Posts Tagged ‘scarpe’

Scarpe diem

mercoledì, gennaio 21st, 2015

Il punto è che, nel momento in cui finisce, da qualche parte nella testolina ti tornerà in mente di quella volta tra le prime volte in cui, di sfuggita e come un lampo, avevi già percepito il punto debole. Un Mmhh. Un fastidio, un rumore di fondo. Ma all’inizio c’era già scritta la fine.

Ora sta spopolando il test delle 36 domande per innamorarsi in 45 minuti, ignorando che i migliori danni noi li si fa dandoci direttamente una risposta nei primi 5 minuti, nei quali di solito si pensa “Ma tugguarda che caspita di stronzo” cui segue immediatamente, manco a dirlo, dunque-lo-voglio. Non è mai quello il luogo dei punti interrogativi. Non è mai quello il luogo delle domande. Ma quello, spesso, è il luogo del campanellino: forse è un istinto di sopravvivenza a farlo suonare. Ed è un istinto di femmina quello di metterlo subito a tacere. Sappiamo che non gli apriremo la porta. Ma, se non è cosa per noi, dopo esserci ben incaponite e fustigate, prima o poi risuonerà.

E dunque, se al posto delle 36 domande vi leggete 3 righe di Nora Ephron -nell’imperdibile “Quello che avrei voluto sapere” posto nel fondamentale tomo “Il collo mi fa impazzire”- lo scoprirete meglio:

-Se solo un terzo del tuo guardaroba è sbagliato, stai andando alla grande

e soprattutto

-Se le scarpe non ti vanno bene al negozio, non ti andranno bene mai

Donne sotto le stelle

domenica, luglio 8th, 2012

Le ho conosciute tramite i socialcosi. In tre facciamo 120 anni ma circa la metà so’ miei. Più o meno. E le ho conosciute dopo. Dopo di allora. Di allora che fu uno dei miei punti più bassi in carriera. Nel senso di morale a terra. E dunque per loro io sono questa. Sono Meri. Pop.

La più pischella era di passaggio a Roma, venerdì sera. E che fa una pischella dipassaggiarroma? Dico io si vedrà con le tinegers. Invece avverte l’altra semipischella e la qui presente che
-Allora ape insieme
L’ape è l’aperitivo. Ho già avuto modo con la semipischella di venirne a conoscenza in gaffes precedenti.
Ho provato a invocare un
-Ma vedetevi fra voi, care, che io esco tardi
Gnente. Prima hanno alzato il tasso alcolico dalle 19 fino a chiusura locale poi finalmente, con simultaneo barcollo, si sono trascinate da nonna. E dunque ci siamo attovagliate nell’afa dei 34 gradi delle 21 da Angelina: loro reduci già da un paio di Neri d’Avola e Chardonnay ne hanno aggiunto un altro, io biretta chiara e ringraziate che non avevano il rosolio.

Che hanno da dirsi un 30-40-quasi50? Non avete idea. Non avete la più pallidissima e astemia idea. Dalla catastrofe di una prossima apertura di Louboutin a trecentometri dalle nostre carte di credito, passando per la spendingreviù che la semipischella s’era scolata prima dei Pinot neri, a una serie di parole in inglese di economia che le due si sono scambiate in assenza di qualsivoglia mia reazione, limitandomi io a ondeggiare il capoccione tipo come fossi a Wimbledon a guardare ste due Williams della finanza, non trascurando nessun tema dello scibile umano planetario.

Approdando ad argomenti più accessibili (double S, sesso e scarpe) ho potuto finalmente fare la mia figura. Per le scarpe.

Piper Heidsieck - Christian Louboutin

Il punto è che, pur tenuto conto del tasso alcolemico delle due -che a metterle nel palloncino l’avrebbero fatto esplodere- con le semipischelle mi sembrava di stare proprio nel posto e nell’amicizia giusta.

Sorvolando su un
A Meripo’, qualche sera fa il Tg1 ha mandato un filmato di repertorio in cui ti inquadravano o meglio inquadravano tua zia, madredimisericordia ma che capelli avevi?
per il resto mi hanno fatta sentire financo so posh (dice la semipischella). Figa, tipo.
Quanto al capello della zia è quello che il professor Pi definisce “il periodo dei capelli alla sora Rosa” del quale si pregia esser stato l’esecutore testamentario prima che poi io incontrassi la mia pischelletta punk che mi ha portato allo splendore Pop punk attuale.

Vi dico che non so se sia stata più la biretta o più le due ma a un certo punto di quella serata così femmina, profonda e perfetta, io mi sono percepita allineata con Saturno pro, e con tutti i pianeti pure, nel raggiungimento del nirvana.

Ed è stato mentre le accompagnavo al taxi, pianificando una prossima trasferta a Milano e un immediato sopralluogo ai saldi di Jimmy Choo a Roma ma solo per capì di che caspita di scarpe con la stella lucente stavano a parlà, che ho pensato: forse forse un po’ je l’avemo fatta, a risalire. Sui tacchi. Anche.

E poi, andandomene a casa, tra i Fori illuminati, mi è apparsa nelle orecchie Nina. Simone. Che mi cantava “Here comes the sun”. Sotto alle stelle.

Here comes the stars, o yeah.

(se avete 3 minuti e 43 regalatevela: so posh)

Con le pinne, fucile ed occhiali

mercoledì, giugno 2nd, 2010

Gli altri hanno Carolina di Monaco. Noi abbiamo Caroletta di Bruxelles

Ci sono modi e mode per affrontare il primo sole estivo.
Bruxelles adotta uno dei più agghiaccianti: appena la temperatura supera i 20 gradi scatta l’abbigliamento da spiaggia senza spiaggia.
Gente di ogni razza, età, gruppo sociale, idea politica, corre a sdoganare jeans tagliati a pantaloncino, ciabatte di gomma e borsona di paglia. Emergono dalle brume con l’abbronzatura cittadina a segno-di-canotta e si dirigono verso i parchi.

Puoi trovarli spiaggiati in una microaiuola a decine, centinaia, migliaia rivolti al sole come alla Mecca, noncuranti del buco. Il buco dell’ozono, intendo, che probabilmente campeggia esattamente sopra le nostre teste.

Sono scalzi o insaccati con calzettoni di spugna in sandali alla francescana, leggono, chiacchierano, fanno pic- nic con l’unico obiettivo di occupare scopo solarium piccoli spazi verdi cittadini adibiti a fioriera. 

Particolarmente apprezzato, durante una rara pausa pranzo assolata, il rito della liberazione dei piedi dalle scarpe, tra tulipani e narcisi in fiore.
Solo che io non ce la faccio a stare scalza in un giardinetto o in costume su una panchina alla fermata dell’autobus.
Passi pure il bikini in riva al laghetto: ma in un’aiuola nei pressi di un incrocio?? Vi prego, aiutatemi.

Pm, posta melanzana

martedì, maggio 18th, 2010

-Meripo’ t’ho mandato due essemmesse, che sei morta che non rispondi?
-Grazie per questo tuo sincero interesse per la mia incolumità. Che c’è, è pronto il blog quello vero?
-No, continua a giocà su questo finto, ricordati sempre di premere pubblicazione “privato”
-Uffa, lo sooooo. Allora che vuoi?
-No, scusa, siccome avrei un po’ di offerte di banner di case di moda, dico io ma che ti costa parlà un po’ di vestiti, qua sopra? Cioè quando vi vedete con Giulia non fate altro che parlà di scarpe, tacchi e borse e mo’ tutto insieme vuoi fa’ Micromega?
-Ramon, che ora leggi Micromega?
-Guarda che sei tu che avevi detto “e sbrighiamoci co sto blog-quello-vero, che mica devo fare Micromega”
-Ah. No, però moda no, non ci capisco niente
-Lo so, si vede, no però dico con tutte ste amiche giornaliste che ci hai chè sanno scrivere solo de semipresidenzialismo alla francese e di scuola?
-Allora ti occupi di riforme istituzionali?
-Nooo, io purtroppo me devo occupà solo de sto blog tuo che ancora non s’è capito di che parla però sei tu che avevi detto “e facciamo una bella grafica scapricciatella, che mica ci devo pubblicare la bozza Calderoli”
-NO. Moda no
-E allora scusa apri un blog di posta. Posta rosa
-Ti ho già detto che qua niente rosa
-Meripo’, senti a me: allora apriti ‘sto bel blog de posta, posta melanzana

Dire, fare, spiegare

venerdì, maggio 14th, 2010

meripop@miguel

Mi querido Miguel, gracias, l’header mi piace molto e anche il color porpora. Quanto a Hello Kitty mi dispiace per tua figlia che però, ti ricordo, ha sette anni e io invece lasciamo perdere che è meglio. Dunque Miguel questo effettivamente magari ti è utile: si, io mi trovo più a mio agio con le melanzane che con le gattemorte. E questo blog non si occuperà di moda. Entendido? Hasta luego. Meri Pop

-Ramon?
-Eh?
-Ci hai parlato col grafico?
-Si
-Ha capito che non si parla di moda e hai corretto quella storia delle scarpe col tacco?
-Si. Si

miguel@meripop

Mi querida Meri Pop, ho sentito Ramon e anche la mia amica di Parigi illustratrice di moda e ha detto che sì, te la fa lei l’illustrazione. Eccoti invece altri esempi di siti di moda. Ah, bello quel richiamo ai tacchi alti. Hasta luego. Miguel

meripop@ramon

Ramon ti avverto: se non ci parli entro oggi prendo l’unico paio di scarpe a tacco 7 che ho e te le percuoto ripetutamente sulla cabeza dalla parte dello stiletto. Meri Pop