Posts Tagged ‘Riccio Capriccio’

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venerdì, marzo 18th, 2016

E dunque pare abbiano trovato l’interruttore della fame. Sta nel cervello. Purtroppo invece non hanno trovato nè l’interruttore della minchionaggine e manco il cervello nei trogloditi dello Sparta Praga che hanno urinato indisturbato addosso a una mendicante su ponte Sant’Angelo, a due passi dal Vaticano, per capirci. Ce ne sarebbe per iscriversi al movimento per l’autoestinzione dell’umanità.

Ma siccome “viver bene è la miglior vendetta” andrei qui a raccogliere qualche idea e qualche appuntamento per ritemprarci un po’.

Inizierei tenendo conto del fatto che, essendo venerdì, potreste abbandonarvi nottetempo a qualche bagordo. E siccome “di sera leoni, di mattina (omissis)” giusto giusto arriva il nuovo sito di Ricciocapriccio (che sarebbe quel luogo di ciclonica energia che definire parrucchiere è quantomeno riduttivo gestito da Alessandra Pucci). Andate alla sezione di Tamara e cuccatevi “Le conseguenze dell’hanghover”. Poi fatevi una tisana e rimettetevi a letto con le fettine di cetriolo, che Tamara è pischella e noi abbiamo na certa quindi quella ci mette un’ora, noi un paio di giorni.

Contestualmente, se siete libere-liberi lunedì, inauguriamo la primavera alle 18 a Roma a Viale Mazzini presentando il libro di Jolanda dal titolo-sentenza “D’altronde sono uomini”. Lunedì 21 marzo alle 18 alla Galleria Plus Art Plus in Viale Mazzini, 1 con la quippresente, Beatrice Curci, Tiziana Sensi, Maria Rosa Borsetti, Follie Parrucchieri (Hair Artist: Alessandro, Andrea, Luciano) e naturalmente lady Iolanda Pomposelli

Buon uichendo a tutti. Statemi bene. Ma soprattutto vivete bene.

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La signora dei capelli

sabato, settembre 5th, 2015

(interrompiamo la saga di Maori Pop per un annuncio importante)

Come spesso accade, è proprio quando non puoi più permettertelo che ne avresti più bisogno. No, non il fidanzato: il parrucchiere. Parlo per me ma assicuro che, nelle giornate No, spesso fa più una messa in piega di un pippone automotivante. In periodo di crisi economica la questione si aggrava.

Ma qui interviene un’idea che trovai geniale appena ne sentii parlare (dalla mia amica Alessandra, ve ne avevo parlato qui): si chiama “Un taglio solidale”, l’ha collaudato un salone romano che si chiama Riccio capriccio e permette alle donne che attraversano momenti difficili nel lavoro -cassintegrate, sottopagate, pensionate, precarie- di fare taglio e piega a 8 euro di cui 3 vengono donati al CAM, Centro Ascolto Uomini Maltrattanti, il primo in Italia dedicato ai maschi che vogliono smettere di essere violenti.

Io, che sono scettica dentro, all’epoca telefonai anonimamente per chiedere un appuntamento per una tinta, a prezzo pieno, il giorno di sto caspita di taglio solidale.

E mi risposero -Signora no, mercoledì abbiamo tutto il giorno impegnato per il taglio solidale. Possiamo prendere un altro appuntamento?

Presi. E andai. E mi venne incontro un’altra Alessandra, che è la capa (tosta) di tutta sta cosa. E mentre Ale mi strapazzava la cabeza (che è un donnone che lèvati) chiesi anche

-Scusate ma come fate ad accertarvi che effettivamente quelle che vengono siano persone in difficoltà?

E mi raccontarono che, al netto di tante vere verissime, in effetti ci fu anche chi si presentò scendendo dal taxi tutta addobbata e firmata, cosa che suggerì di aiutare il prossimo a essere più generoso. E meno str…. furbino, aggiungo io. (E questa, cari, è un po’ anche la differenza che passa tra i concetti di povertà e, come dice la mia amica Pat, di poraccitudine). Dunque ci si prenota con una scheda e insomma le istruzioni sono qui sotto e sul sito.

Allora, il taglio solidale riprende lunedì 21 settembre, è riservato alle ricercatrici precarie e ci si può prenotare FINO AL 13 SETTEMBRE (qui c’è il modulo per l’appuntamento).

Loro lo chiamano taglio solidale. Io lo trovo un gran modo per fare una piccola rivoluzione.

Taglio solidale

 

Daje de tacco

giovedì, maggio 28th, 2015

E’ stato quando mi ci sono issata sopra dopo due aperitivi a base di prosecco che ho finalmente capito la formula del Principio di Autostima: tacco 12 moltiplicato 2 elevato al doppio cocktail diviso per 30.

Dunque, donne, si fa così: si toglie dalla naftalina quel paio di tacchi importabili, ci si reca da RiccioCapriccio (che di suo sarebbe un negozio di parrucchieri -ecoparrucchieri)  in una serata in cui il monsone trasformava Roma in Calcutta, e ci si accomoda al corso di sopravvivenza di Stiletto Academy insieme ad altre 30 aspiranti trampoliere. Che già come portare i tacchi è un’arte ma come portarli sui sampietrini romani è capolavoro.

Ed è poi stato quando Tamara mi ha appiccicato sulla camicia l’adesivo “Impedita numero 7” che ho realizzato l’irreversibilità del passaggio: da sfigata a regina. Apprendendo l’arte del come impedire a un tacco di farti camminare come un piccione o un Tyrannosaurus rex.

Che in principio fu senz’altro Marilyn a darci la linea “Io non so chi abbia inventato i tacchi alti, ma tutte le donne devono loro molto ma ci diede parecchia soddisfazione anche Veronica Webb: “I tacchi alti mettono il sedere su un piedistallo, che è il suo posto” .

E dunque sempresialodato Riccio Capriccio che invitò un’altra Veronica, Benini, in arte Spora, gran maestra di portamento sul trono al quale ogni sedere dovrebbe aspirare.

Naturalmente si iniziava con una sfilata… di cocktail, dunque non solo sui tacchi ma pure mbriache, giustamente. Vi dico solo che, a partire dal riscaldamento delle caviglie per finire alla fisiologia dell’ancheggiamento bilanciatorio, a un certo punto la Spora ha squarciato il cielo nero del monsone romano e anche quello dello sfigatismo nostro con una chiamata alla riscossa che manco decenni di Anais Nin e la Kulisciova e Senonoraquando messe insieme.

Salendo sui tacchi, mie care, parte la retroversione del bacino e a quel punto ruota indietro anche la Iolanda che si riposiziona pure nel cervello. E qui sta la percezione anche del potere legato al sesso. Altro che uomini, bellemie.

Delle mie 30-40 sodali di serata dirò che era da tempo che non facevo una full immersion di energia così. L’apoteosi è stata raggiunta alla sfilata finale, un Tacco Pride che resterà nella Hall of Fame degli eventi motivazionali, conclusasi con la proclamazione della Regina delle Impedite, la sfolgorante Astrid del Celio (che Astrid del Belgio scansati proprio).

Dunque sì, ciò che il mondo chiama tacchi noi chiamiamo autostima. Ed è impagabile poterla portare in giro a testa alta. Che diversamente, come dice la Spora, se la testa la sporgi troppo in avanti prendi l’andatura del piccione. E anche questo ricordiamolo sempre: da trampoliere a piccione è un attimo. Ma anche il contrario, se hai le amiche e le maestre giuste.

Come affrontare la crisi e trovare una via di shampoo

venerdì, ottobre 25th, 2013

Oggi siamo qui.

Per dire che quando la crisi incalza, quella del parrucchiere rischia di essere una delle prime spese a saltare. Eppure è proprio quando non puoi più permettertelo che ne avresti più bisogno: per restituirti quell’immagine di te che forse anche tu hai perso dietro mille difficoltà e preoccupazioni.Dunque Taglio solidale: taglio e piega a 8 euro. Il terzo mercoledì di ogni mese, quando arrivare al quarto inizia a diventare difficile. Otto euro di cui 3 netti vanno al Centro di ascolto uomini maltrattanti. E se è vero che “c’è un posto nel tuo cuore dove tira sempre il vento”, alleggeriti sulla testa e un po’ anche nell’anima, può aiutare a correrci, dietro al vento. E sembrare una farfalla. Grazie a Riccio Capriccio. E a Donneuropa.

Riccio Capriccio