Posts Tagged ‘ristorante Zocchi’

A cena nella storia

lunedì, luglio 27th, 2015

Proprio mentre scorrono le immagini di C’eravamo tanto amati (su Rai Movie, giusto mo’) mi è venuto in mente che giusto ieri sera, trovandomi ancora ospite del Professor Pi nel Granducato di Toscana, egli, per sfuggire alla calura che attanagliava anche l’Arno, a un certo punto dice

-Dai Meripo’ ora ti porto a cena in collina

Dopo una serie di tornanti si giungeva in un’amena strada sulla quale compariva l’insegna “Zocchi”. Entrati in un gran pienone di genti i cui deschi emanavano profumi dal tartufo, alla lasagna alla Margherita la pizza, ci accomodavamo di fronte a un piatto di zucchine e funghi fritti. Ed è stato a quel punto che il professor Pi mi ha detto

-Meripo’ hai capito dove siamo seduti?

-Di fronte a un piatto di buonissimi fritti, professor Pi

-Sì Meripo’ ma siamo seduti anche in mezzo a un pezzo di storia d’Italia

Considerato che il Professor Pi è un fisico pensavo tra me e me “Aò, magari ha un concetto molto esteso della storia, tipo la storia della fungologia fritta applicata”. E lui:

-Meri, questo è il ristorante della Marisa Zocchi

Di fronte alla mia perenne faccia a punto interrogativo incalzava con quel dolcissimo suono che hanno le 6 parole

-Tu sei troppo piccola per ricordarti….

E insomma Marisa Zocchi, lo dico per tutti quelli piccoli, è stata una campionessa di Lascia o raddoppia, moglie di Guido Boni, ciclista, lei diva tv e pupilla di Bartali, specializzata proprio nel ciclismo. E sentite che storia:

“Raggiunto un monte premi di due milioni e mezzo ed arrivata alla puntata finale Bongiorno le chiese, appunto, lascia o raddoppia? Nelle puntate precedenti era andata avanti alla grande e forse dentro di se pensava di poter rispondere anche alla domanda da cinque milioni (erano tantissimi soldi ai quei tempi). Ebbe un attimo di esitazione coinvolgendo sul piano emotivo qualche milione di telespettatori. Un attimo che sembrò un’eternità. Poi confessò a Bongiorno: “Lascio perché i soldi già vinti mi servono per curare mia madre molto malata”. Su quella sua scelta così umana, così struggente, tutti provarono verso di lei tenerezza e simpatia. Tra costoro anche il re dell’Egitto Faruk che, attraverso l’attore Folco Lulli, fece arrivare a Marisa Zocchi un assegno di due milioni e mezzo, cioè la cifra alla quale la ragazza aveva rinunciato”.

Nel frattempo, essendo arrivati anche i miei pici cacio e pepe, mi sono ritrovata catapultata, oltre che nel colesterolo, anche in un salto indietro nel tempo, in un tempo infinito nel quale l’Italia rinasceva dalle ceneri di una guerra e lo faceva insieme alla tv, piena di ottimismo, di speranza e fiducia. Un’Italia in cui la Marisa Zocchi rinunciò alla gloria per curare la mamma e il re d’Egitto (manco Walt Disney avrebbe potuto sceneggiarla meglio) le manda l’assegno della cifra alla quale ha rinunciato.

Che vi devo dire? Che davanti alla crostata ricotta e fichi (ve l’ho detto che in collina faceva un certo frescolino e le papille gustative si erano scatenate) mi sono rivista la signora Marisa e la signora Italia. E mi è venuta una grande nostalgia. Di tutte e due. Anche se la Marisa non l’ho conosciuta. E tutto sommato neanche l’Italia, l’Italia che crede fermamente che ce la farà. E si rimbocca le maniche per farcela.

Marisa Zocchi