Posts Tagged ‘saldi’

Very Black Friday

giovedì, novembre 24th, 2016

In occasione dei saldi estivi di domani (che qui fanno 20 gradi e che però chiamarli Black Friday fa più figo) mi è gradito mettervi nuovamente in guardia dalla “Sindrome del cesto dei saldi”.
Di che si tratta?

Avete presente quando ci si ritrova gomito a gomito tra femminazze riverse in quei traboccanti cesti del tutto a 30-20-10 euro? E avete presente quando tirate su il maglioncino, lo scannerizzate, lo scartate e lo riposate? E avete presente quando, come un lampo, appena l’avete poggiato si azzecca furtiva la bionda mano accanto, lo tira su e se lo cucca? Ecco: nonostante voi abbiate tra le mani il cachemirino lilla inseguito da un anno, ora a un terzo del prezzo, improvvisamente avete voglia solo di quello che avevate scartato e che altra femminazza s’è cuccato. Io non lo so perché succede ma succede.

Avete presente quell’ostinazione a volervi tenere una cosa o Coso che vi manca solo quando pensate che un’altra ve la sta portando via?
E beh non vi manca la cosa o Coso: vi manca solo di poter nuovamente scegliere.

Tutto ciò premesso domani è giorno di sconti, il caspita di Black Friday. Femminazze, nell’impossibilità di capire che vogliamo dagli uomini cerchiamo di capire almeno che vogliamo dalle svendite.

E siccome modestamente a noi l’ammericani non devono insegnare nulla, domani sarà Very Black Friday soprattutto perché c’è lo sciopero globale degli autobus.

black-friday

La sindrome del cesto dei saldi

venerdì, gennaio 4th, 2013

Cara Meri,
non so che mi è successo ma dopo due anni era come se fosse rimasta solo la routine. Sai quando proprio non trovi neanche più un motivo di interesse? Troppe pantofole e Skysport già dopo pochi mesi, come si fa? Ho provato a parlargliene ma lui si è arreso subito: sono fatto così, se hai voglia di fare altre cose non te lo impedisco ma falle da sola. Alla fine l’ho lasciato. Dice: bene e allora? E allora c’è che qualche settimana dopo ho saputo che usciva con un’altra. Ci puoi credere che da allora è come se mi si fosse piantato un chiodo nel cervello? Mi manca. Mi manca tutto di lui. E improvvisamente mi sembra di rimpiangere persino le pantofole. E quelle interminabili, noiosissime domeniche su Skysport.
Come si supera la sindrome da nostalgia??
Goleada

Cara Goleada,
è probabile che la situazione da te descritta ricada non tanto nella sindrome da nostalgia quanto piuttosto in quella  “del cesto dei saldi”. Di che si tratta? Hai presente quando ci si ritrova gomito a gomito tra femminazze riverse in quei traboccanti cesti del tutto a 30-20-10 euro? E hai presente quando tiri su il maglioncino, lo scannerizzi, lo scarti e lo riposi? E hai presente quando, come un lampo, appena l’hai poggiato si azzecca furtiva la bionda mano accanto, lo tira su e se lo cucca? E beh nonostante tu abbia tra le mani il cachemirino lilla inseguito da ottobre, ora a un terzo del prezzo, improvvisamente hai voglia solo di quello che avevi scartato e che altra femminazza s’è cuccato. Io non lo so perché succede ma succede.
Non ti mancano né le pantofole e né Skysport, tesoromio: ti manca solo di poter nuovamente scegliere.  Tutto ciò premesso domani iniziano i saldi. Femminazze, nell’impossibilità di capire che vogliamo dagli uomini cerchiamo di capire almeno che vogliamo nei cesti.
Meri

Salvate la saldata Caroletta

sabato, giugno 18th, 2011

Italiani all’estero, dal suo esilio ci scrive la nostra Caroletta

Cara Meri,
ora che abbiamo raggiunto il quorum non è che mi aiutereste a raggiungere un po’ di buon gusto?
Mi spiego: abiti tunica fiorati su jeans a zampa su scarpe della nonna tacco 3 con frangetta alla Sarkozy. “Mamma do charme!”: quando la mia insegnante di francese, dalla quale mi aspetterei di ripassare il passé composé parlando di Carlà o degli abiti dell’ultima croisette, mi si è presentata vestita così, m’è caduto il mondo, anzi il guardaroba, addosso.

Homer Simpson style

No dico, è vero che qui in Europa “Unity in diversity” è il motto, che la diversità è bellezza, ma a dire il vero tutto sto United Colors of Benelux può diventare un problema grave.

Confesso: io sono in astinenza di stile. Sono seriamente preoccupata per la mia salute. La notte sogno le vetrine di Via dei Giubbonari (non più quelle di Via Calabritto!!!!) Segno che presto sognerò il rettifilo a Napoli?

Talvolta in questi casi avere dei mariti sensibili aiuta. Il mio mi ha portata a New York come si porta un bambino asmatico sul lago di Misurino. Il programma del viaggio era così strutturato: primi giorni in giro per musei e ultimi per negozi. Wow, fantastico! Mi sono detta. E mi sono detta “wow fantastico” pure quando lui mi ha detto: “Cara, stasera metti il tacco alto che ti porto al River Cafè”. Per chi non lo sapesse (io non lo sapevo) il River cafè è un ristorante sotto il ponte di Brooklin, che quando entri cominci a sentire nell’aria la sigla di Sex and the city e ti viene subito da ordinare un Cosmopolitan.
Insomma, ditemi voi se quella non era una serata “wow fantastico” giusto preludio di una due giorni di fashion sfrenato e che mi avrebbe portata alla guarigione sicura dal mio mal di Belgio?

E invece qualcosa è andato storto. Il tonno crudo dell’antipasto mi ha subito riportata alla realtà. Intossicazione alimentare per marito volenteroso, due giorni rinchiusi in albergo causa impossibilità del suddetto ad allontanarsi dalla toilette (scusa mia dolce metà ma lo dovevo raccontare), shopping rovinosamente annullato. Quando la cameriera è entrata in camera per sistemare, consorte in fase di delirio acuto ha trovato lato positivo alla cosa: “sai quante rock star ha visto la signora, stesi come me da una notte di bagordi in questa stessa stanza?”

Vaaaabbè, direi che forse farei bene a sposare il motto europeo, a comprare uno di quei camicioni a fiori e a smetterla di fare tante storie sullo stile (vi prego, se scrivo di nuovo una roba così lanciatemi una Jimmy Choo in fronte!)
Per fortuna intravedo all’orizzonte i saldi. Italiani.
Saldamente vostra
Caroletta da Bruxelles