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Ovunque proteggi

martedì, maggio 30th, 2017

Dall’alto del mio abbondante metro e mezzo chiunque scavalli il metro e settanta mi appare imponente. Ma Guido credo lo fosse davvero. Anche non sapendo che lavoro facesse sarebbe stato chiaro a chiunque, solo guadandolo lì, fuori dal portone, che il suo lavoro era proteggere. Che bel verbo, proteggere.

Ci siamo limitati a tanti Ciao-salve-buongiorno-a domani finché un giorno, pochi mesi fa, ero a passeggio nel Ghetto e me lo ritrovo nei pressi di Piazza Costaguti, tra la scuola ebraica e il Tempio. Sorpresa per l’incontro “fuori zona”, tipo quando incontri il barista senza divisa e quasi non lo riconosci, non mi ero manco avvicinata a salutarlo, haivistomai non è lui. Ma il giorno dopo gli avevo chiesto Sentiunpo’ ma che per caso ieri… e lui, illuminato, aveva detto -Sì certo, ogni tanto vado a dare una mano.

Questo apparentemente insignificante episodio aveva creato, invece, un avvicinamento, una piccola complicità per cui al sempreverde Ciao-salve-buongiorno si era aggiunto un implicito Oratisomeglio e un esplicito sorriso. Poi due chiacchiere. Poi tre. Poi il commento al fatto del giorno. Poi la sconsolazione delle notizie brutte ma meno brutte se le puoi condividere con qualcuno.

Ovunque proteggi

E insomma entrare, ogni mattina, era un entrare migliore. Che non è cosa da poco, visti i tempi. Che tra i grandi privilegi della vita questo pure andrebbe messo: il sentirsi protetti. Che bel verbo, proteggere, Guido. Ovunque tu sia, proteggici ancora. Proteggici sempre.

Mi Amy?

mercoledì, giugno 12th, 2013

Stanzino estetista, interno giorno, primo appuntamento del mattino. Silenzio ovunque. In sottofondo solo Amy Winehouse. “Will You Still Love Me Tomorrow?”

-Ciaffff.  Straaaaapppppp. Che poi quando ci hai ‘na passione grande rischi che te  consumi presto
-Parli della Winehouse?
-Parlo de sta canzone. Di quel momento magico che stai lì e invece di fartelo bastà e ringrazià il cielo che t’è capitato, invece non resisti e glielo chiedi: mi amerai pure domani?
Pausa
Lei continua con Ciafff. Straaaaaappppppp, Amy con
“è un tesoro che durerà o è solo un momento di piacere?
Posso credere alla magia dei tuoi sospiri?
Continuerai ad amarmi domani?”

Poi lei, l’estetista, riprende
-Che invece la sicurezza ammazza tutto. Tu una cosa la ami solo se la puoi continuare a desiderà. E inveceeeee
-E invece che?
-E invece continuamo a prenotà Chiese
-Eh? Chiese?
-Chiese, Chiese: ci ho l’agenda che esplode de spose. Nun ce basta manco che ce lo giura di persona, lo volemo fa impegnà proprio davanti alle massime autorità. E lì è l’inizio della fine: costruì gabbie per garantirci la sicurezza. E invece…
-E invece?
-E invece, cocca mia, l’unica sicurezza me sa che è lasciargli la porta spalancata. Se je dici “Vai” quello prima o poi se lo chiede: ma ndo vado? E invece…

-E invece?
E invece lo sai, si come finisce la maggior parte delle volte? Che la prima che se stufa di avercelo in gabbia sei proprio tu. E  dopo un po’ non ti interessa più. E smetti di farti pure la ceretta

Ciaffff.  Straaaaapppppp

L’occasione mi è veramente molto gradita per riproporvela qui:

Uscita di sicurezza

domenica, giugno 20th, 2010

Charlie Brown e Linus sdraiati sotto il solito albero

Charlie Brown: “Perchè uno tiene un cane?”

Linus: “Per sicurezza, immagino. Per la sicurezza di sapere che c’è almeno una creatura al mondo che ti vuole bene”.

Charlie Brown: “E se quella creatura ti pianta e se ne va?”

Linus: “Tu non lasci che ti pianti, Charlie Brown! Lo leghi e lo chiudi nel garage.”

Charlie Brown sbarra gli occhi

Linus: “Tu proprio non capisci la sicurezza, Charlie Brown”.

(Grazie a Gimbo)