Posts Tagged ‘Repubblica’

Mister Pop

giovedì, maggio 30th, 2019

Ora, Poppiane e Poppiani dellaprimaora, ma chi ce lo doveva dì a noi che saremmo finiti nell’homepage di Repubblica, sempresialodata, sotto Arrigo Sacchi?

Grazie ancora a tutteettutti, che a certi gol non ci si arriva mai da soli.

E lontano e indietro nel tempo

giovedì, aprile 11th, 2019

Di poter riavvolgere il nastro del tempo e correggere disastri amorosi. E di uova spiaccicate a terra che tornano intere sul tavolo. E di noi che restiamo con le nostre frittate sentimentali.

E lontano lontano nel tempo, qualcheccosa negli occhi di un altro.

Buongiornoavvoi da Luigi Tenco e dalla fisica quantistica. 
La Repubblica Live del cuorinfranto vi attende.

La Sindrome del Ma che avrà voluto dire

giovedì, marzo 14th, 2019

Buongiorno bellimiei: nuova puntata della rubrica su Repubblica e nuova illustrazione (Direttore, poi voglio l’album eh).
Ebbene, oggi parleremo del perché anche le più e i più perspicaci, una volta innamorati vengano colti dalla sindrome del “Ma che avrà voluto dire?”.
La Repubblica delle Meripo’ vi abbacia.

Parlami d’amore

giovedì, febbraio 14th, 2019

Dunque, bellimiei, Meri Pop sbarca su Repubblica. Da oggi, nell’inserto Live (costa 50 cent in più ma sono disponibile a valutare rimborsi circoscritti).

La rubrica si chiama Parlami d’amore (Parlami d’amore Meripo’ per gli amici).

Dedicato a tutti voi Poppiani della prima ora. Fatemi sapere che ne pensate ma soprattutto scrivete: carameripop@gmail.com

Buona lettura e, guardate che me tocca dì, buon amore a tutti.

Bella, ciao

venerdì, settembre 22nd, 2017

Sulmona, settembre 1943. Guerra intorno e nazisti alle calcagna. Rosina Spinosa, contadina abruzzese con un compagno e due bimbi piccoli, non ci pensa neanche un attimo a salvare la vita di Len Harley, giovane soldato inglese: gli apre la porta di casa e lo nasconde in soffitta.

“Non l’abbiamo fatto soltanto noi – dice Rosina 47 anni dopo – tanta gente del paese ha aiutato quei poveretti. C’era appena stato l’armistizio e dal campo erano scappati in molti verso le montagne”.
Sapeva quel che rischiava?
“Sì, ma siamo gente di buon cuore. Avevo 21 anni e due figli piccoli, mio marito era in guerra. In cuor mio speravo che se fosse accaduto a lui qualcuno avrebbe fatto altrettanto”.

Il fatto è che oggi, grazie a Skype, Rosina Spinosa in Abruzzo e Len Harley a Billericay, nell’Essex, si sono rivisti. Quasi 95 anni lei, 98 compiuti lui.  “Quando i loro visi sono apparsi sugli schermi dei computer, i figli raccontano che mentre si sorridevano e salutavano con la mano gli occhi sono ritornati brillanti”.

La storia la racconta oggi Repubblica e la trovate qui. Lui, scampato il pericolo e finita la guerra, non ha mai smesso di cercarla. Nel 2009 è andato fino a Sulmona, nelle montagne in cui lei l’aveva nascosto. Ma lei era in America. Alla fine, dopo 74 anni, ce l’ha fatta.

Forse Skype non è stato il modo migliore per rivedersi, le chiede Cristina Nadotti di Repubblica
“Lo uso sempre per parlare con le mie nipoti in America, ci sono abituata. Però ho pensato che vorrei vederlo di persona. Len ha continuato a ringraziarmi anche adesso, a ripetere che avevo rischiato la vita per lui”.

E lei?
“Gli ho detto che non avrei potuto fare altrimenti”.

Mentre si cercano prove dell’esistenza del Molise intanto leggetevi quelle dell’esistenza dell’Abruzzo. E del cuore, del gran cuore, dell’Italia.

Ragazza e soldato

Foto Repubblica

Matrimonio, relazione tra 2 di cui 1 ha sempre ragione e l’altro è il marito

mercoledì, aprile 27th, 2016

Riguardo al fatto che “il vero amore dura per sempre, ora lo dice anche la scienza” vi elenco cose che ultimamente avrebbe “dimostrato” “la scienza” riguardo amore et similia, così vi fate un’idea di quanto poter contare sui risultati:

1 – Gli uomini alti divorziano più dei bassi
Gli alti tendono a sposare donne più istruite, adulte e appartenenti alla propria etnia. Ma sono anche più inclini al divorzio rispetto ai bassi, che si sentirebbero in dovere di “compensare” la propria (mancanza di) altezza impegnandosi di più sul lavoro e cercando di guadagnare di più

2 -Durano di più i matrimoni sfarzosi
L’11% dei partecipanti non si era sposato con una cerimonia formale,  solo il 28% di essi raccontava di vivere un matrimonio felice; d’altra parte, il 41% delle coppie che si erano sposate con una cerimonia formale sosteneva di essere felice e contenta con il proprio coniuge (University of Denver)

3 – Durano di più i matrimoni spartani
C’è però, chi sostiene anche il contrario. Secondo un’altra ricerca, condotta dagli scienziati della Emory University, le coppie che si sposano con celebrazioni più spartane hanno più probabilità di restare insieme. Tra le donne che hanno risposto al sondaggio dei ricercatori, quelle che hanno speso più di 20mila dollari per il matrimonio hanno divorziato tre volte e mezzo in più rispetto a quelle che hanno speso tra 5 e 10mila dollari per la cerimonia.

4 – Durano di più i matrimoni in cui si guardano i film assieme e se ne parla per 30 minuti
Gli autori hanno chiesto a diverse coppie di guardare periodicamente film insieme e parlarne per 30 minuti. Ne è risultato un miglioramento complessivo del benessere della coppia (Journal of Consulting and Clinical)

5 – Durano di più le coppie che litigano usando il “noi” anziché il tu
Le coppie i cui componenti usano più spesso il pronome “noi” durante le liti durano più a lungo di quelle che parlano sempre al singolare ((University of California, Berkeley)

6 – Si tradisce a nostra insaputa, per colpa di un gene
I soggetti portatori di una variante del gene Drd4, responsabile del trasporto di dopamina, un neurotrasmettitore che controlla, tra le altre cose, emozioni e umore, hanno più probabilità di tradire il proprio partner, “anche con storie che durano una sola notte”, come ha detto Justin Garcia, uno degli autori del lavoro (Binghamton University)

7 – Se la donna sta bene va tutto bene. Il contrario non vale
Il benessere della donna è un fattore cruciale, più di quello dell’uomo, per il benessere della coppia. Secondo Deborah Carr il fenomeno è legato al fatto che “quando una donna è soddisfatta del proprio matrimonio, tende a comportarsi meglio nei confronti di suo marito, il che ha un effetto positivo sulla sua [di lui] vita”. Il contrario non vale (Rutgers University)

Vi è chiaro che l’unica vera è la 7. Ed è anche l’unica circostanza alla quale si possa affibbiare il “per sempre”.

Dunque si conferma solo che l’unico matrimonio duraturo è la relazione tra due individui di cui uno ha sempre ragione e l’altro è il marito.

Matrimonio cit

Stateve zitti

domenica, febbraio 9th, 2014

Continuare a indurre un Paese nel quale una coppia su due si separa entro i primi cinque minuti (che ci si inizia a lasciare, il Professor Pi insegna, nel momento in cui si dice -Oh, figo questo, mi piace assai, ora vediamo come posso cambiarlo) e l’altra lo farà entro i primi cinque anni, dicevo continuare a indurre un Paese di spajati a festeggiare San Valentino è come chiedere ai diabetici di festeggiare la Giornata della Sacher, ovemai esistesse.

Tutto ciò premesso, siccome appunto nulla ci è risparmiato, si è ufficialmente aperta anche la settimana del chesidevefare e chesidevedire. Ed è Repubblica a perpetrare la madre degli inganni con un pensoso servizio dal titolo “Dieci frasi (che funzionano) da dire a San Valentino”. Non vi sarà sfuggito l’ammiccamento contenuto fra le parentesi ma che purtroppo, mi duole informarvi, rischia di ricadere nella fattispecie della pubblicità ingannevole. Recita infatti il punto uno:

1. Invece di una frase, regala al partner una domanda: “Come vanno le cose tra di noi?

Ecco, questo è esattamente ciò che non dovreste mai mai mai fare. Chiedere. Chiedere comevannolecosefrannoi. Comevannolecosefrannoi è l’inizio di ogni catastrofe, il principio della fine, la madre di tutte le chiusure. Chiedere comevannolecosefrannoi non implica, come è la malriposta certezza di chi la pone, una risposta incoraggiante e positiva: porta con sé piuttosto la rottura di tutti i faticosi e reticenti argini di contenimento di mesi o anni.

Per cui, se davvero volete sapere le “Dieci frasi (che funzionano) da dire a San Valentino” chiudete sto link di Repubblica e stateve zitti. Non dite e soprattutto non chiedete nulla.

Madonna che Nomfup c’è stasera

martedì, luglio 17th, 2012

E questa però non ce la dovevano fare: cioè, dico, nel video ufficiale di Madonna a Firenze compare -come ha scovato Nomfup– persino il loghetto de Repubblicapuntoit e non quello di Pop don’t preach?

Ma che siamo mpazziti?

Comunque vi volevo dire che tutto sommato sta palestrata non è che lasci proprio grandi tracce di sè. Al punto, per dire, che domenica la Tartamingia ha rivisto, ma a Roma, il professor Pi che non vedeva appunto dal MDNA day cioè un mese fa e gli è corsa incontro così salutandolo:

-Professor Piiii ma che bella sorpresa rivederla qui, si ricorda? L’ultima volta eravamo a Firenze (la Tartamingia pensa che quelli dopo i 30 anni abbiano tutti l’Alzheimer, ndr)
-Certo cara che mi ricordo
-Eh che momento indimenticabile, il panino col lampredotto

Non solo Pippo non lo sa: trentanovemilionidignoranti

martedì, novembre 8th, 2011

Nella concitazione generale sono passati inosservati.

Perché questo purtroppo è il punto: come fanno trentanovemilioni di persone a continuare a passare inosservate? Ma tant’è: Mario Pirani su Repubblica ci informa che in Italia ci sono 39 milioni di ignoranti, nel senso che ignorano. In questa cifra vanno racchiusi non solo quelli che non sanno leggere, scrivere e far di conto ma anche gli analfabeti di ritorno, quelli che pur sapendo qualcosa, nel tempo la perdono e regrediscono, quelli cioè della regola del “meno cinque”:

“Secondo questo principio in età adulta regrediamo di cinque anni rispetto ai livelli massimi delle competenze cui siamo giunti nell´istruzione scolastica formale. Alla fine del liceo, ad esempio, si è arrivati a studiare derivate e integrali e altre operazioni matematiche complesse ma se non si fanno professioni collegate a statistica o economia, se non si è bancari, commercialisti o ingegneri che ne rimane in età adulta? Nozioni, se va bene, da terza media. Ma non è solo la matematica a subire il “meno cinque”.

Ripeto: 39 milioni di italiani.

Ora il punto è: qualcuno se ne sta occupando? Interessando? Se ne sta terrorizzando? Perchè questi rischiano, fra un po’, di affossare il pil, l’Italia e tutto il cucuzzaro peggio dello spread e di Berlusconi. 

Pirani cita anche le “ore dei programmi culturali sui vari canali tv (fonte Istat)”: Raiuno ore/anno 4,3%; Raidue 10,6%; Raitre 13,2%; La7 20,3%; Canale5 0,3%; Italiauno 0%; Rete4 1,9%.

D’altra parte se la Carlucci risalta come Giovanna D’Arco e le lettere di Stracquadanio vengono accolte come quelle di Silvio Pellico ne consegue che magari proprio sta disfatta umana, mentale e catodica potrebbe preludere davvero al Risorgimento.

Che come diceva quello “se pensate che l’istruzione sia costosa provate l’ignoranza”.