sempre. E’ che non è che sei solo: stai a fa’ il solista e sei da solo si, ma poi il resto arriva.

Beh io il resto l’ho trovato anche in mezzo a voi. E quando stiamo insieme, anche qua sopra, è così che mi fate sentì:

Buon compleanno, supercalifragilini, anche da Edith. Piaf. Che no, je neregretrien. E manco voi, mi raccomando.

Bloggami ancora

lunedì, gennaio 30th, 2012

-Meripo’?
-Ramòn!
-Stai scadendo
-Nel senso troppe espressioni colorite?
-Meripo’ il sito
-Eh?
-Il dominio del sito, sta finendo: che devo fa’?
-Ma è una cosa che ha a che vedere tipo con la profezia dei Maya?
-Lo devo rinnovare per due anni oppure no sto Supercalicoso?
-Ma che, scade tipo l’Activia?
-Si. Allora? Vuoi proprio continuare?
-Ramòn, io in realtà certe volte penso effettivamente di chiuderlo
-Bene
-Come bene?
-No, dico, allora non rinnovo il contratto?
-Lo penso ma poi ci ripenso. Per i commenti
-Hai paura dei commenti che possono fa’ se chiudi? Ma guarda che devi sta’ tranquilla su sto punto, anzi…
-No, io volevo dire che penso di chiuderlo ma poi lo tengo aperto per i commenti che ci lasciano, che mi piacciono molto
-Cioè noi teniamo aperto sto coso tipo una casella postale, ‘a segreteria telefonica?
-Beh si, anche. E poi, Ramòn,come dice Glattauer
-EH?
-Daniel Glattauer “Scrivere è come baciare. Solo senza labbra

-A Meripo’ me sembri Vendola, macchestaiaddì? A baciarsi così sarebbe come mangià la vaschetta e buttà la Nutella. O ingoià er bigliettino e buttà il bacio Perugina.
-Ramòn, guarda, va bene: altri due anni così e poi vediamo
-Voi passà altri due anni a baciatte a sta maniera? 
-No, il sito: rinnoviamolo ancora, per stavolta
-Occhei
-Ciao Ramòn, grazie eh
-Ciao……..
…..Meripo’?
-Si?
-Però famme na cortesia: in questi due anni cercatelo, anzi, trovalo.
-Ma chi?
-Uno da bacià come se deve. Ciao Meri

L’insostenibile provvisorietà dell’essere

venerdì, gennaio 20th, 2012

3 gennaio 2012
E’ giusto il caso di osservare che il risveglio al Mago Park mi trovava impreparata all’improvviso raduno di autisti, guardie e guardaparchi intenti a un albeggiante confabulamento a capannello.
-Che succede, Professor Pi?
-Stavano raccontando del leone
-EEEHH?
-Del ruggito del leone che hanno sentito stanotte qua fuori
-EEEEHHHHHH??
-Meripo’ , lo dico in amicizia e però a voce alta: tu hai dei problemi di udito, acutizzatisi, quest’anno
-Professor Piiiii, come il leone?? Ma non erano Fabio e Angelo che russavano, stanotte? Il leoooooneeeeeee??? Che ruggivaaaaaaa??
-Calma: io non ho sentito nulla, loro il leone, tu due russi. Mi sembrano dati insufficienti per trarne conclusioni di qualche fondamento.

Ecco a me st’uomo piace per questo: perché quand’anche una mattina uscendo si trovasse fuori dalla tenda il mostro di Lockness sarebbe capace di dirgli “Salve, bentrovato. A una prima, sommaria analisi mi duole però informarla che temo lei abbia sbagliato lago”.

E dunque dopo il ruggito del leone e quello del coniglio, a colazione fatta, babuini sugli alberi fotografati in ogni angolazione, bagagli pronti è lì, dicevo, nel sottobosco savanico a 42 km dal primo luogo semicivilizzato, che mi giravo e vedevo Elio, companero già del viaggio cubano, che si teneva una mano gonfia come un’arancia e, piano piano sbiancando, diceva “non riesco a respirare”.

Avete presente il mondo crollare addosso sotto quattro parole? Ecco. Quelle. Il resto è un attimo: lui che aggiunge “mi ha punto una vespa”, poi lui sdraiato per terra, il dottor Kildare che scatta come una molla sul borsone dei medicinali e inizia a rovistare furiosamente mentre impartisce le prime disposizioni all’unità di crisi testè convocata, sua moglie Sandra: “Cortisone”, “presto”, “siringa”, “fai presto”. Si precipita su Elio e gli spara in vena un qualcheccosa.

Dunque Elio ancora steso per lo choc allergico, noi imbalsamati in piedi intorno a lui per quello emotivo, si incaricava il Professor Pi, osservati i primi cenni di miglioramento, di cacciarci tutti come galline dall’aia, modalità sciò sciò, al grido di “Bene, ora avviatevi pure a piedi che, smontate le tende e rimontato Elio, passiamo poi noi a prendervi su con le macchine”.

Una carovana di viandanti silenziosi, ancora increduli e con i pensieri a forma di “porcapaletta che strizza” , si avviava verso le due guide riflettendo ognun per se’ sull’insostenibile provvisorietà dell’essere.

Fatta una tappa all’imperdibile museo del Mago Park, uno stanzone in un hangar pieno di scalpi di giaguari, leopardi, corna di varia metratura e reperti florofaunistici, ivi Laura ed io lasciavamo traccia del nostro epistolare passaggio:

Fatta poi a ritroso la Gimkana road, finestrini serrati per la sempre incombente mosca a tse tse -anche se, provenendo da ciò che sapete, addormentarsi sarebbe stato al confronto un sollievo- continuavo a interrogarmi su un’inutile serie di “e se”. E se non che alla fine, all’ora di pranzo, pervenuti in quel dell’Orit Hotel (del quale vi parlo oggi) dopo aver visitato i Mursi (dei quali però vi parlo domani), apprestandoci a gustare un piatto di pasta e fagioli nel caldaione della sala ristorante (tavolaccio sgarrupato con sediole vintage in salsa moschicida) mi ritrovavo una Coca Cola ed Elio seduti di fronte. E al mio sguardo ansiogeno-apprensivo ma finto normale, lui rispondeva sorridendo con un:
-Meripo’, stamattina mi ero un po’ preoccupato
E siccome qua non è che stiamo a staccà pungiglioni alle vespe, a quel punto rispondevo, sollevata:
-Ambeh, allora pure tu, eh?

Su per nervi fragili

venerdì, maggio 13th, 2011

Si vabbè 365 giorni insieme, il bar, Gimbo, Ramon, il Professor Pi, voi tutti miei blogostar. Epperò io ancora non ho imparato a fare le foto di Nomfup per pubblicarle, santocielo. Quindi, ora che quello ha calato il jolly CHE PARLA ANCHE DI VOI io come caspita ve lo faccio vedere?

Guardate che robetta: Meri Mastrolinda Pop vostra.

E sotto c’è scritto “Un anno con Meri Pop – Il primo compleanno di Supercalifragili, la blog-sister di Nomfup, è motivo di gioia infinita. Perchè lei è una tipa speciale speciale, che ha riunito un gruppo di tipe/i speciali che rendono la blogosfera italiana un luogo ameno dove stare e sognare e parlare e capire“.

Capito si, cosa ho riunito? E capito che state a rende la blogosfera un luogo ameno?
Mo’ voglio vedere se devo continuare a spolmonarmi per farvi scrivere. Sennò il luogo ve lo rendo che ve meno, altro che.
(Il Nomfup tutto intero sta qua).

Io però ci ho un’età. E m’è spuntata pure una lacrima. Oltre all’artrosi. E’ stata una gran bella giornata. Grazie. Ora però vado a farmi una tisana. Infermieraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.

365 giorni insieme. Io con voi, eh, che ve credete

venerdì, maggio 13th, 2011

Un anno fa a quest’ora stavamo messi così:

-Ramon, ci sei?
-Che c’è?
-Questo blog finto che mi hai fatto per esercitarmi è fichissimo
-Si
-Ma quello vero quando sarà pronto?
-Boh
-Quindi qua posso scriverci quel che caspita mi pare tanto non lo legge nessuno?
-Si, pure su quell’altro
-Eh?
-Quello vero: i blog non li legge più nessuno
-Ah. E allora perchè mi aiuti ad aprirlo?
-Perchè mi hai detto che ti eri stufata di mandare sms lunghi alle amiche
-Mh. E quanto costa aprire un blog?
-Trenta euro
-Beh allora. Tanto si buttano via un sacco di soldi
-Ecco appunto, buttiamo via pure questi
-Grazie, Ramon
-Pregociao

Ci stiamo ancora eh, messi così. Però nel frattempo, da quel primo post, abbiamo fatto un sacco di cose pure se i blog non li legge nessuno. Infatti poi alla fine abbiamo aperto un bar (lo so, Gimbo, che stai ad aspettà tutto solo al bancone ma qua ormai sono diventati tutti impegnatissimi, sono cresciuti pure loro).

Tutta sta menata per dirvi che io un anno fa stavo già un po’ meglio di un anno e mezzo fa, quando stavo decisamente al punto più basso in carriera che già che sono alta un metro e mezzo pensate un po’ dove caspita stavo, ma non è che fossi proprio lo splendore universalmente riconosciuto di adesso. 

Insomma a me sto blogghe e il socialcoso annesso di Fèisbuc mi hanno aiutata un bel po’ perché è qui sopra che ho conosciuto voi (poracci). E quindi dopo i primi 100 post ho tentato dei ringraziamenti che qui confermo ma ai quali ne vanno aggiunti altri. E stavolta sarebbe assolutamente impossibile fare l’elenco perché i miei 25 lettori, come si dice a Roma, se so un po’ allargati.

Però spero comprenderete e condividerete se, insieme a tutti tutti, dedico un pensiero particolare a Ramon che, mo’ ve lo dico, Voitiua gli fa un baffo.

Poi, scusate, ma c’è Nomfup: che è una cosa bella e importante ma trova il modo di occuparsi pure di noi e lo fa perché ci vuole bene ma anche perché è specializzato in affari esteri ed effettivamente mo’ che ci penso occuparsi d’amore è come occuparsi di Marte.

E, last but not least, questo blog ma soprattutto la qui presente tenutaria deve molto al Professor Pi che, per motivi a me sconosciuti, ha deciso di accantonare per un attimo la solitudine dei numeri primi per alleviare quella dei secondi. E per questo ha contestualmente deciso di integrare le scoperte scientifiche inerenti il teorema di Pitagora anche con quello di Meri Pop.

Vabbè io vi volevo organizzare una festa di ringraziamento che in confronto Kate, William e Pippa fanno ridere ma dice che c’era il terremoto e tutta quella roba poi andava buttata.
Però la colonna sonora si, l’ho cercata e conservata.

Che questo solo poi alla fine vi volevo dire: buona vita a tutti. Che a me, in qualche modo, me l’avete proprio fatta svoltà.