Posts Tagged ‘sottomissione’

Birdwoman

lunedì, febbraio 23rd, 2015

Curioso osservare come, insieme a un’avanzata di riflusso sottomissionista, le donne italiane non abbiano mai alzato così in alto la testa come ora. E non intendo solo la testa di Samantha Cristoforetti che se ne sta proprio fra le stelle ma non fra le nuvole: penso a quel red carpet che stanotte è diventato green-white-red con l’Oscar a Milena Canonero per i costumi di Grand Budapest Hotel. E penso anche a Fabiola Gianotti, prima donna a guidare il Cern. Penso, inoltrre, a tutte le eccellenze che ho intorno, alcune vanno sui giornali ma la maggior parte no ed eccellono, come spesso accade alle donne, in silenzio.

Tutto questo per dire cosa? Che la migliore risposta alle ondate remissiviste, sottomissioniste, geishiste, oscurantiste e statevacasiste e quant’altro, le donne la stanno dando in silenzio: con i fatti. Perché, diciamocelo, quale migliore risposta può esserci a chi invita a starsene a casa a fare la calzetta, se non quella di vincere un Oscar come costumista?

Histoire d’Oh

martedì, giugno 18th, 2013

Spiace che neanche le centocinquanta sfumature di grigio rosso e bianco abbiano consentito la nticchietta di evoluzione che giustificasse l’essersi sottoposte allo sciroppamento dei tre tomi. Dunque spiace che dopo 31 milioni di volumi, tanto ha venduto l’intera serie, non si sia trovata un po’ di comprensione per le sfumature rosso bianco blù di Christine Lagarde il cui biglietto a Nicolas Sarkozy mi pregio di qui riprodurre per intero:

Caro Nicolas, molto brevemente e rispettosamente:

  1. Sono al tuo fianco per servire te e i tuoi progetti per la Francia
  2. Ho fatto del mio meglio e posso aver fallito, qualche volta. Te ne chiedo perdono
  3. Non ho ambizioni politiche personali e non desidero diventare un’ambiziosa servile come molti di coloro che ti circondano: la loro lealtà è recente e talvolta poco durevole
  4. Usami per il tempo che serve a te, alla tua azione e al tuo casting
  5. Se mi usi, ho bisogno di te come guida e come sostegno: senza guida, rischio di essere inefficace; senza sostegno, rischio di essere poco credibile.

Con la mia immensa ammirazione, Christine L.

Nelle ore in cui si sta facendo a pezzi la povera Christine L., direttrice del Fondo monetario internazionale, per la missiva inviata all’ex presidente francese,  sfugge ai più il fatto che qui ci si trovi, non già come pontifica il Corriere della sera, “a metà strada tra Cinquanta sfumature di grigio e Fantozzi” o di fronte -continua- a “un capolavoro di sottomissione poco lusinghiero”.

Spiace informare i più che in quell’ “Usami come vuoi e per il tempo che ti serve”  c’è, al contrario, una delle forme più evolute di liberazione femminile: chiunque sa che “l’uso a tempo” è uno dei fondamenti di ogni rapporto uomo-donna.  Ed è a tutti evidente il danno permanente creato dall’illusione dei “per sempre”, per dire. Così come dell’illusione dell’ “io sono mia”.

E dunque Christine L. ci si pone oggi come un faro: quella che, per prima,  ha autorizzato a fare ciò che normalmente i Sarkozy della situazione fanno comunque. “Usami come vuoi. E per il tempo che ti serve”. Si, fallo.