Posts Tagged ‘sanità’

Comunione e Liberazione femminile

venerdì, aprile 20th, 2012

Anche le cielline nel loro piccolo s’incazzano. Oggi qui. Con questo:

Insomma, dove non poté la bufera giudiziaria poté un sofà: che la signora Carla Vites coniugata Simone lì davanti sbottò. Davanti all’immagine del «governatore a tutto campo mollemente adagiato su un letto megagalattico del Salone del mobile che se la ride soddisfatto». Nel giorno del «58mo compleanno del suo migliore amico Antonio Simone detenuto nelle patrie galere di San Vittore». Che della ciellina signora è marito. Il nuovo problema del governatore Formigoni oggi, dunque, potrebbe chiamarsi Divani e Divani. E Carla, soprattutto. Ma sbaglierebbe chi pensasse che è problema esclusivo del padàn presidente: perché la lettera che Carla Vites consegna alla storia, oltre che al quotidiano che ieri l’ha pubblicata, segna l’inizio di un potenziale smottamento, quello femminile.

Della delazione per mano di donna avevamo avuto un assaggio con la tendenza Veronica, Lario. La rasoiata che Carla Vites infligge in punta di penna richiama molto quel mo’ basta: è una lettera vendicativa, che rinfaccia, sgraditamente ricorda, tranchantemente rievoca e nulla risparmia. Ma ciò che quella rasoiata squarcia è soprattutto un sistema: donne accondiscendenti e mute all’ombra di potenti uomini. Carla Vites imbraccia la penna e vendica un marito a suo dire lasciato solo. È un gesto dalle conseguenze imprevedibili che apre l’era della paura: della possibilità che tutto crolli per mano di donna.

A parti invertite quanti uomini avrebbero scritto una lettera così? Quanti farebbero prendere alla bile esondata la via di una pubblica denuncia? Quanti uomini scenderebbero all’Inferno per amore? Che l’ultimo, come risulta da approfondita ricerca del mio amico Marco, pare sia stato Orfeo. E s’è visto com’è andata a finire.

Perché le donne scrivono lettere che ci stupiscono

giovedì, aprile 19th, 2012

E’ piuttosto lunga. Sta qui, sul Corrierone di oggi. Però, credetemi, merita. Lei si chiama Carla, Carla Vites. Ed è la moglie di “Antonio Simone, detenuto nelle patrie galere di San Vittore da venerdì alle 16”,  finito in carcere nella multiforme inchiesta sulla sanità lombarda. E’ una lettera d’amore. Ma è soprattutto una rasoiata. In punta di penna.

Sono di parte, lo so. Sono faziosa. Difendo pregiudizialmente le donne e le stimo, in linea di massima, più degli uomini. Ma ve lo chiedo lo stesso: a parti invertite, secondo voi, un uomo avrebbe mai scritto una lettera così?

Dai, ve ne regalo un pezzetto. Il gran finale:

“Per finire, credo che il travaso di bile di cui questa mia è segno non sarebbe forse avvenuto se, dopo avere letto sul «Corriere», a pagina 9, le falsità dette da Roberto (Formigoni, ndr), non avessi visto, nella Cronaca di Milano, il Governatore a tutto campo mollemente adagiato su un letto megagalattico del Salone del Mobile, che se la ride soddisfatto. Vede, oggi (ieri, ndr) è il 58° compleanno del suo migliore amico Antonio Simone, detenuto nelle patrie galere di San Vittore da venerdì alle 16.
Mi risulta che il suo migliore amico, mentre lui si adagia mollemente a beneficio dei giornalisti esibendo quel che resta di un fisico a suo tempo quasi prestante, deve discutere su chi oggi avrà il diritto di allungare le proprie di gambe all’interno di una cella che ospita altri 5 detenuti”.

(Formigoni al Salone del mobile, foto tratta da qui)

P.S.
Formigoni, si sappia, ha risposto “non commento le dichiarazioni di una signora”.