Posts Tagged ‘suicidio’

Mentre te ne andavi

lunedì, maggio 6th, 2013

So che oggi la morte del secolo è un’altra ma è questa quella alla quale continuo a pensare da stamattina:
“Il vicedirettore della Testata giornalistica regionale della Rai, Paolo Petruccioli, si è suicidato stamani lanciandosi da una finestra degli uffici Rai di Borgo Sant’Angelo a Roma”.

E come non ce ne fosse già abbastanza per trasecolare è arrivato anche il seguito:

“prima di suicidarsi avrebbe spedito una mail alla moglie manifestando le sue intenzioni. La donna, secondo quanto si apprende da fonti investigative, avrebbe tentato di fare il possibile per evitare il tragico gesto. Sul posto è intervenuto il 118 di Roma”.

Non riesco a togliermi dalla testa quella “mail”. Non una lettera, non un biglietto dopo. La mail prima. Dovete perdonarmi ma è nel dettaglio che si annida il diavolo e anche la mia stupida fissazione: il tempo intercorso fra quella mail e il troppo tardi.

Un tempo che immagino brevissimo ma che nella mia mente si sta dilatando in profondità e disperazione. Perché cos’altro può esserci di peggio che perdere una persona cara così? L’attimo in cui cerchi di tendergli la mano, sia pure una mano 2.0, mentre sta aggrappato allo strapiombo e la presa che ti sfugge. Ecco, io è da ore che mi sento la mano sudata. E penso a quell’attimo. Mentre lui cadeva. E lei, in qualche modo, anche.

Un muratore di 33 anni

venerdì, marzo 15th, 2013

E’ mentre ci si fa le foto del primo giorno, si poggiano e si immortalano apriscatole sugli scranni delle Camere, si gioca a guardie e ladri Arrendetevisietecircondati, che le agenzie battono silenziosamente la resa di “un muratore di 33 anni”:

Un muratore di 33 anni che lavorava saltuariamente si è ucciso impiccandosi nella sua abitazione a Castelvetrano (Tp). La vittima era sposata e padre di un bambino. A trovare il corpo senza vita è stata la moglie. Secondo una prima ricostruzione della polizia l’uomo si sarebbe suicidato dopo essere entrato in depressione a causa di problemi economici e alla difficoltá a trovare lavoro nell’ultimo periodo.

Non ha un nome, non ha una foto, non ha un saluto, non ha la dignità. E’ una morte che non urla abbastanza per sovrastare le grida da resa dei conti da Roma. Una morte lunga 33 anni e 1.049 chilometri. Troppo. Troppo lontana da qui.

E ora a me chi mi sposa?

mercoledì, maggio 9th, 2012

Teoricamente non avrei dovuto conoscere Maurizio Cevenini: non l’avevo mai visto, nè incontrato, non era mio “amico” su Facebook insomma non esisterebbe un solo motivo, che sia uno, con il quale giustificare, invece, questa fitta che mi s’è piazzata qua da quando ho saputo che si è buttato giù da una torre.  Di un palazzo. Dal suo. Nel senso quello dove lavorava che però il suo lavoro coincideva con la sua vita. Un lavoro, il suo, che trasmetteva positività, condivisione, divertimento a praticamente tutti.

E il suo lavoro, incredibilmente, si chiamava politica. E dunque esiste una politica buona. Che si fa voler bene. Addirittura divertente. Una politica amica. Che va alla partita insieme. Che va alle cene del Bologna club Anzola dell’Emilia. Che fa le lotterie. Che sta accanto a te mentre dici Si, che il Cev era recordman di celebrazione matrimoni. Nel senso  che non solo li celebrava ma sostanzialmente era e rimaneva come un amico invitato.

Dico tutte queste cose di uno che neanche avrei dovuto conoscere perché son due ore che lo pedino su Facebook. La sua pagina, ora è un immenso album di famiglia 2.0. E tra tutti, chissà perchè, mi sembra che la frase che più di tutte lo racchiude è quella di un ragazzo che incredulo, smarrrito, addolorato, apre il Pc, cerca il suo profilo, clicca invia messaggio, apre e gli scrive:

“E ora a me chi mi sposa?”