Posts Tagged ‘Roma’

Che cossss’è l’amor

lunedì, dicembre 4th, 2017

Ora di pranzo, in un bar fuorizona.
Mi siedo, panino al salmone-rughetta-un bicchier d’acqua grazie.
A un certo punto inizia in sottofondo CHECOSS’èL’AMOR.
Io penso a Silvia Mauro che me l’ha postata su Facebook due giorni fa a commento di Amori che non sanno stare al mondo.

Mi metto a ridere, mi appoggio alla spalliera e me la godo. Ed è allora che si avvicina il cameriere e mi fa:

Ahi-permette-signorina-sono-il-re-della-cantina e qui ci vorrebbe che la invitassi a ballare. Ma intanto scusi eh, almeno na biretta.

Checoss’èl’amor io ancora non lo so. Ma Roma per fortuna è anche questa.

Sipario

Amori che non sanno stare al mondo

venerdì, dicembre 1st, 2017

Alla fine usciamo dalla laterale del cinema Intrastevere, in uno splendido vicoletto chessoloarroma la notte è arancio e nera, e lei mi dice

-Che in effetti Meripo’ macheccazzocesuccede certevolteannoi quando ci innamoriamo, che basta passi un po’ de tempo e te dici Macomehoffatto?

E’ tutto qui, nella recensione di Scassaminx, il senso di “Amori che non sanno stare al mondo”. Sta tutto in quel  macheccazzocesuccede certevolteannoi. Non lo sappiamo, che ci succede certevolteannoi. Sappiamo solo che al mondo ci stiamo con grande difficoltà. E quindi a volte è nell’amore che vogliamo trovare riparo. Che però al mondo non ci sa stare manco lui, l’amore intendo.

La FrancescaComencini lo sa bene, anche per esperienza personale. Come a nacerta lo sappiamo tutte e tutti. C’è un amore che ci vagola nella testa, immaginato sognato desiderato, e ce n’è uno in carne e ossa proprio qui davanti e spesso i due fanno fatica a convivere.

Forse è per questo che il modo migliore per farli vivere, gli amori, è nell’assenza. Di norma niente ci tiene più uniti che desiderarci.

Ma insomma sti due si amano sul serio e per sette anni. Poi. Poi non più o forse ancora sì ma non ce la fanno più a sopportare la tensione, la difficoltà, la devastazione. E allora poi lui ama un’altra, più giovane. Prevedibile e banale. Ma il cinema ci mette il resto. E alla fine siamo un po’ tutte con questa sconclusionata protagonista su uno dei ponti di Roma, mentre butta il cappello rosso nel Tevere e finalmente libera dall’ossessione si dice

-Che poi alla fine si sono lasciati anche i Beatles

e soprattutto è Lucia Mascino, l’attrice, a riassumerne in un’intervista la morale:
“L’amore non può essere il naufragio della nostra personalità”.

Cosa che ci diciamo tutti, appena usciamo dalla devastazione. Subito prima di ricascarci di nuovo.

Perché questa alla fine, è l’espiazione della vita:”Questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta” (Andrè Aciman).

Amori che non sanno stare al mondo

Ditelo coi muri

lunedì, giugno 5th, 2017

Saggi si nasce. A Roma ci si diventa

Cartelli Roma matrimonio

Foto Meri Pop, piazza Bologna

Donne sull’orlo di una crisi di taxi

martedì, febbraio 21st, 2017

Vorrei che la mia sindaca, oltre a scendere in piazza con i tassisti, provasse a prenderne uno di sera, da sola. Vorrei che provasse a chiamarlo, a scrivergli un sms a implorare al centralino mentre, di notte, deve rientrare a casa da sola. E ha paura. Sì, ha paura. Perché le strade non sono illuminate e se non sono deserte sono solo il ricovero notturno di chi sta ai margini. Ubriachi, clochard, bande. Vorrei che provasse a cercare con lo sguardo un parcheggio di taxi e lo trovasse vuoto.

Vorrei che, finalmente arrivando una macchina, si sentisse chiedere “Aò, ndo deve annà? Perché io smonto e me devo riavvicinà a casa”. E se casa tua non coincide con la sua sei fregata. Il che hai il 99,9 per cento delle possibilità che accada. Vorrei che provasse cosa si prova a dover implorare un uomo di notte dicendogli “La prego, non so come tornare a casa”. Vorrei che chiunque si stia occupando di questa vicenda, prima di avere fiato in gola, avesse il cuore, in gola.

Perché alla fine il punto non è difendere le comprensibili rivendicazioni delle categorie o sapere che la mia sindaca è accanto ai tassisti: è non sapere chi sta, se c’è, accanto a me.

Taxi

Er Nobel

venerdì, novembre 25th, 2016

Alla fermata dell’85

-Signò ma l’auti?

-Signora oggi è sciopero

-Ma n’artro ?? A sta cittá je dovrebbero dà er Nobel per la pazienza, artro che Bob Dylan

Tg2 Costume e Poppità

venerdì, aprile 8th, 2016

Taxi
-Signò ndo annamo?
-Via Marmorata
Poi si volta
L’ho riconosciuta, sa
-Ah si?
-Eccerto: lei è quella che ci ha er sito de incontri

Meetic

Concorrenza spietata, proprio

 

Si trovano a Roma

venerdì, ottobre 30th, 2015

Si trovano a Roma vestigia di una magnificenza e di uno sfacelo tali, che superano -l’una e l’altro- la nostra immaginazione.
Johann Wolfgang Goethe

Fontana di trevi Tommaso Carmassi
(Oggi Fontana di Trevi torna al suo splendore. La foto è del Michelangiolo dell’obiettivo, Tommaso Carmassi)

La miglior vendetta

giovedì, ottobre 22nd, 2015

Viver bene è la miglior vendetta. Ma anche la Metro B non scherza.

Atacamose

venerdì, luglio 17th, 2015

Sono le 9,30 del mattino e a Roma fanno 32 gradi, percepiti 45. Ho preso tre autobus tutti con l’aria condizionata rotta. Ieri altrettanto, dopo ore di attesa. Lo so, lo so che avete fatto il più grande piano di piste ciclabili del pianeta. Dico però che, ogni mattina in cui fate salire le persone sui mezzi pubblici in queste condizioni, è come diceste a ciascuna “A me, di te, non frega un beneamato piffero”.

Del perché dove non riesce manco il Prozac riesce da 36 anni il gloriagaynorismo

giovedì, maggio 21st, 2015

Dopo aver avversato per decenni l’istituto della “festa a sorpresa” -non essendomi comunque mai sottratta al richiamo a parteciparvi compresa la mia- stavo per aggiungere un nuovo capitolo alla serie ieri sera quando però la festeggiata, sgamando le mosse, ha infine impugnato la situazione facendoci partecipare alla festa all’insaputa: partecipare a una festa a sorpresa alla quale partecipi mentre quella lo sa da mo’. E mi è piaciuta assai assai.

La convocazione segreta avveniva con appuntamento serale sul Lungotevere ove trovavasi fantomatico accesso a sottostante barcone ivi galleggiante sul romano corso d’acqua. Percorsa avanti e indietro la banchina una decina di volte in cerca di un pertugio che non trovavamo -diventate nel tempo svariate decine di genti che scendevano dalle strade affluenti- infine si sentiva la voce del barcarolo che come Caronte ci invitava:

-Aò, se scende deqquà

Tra i dieci motivi per i quali vale la pena vivere aggiungerei d’imperio dunque anche la visione che ci si spalancava una volta approdate -dopo ponti tibetani e corrimano- una volta atterrate sul barcone:

Quanto sei bella Roma quanno è er tramonto (foto Meri Pop)

Essendo la pischella in oggetto di genetliaco nata nel pieno degli anni (omissis), la serata si dipanava allietata da musicale gruppo che ripercorreva impietosamente per le nostre carte d’identità il meglio della produzione anni ’80, in ciò gettandoci nelle nostalgiche reti non dei barcaroli romani ma dei nostrani adolescenziali ricordi.

E un altro dei motivi che aggiungerei alla precedente top ten risiede nel fatto che la mia amica Bea, a me contigua di cena e di scatenamento in pista, dopo aver ceduto al richiamo di Cindy Lauper e di Michael Jackson infine, tornata a sedersi, sospirava

-Vabbè mo’ ce manca solo I will survive e poi abbiamo fatto bingo

E, manco a dirlo,  come Russel Crowe al-mio-segnale-scatenate-l’inferno,  partiva l’inconfondibile arpeggio pianistico gloriagaynoriano.

Non so dirvi perché e prima o poi qualcuno dovrebbe dedicarsi invece a scoprirlo con un fondamentale studio dal titolo “Del perché dove non riesce manco il Prozac riesce da 36 anni il gloriagaynorismo”: di quante ne abbiamo viste rialzarsi già all’innesco della prima strofa e direttamente dimenarsi al termine, facendo diventare quell’

And so your back davvero il segnale russelcrowiano. Per non dire dell’

“It took all the strength I had not to fall apart” che si erge a vendicare finalmente i nostri ovunque sparsi broken heart. Di solito sparsi -va detto- nel tinello, nel quale magicamente ci dimeniamo al suon della rinascita.

Ed è stato così che, guardando in pista alcune e alcuni di quelli dei quali in quota Meripo’ conosco il sentimental curriculum, mi è sembrato che fosse giunta l’ora per irrimandabilmente segnalare Gloria Gaynor all’Unesco. E anche all’Unisco. Che come ci uniscono le sfighe d’amore prima e Gloria dopo, nessuno mai.

I will survivor - Glee cast

(E grazie, gloriagaynorianamente grazie, a tutti quelli del ieriseral barcone)