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Segnali dell’irreversibile declino dell’Universo: la Minetti come Rosa Parks

domenica, luglio 15th, 2012

Tutto, tutto avrei immaginato tranne, un giorno, di dover dire: Nicole, non alzarti da quella sedia. Siamo dunque a questo: la Minetti come Rosa Parks. Che il cielo mi perdoni e soprattutto Rosa. Le ragioni per le quali non deve farlo le ha già spiegate la mia amica Angela qualche giorno fa. Senonché vedo che oggi, per la legge del contrappasso evidentemente, il giù a sua volta silurato Alfano le dà l’ultimatum: dimissioni domani.

Ora c’è da dire che persino Iva Zanicchi ha avuto il suo bel momento Rosa Parks: correva la tivvù del 25 gennaio 2011 quando un infuriato telefonico Silvio Berlusconi, dopo un’iradiddio a colpi di “cafone” con Gad Lerner nella trasmissione dall’eloquente titolo “L’Infedele”, chiudeva intimando “Invito cordialmente l’onorevole Zanicchi ad alzarsi e venire via da questo incredibile postribolo televisivo». L’aquila di Ligonchio col cavolo che s’alzò né dalla sedia né in volo, con ciò vendicando generazioni di camerieri politici usa-e-getta.

Contestualmente Berlusconi spiegava che Nicole Minetti è una splendida persona, intelligente, preparata e seria»che «si è laureata con 110 e lode ed è di madrelingua inglese». Ora, dico io, perché la Regione Lombardia, che un anno fa dunque non poteva privarsi di un simile curriculum, dovrebbe farlo oggi? No, dico, ma perché non la private prima delle camicie di Formigoni, tipo?

Nicole, sei “una splendida persona, intelligente, preparata e seria”, “laureata con 110 e lode” e pure “di madrelingua inglese”. E quello che deve dirti che fare soloquandolodirò io è uno ma non è Silvio: è Giucas. Casella. Daje, resta seduta su quella caspita di sedia.

Perché le donne scrivono lettere che ci stupiscono

giovedì, aprile 19th, 2012

E’ piuttosto lunga. Sta qui, sul Corrierone di oggi. Però, credetemi, merita. Lei si chiama Carla, Carla Vites. Ed è la moglie di “Antonio Simone, detenuto nelle patrie galere di San Vittore da venerdì alle 16”,  finito in carcere nella multiforme inchiesta sulla sanità lombarda. E’ una lettera d’amore. Ma è soprattutto una rasoiata. In punta di penna.

Sono di parte, lo so. Sono faziosa. Difendo pregiudizialmente le donne e le stimo, in linea di massima, più degli uomini. Ma ve lo chiedo lo stesso: a parti invertite, secondo voi, un uomo avrebbe mai scritto una lettera così?

Dai, ve ne regalo un pezzetto. Il gran finale:

“Per finire, credo che il travaso di bile di cui questa mia è segno non sarebbe forse avvenuto se, dopo avere letto sul «Corriere», a pagina 9, le falsità dette da Roberto (Formigoni, ndr), non avessi visto, nella Cronaca di Milano, il Governatore a tutto campo mollemente adagiato su un letto megagalattico del Salone del Mobile, che se la ride soddisfatto. Vede, oggi (ieri, ndr) è il 58° compleanno del suo migliore amico Antonio Simone, detenuto nelle patrie galere di San Vittore da venerdì alle 16.
Mi risulta che il suo migliore amico, mentre lui si adagia mollemente a beneficio dei giornalisti esibendo quel che resta di un fisico a suo tempo quasi prestante, deve discutere su chi oggi avrà il diritto di allungare le proprie di gambe all’interno di una cella che ospita altri 5 detenuti”.

(Formigoni al Salone del mobile, foto tratta da qui)

P.S.
Formigoni, si sappia, ha risposto “non commento le dichiarazioni di una signora”.