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Oggi

lunedì, ottobre 1st, 2012

A Meripo’ è l’ora dello Spritz e ancora non hai scritto una riga. Scusate, la giornata è stata complessa. Dunque che vi stavo dicendo ieri di Domani? Ecco infatti Oggi ho varcato il confine del mese, della settimana e ho anche un pochino cambiato lavoro.

Lo raccontano Filippo Sensi Nomfup qui e Sergio Ragone qua ma si consideri che, pur essendo temibili cronisti, gente che fa dimette ministri e fa tremare il popolo della rete che notoriamente non perdona, essi potrebbero prima o poi aver bisogno della consulenza sentimentale della qui presente quindi son stati previdentemente buonissimi.

Questo per dire che in questi giorni può essere che capiti di arrivare tipo a quest’ora un po’ affannati e in ritardo però intanto oggi ciò che voglio dirvi è che mi ha detto la mia amica Dominique di Haiti, riguardo quella cosa che sempre in pareo mi metterebbe ansia e vorrei avere pure il momento del cappotto, che “invece Meripo’ volevo dirti che tutta la vita in pareo è bellissima”.

E ora, musica maestri:

 

E tutti in Mercedes, Sosa

Ah Sergio, Meri Pop qua sta: ci ha messo tanto per arrivare e mo’ nun se schiodappiù.

Edith Piaf a noi ce spiccia casa

domenica, maggio 13th, 2012

Due anni fa a quest’ora si era in sala parto, così conciati:

-Ramon, ci sei?
-Che c’è?
-Questo blog finto che mi hai fatto per esercitarmi è fichissimo
-Si
-Ma quello vero quando sarà pronto?
-Boh
-Quindi qua posso scriverci quel che caspita mi pare tanto non lo legge nessuno?
-Si, pure su quell’altro
-Eh?
-Quello vero: i blog non li legge più nessuno
-Ah. E allora perchè mi aiuti ad aprirlo?
-Perchè mi hai detto che ti eri stufata di mandare sms lunghi alle amiche
-Mh. E quanto costa aprire un blog?
-Trenta euro
-Beh allora. Tanto si buttano via un sacco di soldi
-Ecco appunto, buttiamo via pure questi
-Grazie, Ramon
-Pregociao

Io, ecco, insomma, volevo dirvi che ormai lo sapete, si, che quando ho iniziato a scrivere su sto coso stavo abbastanza una schifezza, non proprio una tragedia che quella già si era consumata ma abbastanza una chiavica, ancora.

Ovvio. Quando stiamo così c’entra sempre un uomo. O ci esce sempre, un uomo, nel caso di specie. E ma poi com’era quella storia? Che quando si chiude una porta si spalanca un portone ma di solito lo prendiamo bello in faccia pure il portone, che vi credete.

Eppure non lo so com’è ma stavolta s’è spalancato il portone, il pianerottolo, l’edificio, il quartiere e pure sto blogghe.

Che questo, in sostanza vi volevo dire: a volte, specie dopo che eravamo due e poi ci ritroviamo uno, ci sentiamo appunto soli, quella cosa monotona e forse pure un po’ stonata che sappiamo. Piatta. Senza frizzo e senza guizzo.
Poi a un certo punto non si sa come ma pare che vada, finalmente, tutto dove deve andare: a quel paese, direte. No, non sempre. E’ che non è che sei solo: stai a fa’ il solista e sei da solo si, ma poi il resto arriva.

Beh io il resto l’ho trovato anche in mezzo a voi. E quando stiamo insieme, anche qua sopra, è così che mi fate sentì:

Buon compleanno, supercalifragilini, anche da Edith. Piaf. Che no, je neregretrien. E manco voi, mi raccomando.

Non sono stata io

mercoledì, febbraio 22nd, 2012

Mercoledì delle ceneri: hackerato il sito di Paola Binetti. E non sono stata io.