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The arriver

lunedì, settembre 23rd, 2013

Del mio stato di arretratezza in campo Rock, nonostante il nome Pop, molti di voi sanno. Dunque oggi che Bruce Frederick Joseph Springsteen compie 64 anni è giusto il caso di rivelare che il primo che si incaricò di colmare le più evidenti voragini in tema fu il poveruomo, un matrimonio fa. Sull’esito di entrambe le operazioni, colmare le lacune rock e allineare il mio stato civile da zitella a coniugata, vi dico solo che in confronto gli scatoloni di Lehman Brothers rifulgono come un successo.

Ciononostante mi è qui gradito narrare di quando il poveruomo mi portò dal Boss per la prima volta dal vivo, a Roma, acquistando due biglietti.

Avrei scoperto solo molto più tardi, su Wikipedia datosi che il matrimonio si era già esaurito come la sala da concerti quella volta, che il nostro “è divenuto famoso per le sue coinvolgenti e lunghissime esibizioni dal vivo”, dunque non si risparmiò in nulla. Ci prese in ostaggio alle nove di sera e a mezzanotte era ancora con le Duracell innescate.

Eppure a un certo punto, nonostante avesse davvero cantato e incantato con tutto, uno dalla sala -in un rarissimo momento di pseudo silenzio- si alzò e chiese

-The River!

Il Boss sul palco si fermò, guardò in sala, rimase un po’ in silenzio e poi disse solo

-NO

Me lo ricordo ancora quel NO. Per me fu uno schianto, visto che era pure la mia preferita nonché una delle poche che conoscevo bene.

E pensai che ci vuole coraggio a volte a dire dei NO. Molto più che a dire dei SI.

Me lo ricordo bene perché, proprio quella sera, nonostante al poveruomo volessi un bene dell’anima, capii che io il mio SI non ero più in grado di mantenerlo. Ed era ora di ammettere che, anche se quella canzone era bellissima, forse aveva già dato tutto quello che poteva.

Benvenuta, Matilla

lunedì, luglio 26th, 2010

Benvenuta in questo posto, piccolina.

Benvenuta in un posto in cui c’è Bach. E anche la musica rock che mi dicono essere bellissima però è molto rumorosa.
Benvenuta, Matilla, in un posto in cui si osannano i bravi ma spesso si preferisce mandare avanti i mediocri. Poi comunque, dalli e dalli, un bravo su mille ce la fa, ad arrivare.

Benvenuta in un posto pieno di persone che ti ameranno.
Benvenuta in un posto in cui però si prendono un bel po’ di batoste.
Ma benvenuta in un posto in cui, in caso di batoste, tutto sommato è doloroso ma è una fortuna essere nate Matille, cioè donne: perché una donna si rialza. Si rialza sempre.

Benvenuta in un posto in cui ci sono i baci e gli abbracci, che io non te li so spiegare ma sono uno dei dieci motivi per cui vale la pena anche prendere le batoste. Gli altri nove non tarderai a scoprirli da sola.

Benvenuta in un posto in cui c’è la Nutella. E gli spaghetti. E certi altri manicaretti che eventualmente te li spiega Marilla. E certi vini buoni che eventualmente te li spiega Gimbo. E certe formule matematiche che eventualmente il Professor Pi ti spiega pure come c’entrano con i sentimenti, che sono un’altra cosa bellissima che però, ti avverto, questi non te li può spiegare nessuno perché ancora nessuno ci ha capito un tubo. E ci sono certe dichiarazioni dei redditi e Tremonti che eventualmente te li spiega Sunny che però vorrei che ti spiegasse soprattutto come ci si rialza dopo un frontale, che mentre lei aspettava l’ambulanza e piangeva, un vigile del fuoco le teneva la mano e gliel’accarezzava, che dunque vedi che vale sempre la pena essere qui, pure quando le apparenze ti dicono che stai in un mare di guai.

Benvenuta in un posto in cui Meri Pop invece non ti sa spiegare molto e perciò ci ha un sacco di amici che l’aiutano a farlo. E gli amici sono un altro di quei dieci motivi che ti dicevo prima. Gli altri otto non tarderai a scoprirli da sola.

Benvenuta in un posto in cui c’è Fèisbuc e pure Rob May che ti aiuta e te lo spiega. E ci sono gli sms. Che tu ti ci puoi stressare. Però che tu anche certe volte che ti senti un po’ sola e ti viene un dubbio quello fa dlindlin e te lo toglie. A volte te lo mette. E tu allora puoi ciucciarti i Fiori di Bach o metterti un disco di Bach quell’altro. Anche i Dire Straits e gli U2. E poi ti passa.

Benvenuta in un posto in cui gli uomini fanno un sacco di cose poco interessanti che ti toccherà fare pure a te se te li vuoi tenere.

Però ne fanno di alcune interessantissime quando le fanno insieme a te, che quando le fanno con un’altra va a finire a mazzate.

Vabbè, Matì, mo’ però comincia a darti una mossa e a pedalare, che in questo posto persino a Nathan Falco gli hanno lasciato sì il biberon ma gli hanno portato via il panfilo.