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Sì, anche le rose

mercoledì, febbraio 4th, 2015

Lunedì sera con Pat, la mia rabdomante cinematografica, siamo andate a vedere Pride. Sostanzialmente una proiezione privata: di post-domenica per un film ormai sulla rampa di lancio di uscita dai cinema con l’intera sala per sei persone.

Pride, la storia vera del sostegno degli attivisti gay allo storico sciopero dei minatori inglesi in pieno regno Thatcher: LGSM, Lesbian and Gay Support the Miners. I miners all’inizio, in realtà, non lo volevano proprio per niente, quell’ “imbarazzante” sostegno. Senonché i gay non si scoraggiarono e li aiutarono lo stesso. Con ciò facendo nascere un’amicizia prima e un’alleanza poi che, dal piccolo sperduto paesino del Galles in cui nacque, si propagò ovunque, fino a culminare nel fatto che, per esempio, l’energica signora Sian James -moglie di minatore che durante lo sciopero preparava pasti per mille famiglie a settimana e che venne incoraggiata a rimettersi a studiare dal fascinoso Jonathan Blake (Dominic West) – oggi è un membro del Parlamento per il Labour Party. E dal Parlamento oggi è lei che Support, e come.

Imperciocché uno dei momenti in cui la quippresente è dovuta ricorrere al soccorso dei Kleenex è stato quello in cui si alzano in piedi tutti, supermachi e gay, morigerate mogli e disinvolte lesbiche, e cantano insieme Bread and roses:

The worker must have bread, but she must have roses, too.
L’operaia deve avere il pane, ma deve avere anche le rose.

Non basta il diritto di esistere, serve anche quello di vivere. E vivere degnamente. Valeva per le lavoratrici allora, quando quelle parole le pronunciò Rose Schneiderman per il diritto di voto, vale per tutti oggi.

Ora accade che, nell’anno di grazia 2015, noi si debba ancora star qui ad assistere a intolleranti che attaccano sedi gay, offendono, insultano quando non peggio.

Qui siamo ancora al pane, evidentemente. Merita dunque rammentare la storia di Pride: perché lì il pane lo conquistarono tutti insieme, etero e gay, per tutti. Compresi i minatori gay. Che c’erano. Dunque appuntarselo: i-diritti-si-conquistano-tutti-insieme-per-tutti.

Ordunque, se non volete diventare tolleranti per il senso di civiltà tocca che vi rassegnate: fatelo per il pane. Noi, intanto, lavoriamo per le rose.