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Tu scendi dall’Ikea, o re del gelo

lunedì, dicembre 23rd, 2013

Stasera, quattro anni fa a quest’ora, c’era la neve su tutta la dorsale frecciarossica della tratta Milano Roma, la Capitale era avvolta dal freddo e io mi stavo morendo di fifa. Perché la mattina dopo avrei preso un aereo con gente sconosciuta, uno dei quali stava su quel treno in ritardo stasera di quella sera. E quello di quella sera di stasera aveva scritto a tutti gli sconosciuti

-Ehi ragazzi la sera prima di partire perché, con tutti quelli che partono da Roma, non mangiamo una pizza insieme così ci conosciamo?

E io prima avevo risposto

-Si certo, bella idea

Bella idea un par di palle natalizie. Perché al primo ritardo di quel treno io mandai un sms. Quello dell’emicrania. Quello che hai paura. E invece di scrivere

-Io ho una dannata e fottutissima paura di conoscere te e tutti questi chiunquesiate perché io me ne stavo qui col mio bel dolore a piangermi addosso e mo’ domani mi tocca interromperlo per un pochetto, tipo il tempo dell’imbarco aereo. E mi costringerete a uscirmene dal mio bel monolocale di separata disperata. E io invece me ne vorrei restare abbozzolata qui dentro. E voi non mi interessate neanche un po’. Ecco quindi la pizza mangiatevela da soli. Che io non ho manco fame.

scrivi solo

-Scusate ho un’emicrania ci vediamo domani

Che poi io quel gruppo me l’ero scelto al buio in mezzo a una decina del catalogo. E mi ero fissata proprio su quel nome lì. Pi. C’era scritto Cuba pure negli altri nove. Ma a quella riga c’era scritto Cuba con il Professor Pi. E m’era presa proprio brutta: continuavo a ripetermi per non si sa qual caspita di motivo che io, disperata per disperata, devo partire con questo.

E mo’ che questo si avvicinava io non me la potevo prendere con un caspita di nessuno se non con la pazzia che m’era presa in quei cinque minuti del clic.

Quindi, ragionevolmente rinsavita, almeno la pizza con questo e con quelli me la volevo risparmiare.

E poi, quattro anni fa ma domani mattina, mi sono trascinata fino a Fiumicino. Con la valigia piena di manuali di auto aiuto, fazzolettini di carta, rescue remedy e altre amenità oltre a un paio di costumi da bagno.

Il resto lo sapete, vi ho sbomballato abbastanza.

Ma c’è che poco fa ho guardato le lucine dell’Ikea fatte a tubo bianco lungo che mi aveva regalato mia sorella, quattro anni fa, dicendo

-Meripo’ così almeno non piangi al buio

e queste lucine sostanzialmente sono l’unica cosa rimasta di quella piccolissima casetta di quattro anni fa. Le lucine. Il professor Pi. E mia sorella. E l’Ikea. E Cuba. E quegli amici. E voi.

E mi è venuto da ripensare a quella sera. All’sms della fifa. E al fatto che a me sto Natale mi ha già stufata ma le lucine no. Stanno lì tutte in fila nel tubo a sembrano quasi disegnare una parola. Serendipity. Fortuito incidente. Trovare fortunosamente qualcosa mentre se ne cercava un’altra. Sti rompibballe qua, e il capo rompibballe. Perché quando ci si riappacifica con se stessi si è pronti persino per il Natale. E per accendere le lucine Ikea.

E siccome poi nel tempo c’è stata una musica che mi ha accompagnata in tutte le peregrinazioni viaggiatorie, per non farmi mancare nulla mi sono accesa pure quella. E’ Mark Knopfler. Si chiama Going Home. Perché, pure, arriva il momento in cui sei pronto anche per tornare -o restare- a casa. Ovunque sia.

Auguri, supercalifragilini. E anche a te Professor Pi. E al catalogo dei viaggi. E pure a quello delle lucine dell’Ikea.

Perchè sospirare, donne?

mercoledì, giugno 20th, 2012

Avendo appreso della sentenza della Consulta e avendolo scritto sul socialcoso di Twitter, Andrea mi risponde “much ado about nothing”. E dunque avendo poi cercato su Google il “Molto rumore per nulla”, ecco che la Serendipity mi illumina d’intenso. Con sta perlina qua. Che era da stamane che mi stavo scervellando in cerca di una cosa bella da scrivervi.

E insomma eccocela in prestito da William. Non il principe. Che so’ già quattrocento anni che cerca di metterci in guardia: “Perché sospirare, donne, perchè?”

Da sempre l’uomo non fa che ingannare.
Di questa o di quella infido amante.
A nulla rimane costante.
Cessate dunque il pianto e il soffrire e l’uomo con gioia lasciate fuggire.
Siate felici
lamenti e sospiri
mutando sempre
in allegri raggiri.

William Shakespeare

Srndipity2/Verderame

mercoledì, marzo 7th, 2012

Riceviamo nei commenti della nostra coniglia da tartufo Verderame, cerchiamo su Google e volentieri pubblichiamo sta meraviglia presa dal conte Vlad:

Meri Vlad Lapi Pop (Vladstudio.com)

Srndipity

mercoledì, marzo 7th, 2012

Stavo spulciando in cerca di non mi ricordo nemmeno io più che, forse l’anniversario della nascita di Georges Perec (dic chi fu? Uno ch, pr dir, ha scritto 300 pagin di una cosa blla snza la lttra “e”, s avt tmpo lggtvlo qui ch comunqu le “e” ci sono), dicevo che cercavo altro (quindi siamo alla serendipity anzi srndipity) ma a un certo punto ho trovato lei, Yelena Bryksenko.  E’ un’illustratrice ma secondo me è pure un’incantatric perché sto qua da due ore – vere- a guardare i suoi disegni e non riesco a fare altro.

Per dire.

No?

Poi c’è pure il suo studiolo:

Insomma. Andatela a trovare.