Posts Tagged ‘Regina Elisabetta’

II matrimonio è democratico

lunedì, novembre 27th, 2017

Mettetela come vi pare ma prìncipi, condòmini o regine, il destino matrimoniale è immutabile e democratico: “24 sera dai miei, 25 dai tuoi”.

Harry Meghan

Harry e Meghan presto sposi

Il pianeta extrasolare di nome Cressida

mercoledì, febbraio 22nd, 2017

La notizia è che lei si chiama Cressida Dick, è nata nel 1960, è laureata ad Oxford, è figlia di una storica di Oxford e di un professore di Filosofia alla University of East Anglia e sarà la prima donna a capo di Scotland Yard. Probabilmente è questo il vero pianeta extrasolare che la Nasa dovrebbe annunciare fra un paio d’ore.

Scotland Cressida

Her Majesty and Cressida Dick

Il pianeta nel quale una donna di nome Cressida ne sovrasterà uno di nome Holmes, Sherlock Holmes (il database criminale di Scotland Yard è chiamato Home Office Large Major Enquiry System, ed il suo acronimo è HOLMES).

Qui intanto continuiamo a cercare potenziali condizioni di vita che non si esauriscano nelle quote Panda e nei pezzi di costume, possibilmente scostumati. E dal pianeta Italia è tutto.

 

God save the fimm

domenica, novembre 10th, 2013

Dopo l’indimenticabile performance della mia partecipazione al matrimonio di William e Kate d’Inghilterra desidero informare l’utenza che ho partecipato anche al Battesimo del royal baby, il principe George Alexander Louise. Attesi i convenzionali festeggiamenti con l’Arcivescovo di Canterbury, zia Pippa, zio Harry, la Duchessa di Cornovaglia e all the Cuccuzzarou, la festa post Battesimo si spostava da Clarence House a Little Pen House, ove la nostra precious amica Mariapà, dopo aver cucinato per due giorni saccheggiando tutte le riserve di burro della Contea di Suffolk, allestiva un reale Royal Tea Party per dodici convenute delle quali mi pregio di aver fatto parte.

I locali della Little Pen House venivano allestiti all’uopo con l’issamento di un inglese vessillo nella sala da pranzo recante i volti di William e Kate, posto che sul portone d’ingresso era stata apposta una corona d’oro e meno male che già stavo scampanellando alla vicina. Il desco veniva apparecchiato da far invidia a Stevens, il maggiordomo Anthony Hopkins di “Quel che resta del giorno”, per l’occasione si sdoganavano servizi di porcellane, posaterie, teiera originale con il volto di Our Gracious Queen Elizabeth che manco al casato di Windsor.

Royal table - Foto Eli Barrè

Mariapà ci informava che tutto ciò che sarebbe affluito on the table di commestibile avrebbe avuto forma rotondeggiante in quanto la Regina non mangia mai roba con spigoli. Chiunque si sarebbe accontentata della spiegazione e sarebbe passata all’assalto mangereccio. Chiunque tranne le mie commensali, eravamo dodici come gli apostoli, le quali inziavano una pippa (minuscolo) complottarda su perchélareginanonmangiacongliangoli. Non essendo pervenute a nessuna conclusione ci gettavamo comunque sulle circolari prelibatezze.

E alle diciotto in punto on the table iniziavano ad atterrare (mi scuso sin d’ora, Pennè fammi avere l’errata corrige):

Biscotti hand made al cheddar, pepe e semi di papavero
Torta allo Stilton non quello di Gerolamo (anziché gli avanzi di quella del matrimonio di William e Kate, dunque vecchia di 30 mesi, che si son dovuti ingurgitare da Carlo e Camilla)
Scones in quantità piramidali
Tramezzini al cetriolo
Lemon curd, marmellata, burro salato
Gelato con zucchero caramellato salato

Il tutto innaffiato da tazze di profumato tè fumante proveniente dall’ultima incursione di Mariapà dalla perfida Albione. Ogni invitata aveva naturalmente un dress code adatto alla circostanza ma mi piace qui sottolineare la classe della padrona di casa con una composizione tipo piumaggio azzurro reale, la rosa aulentissima che faceva bella mostra di sé fra i biondi boccoli di Chiaretta nostra e la cuffia da doccia di Buckingham Palace che la sottoscritta -sprovvista di piumaggio o roseti- rimediava nel real bagno di Mariapà:

Buckingham Pop - Foto Eli Barrè

Non vi sto neanche a dire del fiume di italian chiacchiere e risate oltre che di english tea, che inondava la serata. Fatto sta che a un certo punto, guardando questa good company, mi veniva proprio di alzarmi in piedi e cantare l’inno inglese.

Si diceva pochi giorni fa che, mentre aspettiamo l’uomo giusto che notoriamente non esiste, è bene iniziare a rendersi conto che la parte più bella, se hai delle amiche coi cointrocavoli -against cabbages-, è proprio l’attesa. Teoria che mi sento di confermare anche davanti alla Crown Court.

E dunque Inno sia: God save the fimm. Le fimmine che, aspettando, godono. E quelle che ormai l’hanno capita, saltano i preliminari e godono direttamente senza manco più aspettare.

La sindrome del principe Carlo

martedì, novembre 5th, 2013

Fra pochi giorni compirà 65 anni ed è una vita che aspetta di fare il re. Il più longevo “erede al trono”. Senonché anche la foto del presessantacinquesimo lo ritrae fra mamma e papà. Così:

Dice Meripo’ embeh, checceneimporta a noi? Ah si, davvero non vi ricorda qualcosa o qualcuno questa foto e questa vicenda? Davvero non avete pensato al Carlo che è in noi? Davvero non ci siamo riconosciute nello spettro che potrebbe essere st’attesa? Dell’invecchiare aspettando?

-Meripo’ ma lui mi ha detto che fra poco la lascia
-Meripo’, ora è così ma ha detto che fra pochi mesi…
-Meripo’ dice che però poi…
-Meripo’ dice che forse….

Ecco, io a un certo punto ho visto la foto e mi sono vista in tutti i momenti della vita, quasi tutti, in cui aspettavo che accadesse qualcosa, che lui cambiasse, che io cambiassi, che il fuso sentimentale cambiasse, che le cose cambiassero.

Attenzione, bellimiei: io non temo l’eterno erede al trono in sé. Io temo l’eterno erede al trono in me.

Perché mo’ andateglielo a dire a Carlo che tutto arriva a chi sa aspettare.