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Full Metal Jackie

giovedì, settembre 15th, 2016

Galapagos 8

No, alle Galapagos non si va per abbronzarsi. Ci si cuoce direttamente. A 36 ore dai primi sbarchi i nostri dieciseis eroi deambulavano in su e in giù per la “Darwin”, la barca, e per le spiagge di approdo, recanti le stimmate della sfiga solare: ti cuocerai quando indosserai occhiali, ciabatte, calzini, maniche corte e bermuda. Con relativi segni bianchi su sfondo rosso: dunque tatuaggi dadaisti, più che abbronzatura.

Se poi uno ti dice

-Meripo’ quest’anno crociera alle Galapagos

tu legittimamente ti metti in modalità Jackie a Capri

Bastava il primo serale “briefing” con Rafael Rubio Cana, guida naturalista nonché nostro ranger, a 24 ore dall’imbarco. Già il fatto che in crociera serva un briefing avrebbe dovuto allertarmi. Insomma Rafael spiegava che:

1 La sveglia ogni mattina sarà fra le 5 e le 6 per sbarcare prima che possa arrivare chiunque altro
2 La notte si viaggia, e prendetevi le pillole che si balla, e di giorno si sbarca sulle isole
3 Gli sbarchi potranno essere asciutti o bagnati, con ciò intendendo su roccia o in mezzo all’Oceano perché non ci si può avvicinare a terra dunque di volta in volta vi dirò che scarpe e che “attrezzatura” serve
4 Orari pasti, ricreazione, snorkelling e attività verranno affissi ogni sera per il giorno dopo così come difficoltà delle escursioni, avvertenze e “pericoli”

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Nuestro barco Darwin a Santa Fe – Foto Luca

Ed era così che precipitavo in un amen da Jackie a Full Metal Jacket.

Stiamo poi trascurando di dire che il professor Pi soffre il mal di mare. Anzi, non è che soffre: il mare lo annocca proprio e, che mi risulti, è l’unico elemento in grado di farlo. In sostanza il mare riesce laddove non sono riusciti manco Berlusconi e i peperoni di sera. Gli assidui del blogghe ricorderanno le performance della Nuova Zelandia, mirabilante viaggio che la mia amica Chiara, che ha la dote della sintesi, riassunse con “in sostanza molto vomito”. (io intanto vi metto un po’ di foto delle isole, tanto per spezzare il transito geastrico)

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Las iguanas a Espanola – Foto Luca

Ora perché uno che soffre a sta maniera decide di fare un viaggio che prevede una settimana in mezzo all’Oceano in tempesta?

(-A Meripo’ ma quale tempesta, che stavi all’Equatore
-Ah bellimiei, la Sventola ha passato tutta la settimana sua con i tutti i partecipanti suoi sul ponte coi sacchetti, essi che imploravano di essere sbarcati e naturalmente lei col ciufolo che l’ha fatti scendere, qua dovete soffrì).

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Nuestro sbarco imbarco – Foto Irene

Perché Pi non è che va a fare una vacanza o un viaggio: Pi va. Punto. Sono io che cerco rassicurazioni, assicurazioni, appigli negli scompigli. In questo caso cercavo pure delle pillole contro il mal di mare. Che io, finora, non ho mai sofferto ma per lui e comunque pure per me nonsisammai. E così il mio medico viaggiatore -che conosce la stazza di Pi- mi aveva consigliato un bombardone pilloloso.

-Meripo’, con queste credo che non avrà più problemi. E di conseguenza nemmeno tu

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Isla Floreana – Foto Luca

Ettecredo: dopo aver ingurgitato la prima è entrato in coma vigile per due giorni, i primi del gran trasferimento notturno diurno. Ronfava, si alzava come un automa, mangiava, ricadeva in catalessi. Una pacchia. Poi però Angela gli ha dato le pasticche allo zenzero, Paola-Darwin gli ha inchiavardato un braccialetto ayurvedico al polso e la ricreazione è finita.

-Forza, sbrighiamoci, unfoppeddivvelo ma domani sveglia alle cinque, icchéstatefacendo che è tardi
con ciò riprecipitandoci in modalità Sergente Maggiore Hartman

In ogni caso s’è fatto una settimana di millemiglia marine con le perturbazioni e i cavalloni senza manco un vomitino (aggiornamenti gastrici a uso di Chiara).

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La leona ronfa in Santa Cruz – Foto Luca

Si diceva della vita di bordo a Galapagos. Aggiugete poi che non è che faccia tutto sto caldo per cui a ‘nacerta si iniziavano a indossare pile e giaccame vario. Ma di giorno el sol es muy caliente. Dunque avevo iniziato a sdoganare la protezione 50 e la mia inseparabile crema Nivea idratante. Ora ‘sta Nivea, formato mignon piccolo bagaglio, lì a Galapagos aveva una consistenza anomala: all’inizio fluida ma appena iniziavo a spalmarmela per bene ovunque, essa estaba solidificada, lasciava strisce, seccava anziché idratare.

En breve: una mierda. Ma continuavo a dare la responsabilità a tutto il frullare di altitudini e latitudini. A questo proposito si sappia che aprendo un qualsiasi flacone di crema a Galapagos provenendo da Quito, sita a 2.850, esso esplode. Primo teorema de Meripo’ che Paola Darwin sperimenterà di lì a poco con l’Amuchina per le mani uscitale come un geyser e andata ad allocarsi direttamente nell’occhio.

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Foto di Sofia

Fatto sta che solo alla fine della settimana, incavolata a bestia contro la Nivea, leggendo meglio l’etiqueta, vi trovavo scritto Nivea CREMA DA BAGNO: cioè io per sei giorni mi son spalmata sapone anziché crema.

Angela, appresolo, finalmente confessava:

-Ah ma ecco il perché di tutte quelle strisce in faccia, vedipoi, e io che mi dicevo “Vedi brava, la si mette tutta hodesta protezione solare a mastice”.

Io sì, protesto con Pi. Ma è pure vero che questo ancora s’incolla a giro per il mondo una che per una settimana s’è panata nel bagnoschiuma anziché nel doposole.

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La espectacular Bartolomè – Foto Professor Pi

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e Bartolomè vista da Sofia