Posts Tagged ‘Roma’

Ditelo coi muri

lunedì, giugno 5th, 2017

Saggi si nasce. A Roma ci si diventa

Cartelli Roma matrimonio

Foto Meri Pop, piazza Bologna

Donne sull’orlo di una crisi di taxi

martedì, febbraio 21st, 2017

Vorrei che la mia sindaca, oltre a scendere in piazza con i tassisti, provasse a prenderne uno di sera, da sola. Vorrei che provasse a chiamarlo, a scrivergli un sms a implorare al centralino mentre, di notte, deve rientrare a casa da sola. E ha paura. Sì, ha paura. Perché le strade non sono illuminate e se non sono deserte sono solo il ricovero notturno di chi sta ai margini. Ubriachi, clochard, bande. Vorrei che provasse a cercare con lo sguardo un parcheggio di taxi e lo trovasse vuoto.

Vorrei che, finalmente arrivando una macchina, si sentisse chiedere “Aò, ndo deve annà? Perché io smonto e me devo riavvicinà a casa”. E se casa tua non coincide con la sua sei fregata. Il che hai il 99,9 per cento delle possibilità che accada. Vorrei che provasse cosa si prova a dover implorare un uomo di notte dicendogli “La prego, non so come tornare a casa”. Vorrei che chiunque si stia occupando di questa vicenda, prima di avere fiato in gola, avesse il cuore, in gola.

Perché alla fine il punto non è difendere le comprensibili rivendicazioni delle categorie o sapere che la mia sindaca è accanto ai tassisti: è non sapere chi sta, se c’è, accanto a me.

Taxi

Er Nobel

venerdì, novembre 25th, 2016

Alla fermata dell’85

-Signò ma l’auti?

-Signora oggi è sciopero

-Ma n’artro ?? A sta cittá je dovrebbero dà er Nobel per la pazienza, artro che Bob Dylan

Tg2 Costume e Poppità

venerdì, aprile 8th, 2016

Taxi
-Signò ndo annamo?
-Via Marmorata
Poi si volta
L’ho riconosciuta, sa
-Ah si?
-Eccerto: lei è quella che ci ha er sito de incontri

Meetic

Concorrenza spietata, proprio

 

Si trovano a Roma

venerdì, ottobre 30th, 2015

Si trovano a Roma vestigia di una magnificenza e di uno sfacelo tali, che superano -l’una e l’altro- la nostra immaginazione.
Johann Wolfgang Goethe

Fontana di trevi Tommaso Carmassi
(Oggi Fontana di Trevi torna al suo splendore. La foto è del Michelangiolo dell’obiettivo, Tommaso Carmassi)

La miglior vendetta

giovedì, ottobre 22nd, 2015

Viver bene è la miglior vendetta. Ma anche la Metro B non scherza.

Atacamose

venerdì, luglio 17th, 2015

Sono le 9,30 del mattino e a Roma fanno 32 gradi, percepiti 45. Ho preso tre autobus tutti con l’aria condizionata rotta. Ieri altrettanto, dopo ore di attesa. Lo so, lo so che avete fatto il più grande piano di piste ciclabili del pianeta. Dico però che, ogni mattina in cui fate salire le persone sui mezzi pubblici in queste condizioni, è come diceste a ciascuna “A me, di te, non frega un beneamato piffero”.

Del perché dove non riesce manco il Prozac riesce da 36 anni il gloriagaynorismo

giovedì, maggio 21st, 2015

Dopo aver avversato per decenni l’istituto della “festa a sorpresa” -non essendomi comunque mai sottratta al richiamo a parteciparvi compresa la mia- stavo per aggiungere un nuovo capitolo alla serie ieri sera quando però la festeggiata, sgamando le mosse, ha infine impugnato la situazione facendoci partecipare alla festa all’insaputa: partecipare a una festa a sorpresa alla quale partecipi mentre quella lo sa da mo’. E mi è piaciuta assai assai.

La convocazione segreta avveniva con appuntamento serale sul Lungotevere ove trovavasi fantomatico accesso a sottostante barcone ivi galleggiante sul romano corso d’acqua. Percorsa avanti e indietro la banchina una decina di volte in cerca di un pertugio che non trovavamo -diventate nel tempo svariate decine di genti che scendevano dalle strade affluenti- infine si sentiva la voce del barcarolo che come Caronte ci invitava:

-Aò, se scende deqquà

Tra i dieci motivi per i quali vale la pena vivere aggiungerei d’imperio dunque anche la visione che ci si spalancava una volta approdate -dopo ponti tibetani e corrimano- una volta atterrate sul barcone:

Quanto sei bella Roma quanno è er tramonto (foto Meri Pop)

Essendo la pischella in oggetto di genetliaco nata nel pieno degli anni (omissis), la serata si dipanava allietata da musicale gruppo che ripercorreva impietosamente per le nostre carte d’identità il meglio della produzione anni ’80, in ciò gettandoci nelle nostalgiche reti non dei barcaroli romani ma dei nostrani adolescenziali ricordi.

E un altro dei motivi che aggiungerei alla precedente top ten risiede nel fatto che la mia amica Bea, a me contigua di cena e di scatenamento in pista, dopo aver ceduto al richiamo di Cindy Lauper e di Michael Jackson infine, tornata a sedersi, sospirava

-Vabbè mo’ ce manca solo I will survive e poi abbiamo fatto bingo

E, manco a dirlo,  come Russel Crowe al-mio-segnale-scatenate-l’inferno,  partiva l’inconfondibile arpeggio pianistico gloriagaynoriano.

Non so dirvi perché e prima o poi qualcuno dovrebbe dedicarsi invece a scoprirlo con un fondamentale studio dal titolo “Del perché dove non riesce manco il Prozac riesce da 36 anni il gloriagaynorismo”: di quante ne abbiamo viste rialzarsi già all’innesco della prima strofa e direttamente dimenarsi al termine, facendo diventare quell’

And so your back davvero il segnale russelcrowiano. Per non dire dell’

“It took all the strength I had not to fall apart” che si erge a vendicare finalmente i nostri ovunque sparsi broken heart. Di solito sparsi -va detto- nel tinello, nel quale magicamente ci dimeniamo al suon della rinascita.

Ed è stato così che, guardando in pista alcune e alcuni di quelli dei quali in quota Meripo’ conosco il sentimental curriculum, mi è sembrato che fosse giunta l’ora per irrimandabilmente segnalare Gloria Gaynor all’Unesco. E anche all’Unisco. Che come ci uniscono le sfighe d’amore prima e Gloria dopo, nessuno mai.

I will survivor - Glee cast

(E grazie, gloriagaynorianamente grazie, a tutti quelli del ieriseral barcone)

Via Urbana 2

lunedì, aprile 20th, 2015

Domani è il compleanno di Roma. Cominciamo oggi festeggiando una strada. Via Urbana. Ci sono passata spesso. Ma qualche giorno fa, ripassandoci, a un certo punto ho alzato gli occhi. E sopra al civico 2 ho visto questa:

Lo avevo già “incontrato” nelle memorie del Museo di Via Tasso, Don Pietro Pappagallo, dove fu portato e imprigionato per aver dato aiuto a ebrei, perseguitati e partigiani proprio lì a casa sua, a via Urbana 2. Tradito da uno di quelli a cui dava rifugio, è stato l’unico prete cattolico ucciso alle Fosse Ardeatine, il 24 marzo del 1944.

Don Pietro Pappagallo è rivissuto con Aldo Fabrizi nel “don Pietro” di Roma città aperta di Roberto Rossellini e con Flavio Insinna de “La buona battaglia”.

E c’è una scena che di lui mi ha sempre colpita. Quella raccontata da un testimone dell’eccidio delle Fosse Ardeatine:

all’ingresso delle cave dalla lunga fila in attesa della fucilazione si alza un grido, da uno che ha visto la sua veste nera: “Padre, benediteci!”. Racconterà un superstite che “don Pietro, che era un uomo robusto e vigoroso, si liberò dai lacci che gli stringevano i polsi, alzò le braccia al cielo e pregò ad alta voce, impartendo a tutti l’assoluzione” (Robert Katz, Morte a Roma. Il massacro delle Fosse Ardeatine, Roma 1968, p. 152).

L’immagine di questo prete indomito fino alla fine, mi ha fatto ancora sentire – a distanza di 71 anni- un tuffo al cuore.  E quella targa sta lì a ricordarci che se non possiamo decidere come entrare in scena, a volte possiamo scegliere come uscire. Così. Con le braccia aperte anche con le manette ai polsi.

P.S.
Per i 70 anni della Liberazione (il prossimo 25 aprile) è stata scelta anche la parola “coraggio”. E c’è un’iniziativa che si chiama #ilcoraggiodi, una sorta di racconto in 140 caratteri (in un tweet) per dire cosa sia per noi il coraggio. Oggi il mio racconto di caratteri ne ha 19: don Pietro Pappagallo.

Hai voluto la bicicletta

venerdì, ottobre 17th, 2014

E comunque dire “andate in bicicletta” senza risolvere il casino delle macchine rischia di diventare il nuovo “dategli le brioches”.