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Il Frecciarotta

giovedì, marzo 12th, 2015

Spiace constatare che il soprassalto di consapevolezza per gli effetti nefasti della velocità sulla nostra vita ricicci sempre in occasione della discussione in Parlamento delle norme sul cosiddetto “divorzio breve” (cioè consentire a coppie sposate e senza figli, che siano d’accordo sul da farsi senza scannarsi, di poter sciogliere il vincolo matrimoniale dopo un anno dalla separazione). Filosofia della lentezza che ha, sia chiaro, ottime ragioni dalla sua, in generale.

Dunque capisco tutto. Ma insisto: sostenere che il divorzio breve accorcia i matrimoni è come sostenere che il Frecciarossa ha ristretto l’Italia.

I Chinonmivuole non si battono con i Nonmimerita

mercoledì, ottobre 2nd, 2013

Comunque quella storia che Chi non mi vuole non mi merita non funziona. Lo dico in amicizia al senatore del Pdl che orgogliosamente oggi ha messo agli atti la dichiarazione della vita, il colpo di reni di una vita parlamentare da mediano, a recuperar bottoni nato senza i piedi buoni. Con dei compiti precisi/ a coprire certe zone/ a votare generosi.

“Non intendo offrire a Zanda il mio voto perché chi non mi vuole non mi merita”. Non sappiamo la prostrazione del senatore Zanda al subitaneo annuncio ma conosciamo, e bene, quell’alzata di testa verso la tivvù che ci ha prese, noi che sul “Chi non mi vuole non mi merita” ci abbiamo ricostruito intere esistenze devastate dai Chinonmivuole sparsi come mine sui nostri sentimentali, aspri cammini.

Chinomivuolenonmimerita sta alla soluzione del problema come la crema alle nocciole bio sta alla Nutella. Non ci sta proprio. Con l’aggravante che l’unico concetto che ti resta appiccicato, oltre allo zucchero grezzo della crema alle nocciole, “finché ce n’hai”, è il concetto “non mi vuole”.

Chinonmivuolenonmimerita è il più grande inganno autoconsolatorio dopo la dieta Dukan, mangio tutto quello che voglio tranne i carboidrati: perché noi è proprio quello Chenonmivuole che vogliamo. Di quello che mi merita e mi si accatta non sappiamo, di norma, che farcene. Noi vogliamo i carboidrati e vogliamo che non ci facciano ingrassare. Ecco com’è.

Quindi, concludendo, avendo già imparato a nostre spese che i Chinonmivuole non si battono con i Nonmimerita, possiamo dire che la via d’uscita è una e una sola: una sana fetta di pizza con la Nutella.

Le quote erose

mercoledì, luglio 18th, 2012

E dunque eccoli qua, dopo essersi sbracciati su quanto so’ bravi in tutto il mondo a fare largo alle donne, eccoli qua a bocciarle quando -oltre ai lamenti che sono notoriamente gratis-tocca cedere anche un pezzo di scranno sul quale si adagia il loro fondoschiena:

“Non passa, dopo quasi due ore di dibattito, in Aula al Senato un emendamento dell’Italia dei Valori, poi sottoscritto anche dal Pd alle riforme costituzionali che prevedeva che nel ‘futuro’ Senato ci fossero metá donne e metá uomini”.

E chi sono questi illuminati? “Il testo ha avuto il sì di Idv, Pd, e Terzo Polo (ma non di Francesco Rutelli e Giuseppe Valditara). No da Udc, Lega e Pdl anche se diverse senatrici hanno votato sì e singoli senatori del Pdl, come l’ex An Domenico Nania, si sono astenuti. Anche i radicali si sono astenuti”.

Ora, ve lo devo dire, io amo le quote rosa come la tosse di notte. Trovo che sia umiliante dover costringere qualcuno a far posto a “una donna” per legge, trovo ancora più umiliante che le quote rosa siano un altro mezzo con il quale gli uomini hanno la possibilità di riservarsi altri posti per interposta donna. Però i tempi son tali che se non gli metti na pistola alla tempia non lo fanno. E allora, donne, quando la prossima volta andrete a votare, ricordatelo l’elenco di oggi.

Ricordatevi anche che, finora, sui siti di Repubblica e Corriere della sera non c’è una riga. Eppure dell’unica vera non bufala su Hollande – e cioè quel suo governo fifty fifty- hanno svalangato pagine e pagine.

Insomma gli stessi che fanno la ola da ieri per la nomina di Marissa Mayer, “37 anni donna e incinta” a Ceo di Yahoo, strappata a Google, oggi o votano contro o tacciono.

Sarà perché, come diceva la povera Simone de Beauvoir, “donne non si nasce, si diventa”: e noi, purtroppo, lo nacquimo.