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Cecilia Payne-Gaposchkin, cui scipparono il sole e le altre stelle

martedì, marzo 28th, 2017

Storie calme di donne inquiete/ 12

Più che la storia di una donna questa è la (ennesima) storia di uno scippo. Cecilia Payne-Gaposchkin, astrofisica inglese, è la donna che scoprì di cosa sono composte le stelle, compreso il sole, e cioè di idrogeno ed elio. Lo scoprì a venticinque anni, preparando la tesi di dottorato, mentre tutti ritenevano che sole e stelle fossero composti di elementi pesanti. Ora però voi, di Cecilia, avete mai sentito parlare? Neanche io, grazie.

Nata nel 1900 in Gran Bretagna, la Payne se ne sta in realtà buona buona a studiare botanica quando un giorno, ascoltando la lezione di un astrofisico, Sir Arthur Eddington, riceve è il caso di dirlo una folgorazione: la sua strada sono le stelle. Completa i suoi studi a Cambridge ma -attenzione- Cambridge non concedeva il riconoscimento della laurea alle donne e non lo farà fino al 1948. Nel 1923 va quindi ad Harvard a studiare astrofisica e lì, preparando la tesi, s’illumina di intenso e fa questa scoperta sensazionale.

La Payne è una scienziata il cui nome avrebbe dovuto stare sul podio quantomeno insieme a Galileo. E invece che succede? Che nella fase di revisione della tesi, prima della discussione, l’eminentissimo ac reverendissimo astronomo Henry Norris Russell le consiglia di dire che i risultati sono “quasi certamente non reali”. Salvo poi pubblicarli lui come suoi qualche anno dopo. Capito sì?

E siccome lo so che siete personcine temerarie e curiose, nel blog dall’evocativo nome Quantizzando.org ho trovato e vi linko la tesi di Cecilia Payne: eccovela, non foss’altro per spammarla in ogniddove a postuma ricompensa dello scippo e dell’oblìo.

Lei, nonostante abbia contro non solo Saturno ma proprio tutto il firmamento d’intorno, continua a studiare lavorare e scoprire finché nel 1956 diventa la prima donna docente di ruolo ad Harvard, nonché la prima donna a capo di una Facoltà. Nel frattempo, nel 1933, sposa l’astronomo russo Sergei Gaposchkin dopo averlo aiutato ad ottenere un visto per gli Stati Uniti, che siamai solo una cosa per volta. Insieme avranno tre figli.

Ora, poiché la vita è fantastica nel senso che è davvero fantasiosa, la nostra stella Payne nel 1976 riceve un premio dalla Società Astronomica Americana che porta proprio il nome di Henry Norris Russell, lo scippatore. Accettandolo, narra Maria Di Rienzo,  Cecilia ebbe a dire: “La ricompensa di una giovane scienziata è l’euforia emotiva dell’essere la prima persona nella storia del mondo a vedere qualcosa o a comprendere qualcosa. Nulla può essere paragonato a tale esperienza… La ricompensa di un’anziana scienziata è il senso dell’aver visto una vaga bozza crescere sino a divenire un magistrale paesaggio”.

Le sono state rubate scoperte e fama in vita e dedicato un asteroide dopo la morte, il 2039 Payne-Gaposchkin. Oltre a una patera (struttura geologica costituita da una struttura crateriforme) sul pianeta Venere. Siamo dunque ai premi di consolazione. Postumi. Lei, da lassù, avrà continuato a non intristirsene più di tanto.

Perché la classe, signorimiei, non è acqua: nel caso di Cecilia fu elio e idrogeno.

Cecilia Payne

(La storia di Cecilia Payne-Gaposchkin mi è arrivata tramite la sempresialodata Maria Luisa Battiato)

Via con l’Avvento/ Incontra l’amante di notte

sabato, dicembre 10th, 2011

Incontra l’amante di notte,
Poiché il sole è pettegolo, mentre la notte è una mezzana.
Quanti innamorati, nascosti dall’oscurità, incontrano la loro amata
Mentre le malelingue dormono.

Ibn al-Mu’tazz

(Grazie al Prof. Pi)