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Tolstoj, la felicità e il Molise

venerdì, settembre 20th, 2019

Leone Tolstoj, quello che tutte le famiglie felici si somigliano ma ogni famiglia infelice è disgraziata a modo suo, a un certo punto pensò di averla trovata, la ricetta. E così la riassunse:

“Ho vissuto molto, e ora credo di aver trovato cosa occorra per essere felici: una vita tranquilla, appartata, in campagna. Con la possibilità di essere utile con le persone che si lasciano aiutare, e che non sono abituate a ricevere. E un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità; e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. E poi, al di sopra di tutto, tu per compagna, e dei figli, forse. Cosa può desiderare di più il cuore di un uomo?”.

Che mi è sempre suonata benissimo, letta a debita distanza, dalla poltrona di una casa vicina al Colosseo. Ora però c’è che da qualche tempo sempre più mi imbatto in storie di Ricominciamenti che hanno più a che vedere con la prospettiva di Tolstoj che con quella di Trilussa.

Ed è a questo punto che nel binomio felicità-Tolstoj si è inserita lei, la TerraCheNonEsiste, il Molise. Perché da pochi giorni è stato pubblicato un bando della Regione, che trovate qui, che istituisce una misura all’apparenza bizzarra e cioè pagare qualcuno per tre anni purché si trasferisca in Molise, in Comuni con meno di 2000 abitanti e ci apra un’attività. Settecento euro al mese. La notizia ha già fatto il giro del mondo ed è approdata financo sulla Cnn.

Il punto è che da questo microcosmo sconosciuto se ne stanno andando tutti. Come riportarceli? La Regione ci prova così. I Comuni in cui potrete applicare la ricetta Tolstoj sono 107 sui 136 totali della TerraCheNonEsiste e li trovate qui (cliccate).  Vanno da San Pietro Avellana (permettetemi di iniziare dal “mio”)

San Pietro Avellana, paese (anche) del tartufo

a Capracotta, Carovilli, Vastogirardi (io non le mangio ma guardate che questo è il poker delle scamorze più buone del mondo, dicono gli amicimiei che le mangiano). E ancora Salcito, Bagnoli del Trigno

Bagnoli del Trigno

Forlì del Sannio, Pescolanciano, Scapoli (ma non illudetevi, ci si sposa pure lì) e tanti nomi che ora non vi dicono granché ma che saprebbero Tolstojzzarvi un belPop.

Carovilli dalla Masseria Monte Pizzi

I requisiti? Essere cittadini italiani (basta anche la doppia cittadinanza) o della comunità europea o essere in possesso del permesso di soggiorno per lungo periodo. L’attività che aprirete dovrà essere mantenuta per almeno cinque anni, per i primi tre avrete i 700 euro al mese di incoraggiamento.

Io non so se la ricetta della felicità di Tolstoj valga per tutti o, come per quelle famiglie di cui parlava, ciascuno voglia essere felice a modo suo. Ma posso assicurarvi che, se ce lo porterete, un pezzetto del cuore lì ce lo lascerete. Che si fa presto a parlare come tutti del mal d’Africa. Ma il mal di Carovilli è solo per intenditori. E amatori.

(e ora sbrigatevi, che le domande di partecipazione sono molte più del previsto).