Posts Tagged ‘Suffragio Universale’

Anna Maria Mozzoni, vota pronobis

giovedì, febbraio 1st, 2018

Nuova Zelanda, 1893
Australia, 1895
Granducato di Finlandia, 1907
Norvegia, 1913
Russia, 1918
Canada, 1918
Gran Bretagna, Germania, Olanda 1919
Stati Uniti, 1920
Turchia, 1926
Italia, 1 febbraio 1945

Abbiamo trasmesso una breve storia del diritto di voto alle donne. Che in Italia è arrivato con un provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1 febbraio 1945: le donne italiane (con più di 21 anni ad eccezione delle prostitute che esercitavano «il meretricio fuori dei locali autorizzati») hanno potuto farlo  per la prima volta nelle elezioni amministrative del 1946 ma furono dichiarate eleggibili solo con un decreto successivo, il 10 marzo del 1946.

Se alla fine l’abbiamo spuntata lo dobbiamo in gran parte a una donna cocciuta che si chiamava Anna Maria Mozzoni,  che nel 1877, rifacendosi a tutti quelli che l’avevano già ottenuto, presentò una petizione al governo «per il voto politico alle donne», la prima di una lunga serie di bocciature e di No. Morirà nel 1920 senza veder raggiunto il traguardo.

Anna Maria Mozzoni

 

Lasciatemi contare

giovedì, marzo 10th, 2016

Si chiamava Giovannina ma la stazza da matrona romana avrebbe giustificato un più appropriato Giovannona. La nonna di mia madre. La mia bisnonna. Abitava in un paesino del Molise (che sì, esiste) che si chiama San Pietro Avellana e vanta, oltre a dei tartufi strepitosi, anche -da sempre uno- dei più alti tassi di alfabetizzazione nonostante le avverse condizioni geografiche, migratorie e nonostante le scorrerie di guerra che ne lasciarono solo poche macerie fumanti.

Nonostante questo curriculum disperante per chiunque i sampietresi, e le donne sampietresi, non si sono mai arrese.

Nonna e bisnonna avevano un negozio. Un di tutto un po’. E quando arrivò la notizia che anche le donne avrebbero potuto votare per la prima volta, il negozio diventò anche una sorta di sportello motivazionale.

E fu così che quando una delle clienti chiese alla bisnonna (mi perdonino i sampietresi, vado a orecchio col racconto di mia madre e la memoria è quella che è)

-Uà, cummar Giovannì, ma ciama ì a votà? (Commare, ma ci dobbiamo andare a votare?)

Lei senza scomporsi rispose

-Uà, cummà, n’avimm mai cuntat nient e mo’ che può cuntà quaccosa nci vuò ì? (Commare, non abbiamo mai contato nulla e ora che possiamo contare qualcosa non ci vuoi manco andare?)

La chiosa però la diede sua figlia, mia nonna, che nonostante fosse conscia del momento epocale applicò anche al voto la sua filosofia di vita del non accontentarsi mai, manco dell’evento straordinario e così rilanciò

-Sì è una cosa importantissima, arrivare alla cabina elettorale. Ma conteremo davvero quando potremo arrivare anche al governo

E dunque credo che, se fosse ancora qui, oggi si infastidirebbe assai per non esser ancora riuscite ad arrivare a Largo Chigi. Non da Zara, per un consiglio. Ma alla presidenza, del Consiglio.

Donne anni 40

La prima volta

sabato, giugno 2nd, 2012

Ogni tanto ci ripenso. A quando me lo raccontò. Mia nonna. Della sua prima volta.

Mi disse che non dormì per tutta la notte precedente.
Che era emozionata.
Che quel momento l’aveva aspettato per anni.
Che la mattina si fece bella apposta.
Che uscì prestissimo e guardandosi intorno circospetta.

Mia nonna aveva 41 anni, quando successe la prima volta.
E non lo dimenticò mai, il giorno in cui potè votare.