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Desperate hairwife

martedì, novembre 23rd, 2010

Sms dalla nostra corrispondente dal Regno di Sassonia-Coburgo

Cara Meri,
lo so che dovevo scrivervi del parrucchiere della Regina: ma NON CI SONO ANCORA ANDATA!
Credevo di essere una desperate housewife con trucco e parrucco potenzialmente perfetti, invece sono una desperate jobless con le doppie punte (pazzesco, era meglio essere una casalinga coi capelli da regina, ma purtroppo proprio non ci riesco. Sob)

Vi scrivo durante la pausa del master che stiamo seguendo io e tutte le mie doppie punte ma ora dobbiamo rientrare.

Vostra Caroletta di Bruxelles

Un cappello color porpora

sabato, giugno 19th, 2010

A grande richiesta il cappello color porpora

A tre anni Lei si guarda e vede una Regina.

A otto anni Lei si guarda e vede Cenerentola.

A quindici anni Lei si guarda e vede una Brutta sorella (“mamma non
posso andare a scuola con questo aspetto”).

A vent’anni Lei si guarda e si vede “troppo grassa / troppo magra,
troppo bassa / troppo alta, con i capelli troppo lisci / troppo
arricciati”, ma decide che uscirà di casa lo stesso.

A trent’anni Lei si guarda e si vede “troppo grassa / troppo magra,
troppo bassa / troppo alta, con i capelli troppo lisci / troppo
arricciati”, ma decide che non ha tempo di risistemarsi e che uscirà di
casa lo stesso.

A quarant’anni Lei si guarda e si vede “troppo grassa / troppo magra,
troppo bassa / troppo alta, con i capelli troppo lisci / troppo
arricciati”, ma dice: “almeno sono pulita”, ed esce di casa lo stesso.

A cinquant’anni Lei si guarda e si vede “esistere” e se ne va dovunque
abbia voglia di andare.

A sessant’anni Lei si guarda e ricorda tutte le persone che non possono
più nemmeno guardarsi allo specchio. Esce di casa e conquista il mondo.

A settant’anni Lei si guarda e vede saggezza, capacità di ridere e saper
vivere, esce e si gode la vita.

A ottant’anni non perde tempo a guardarsi. Si mette in testa un cappello
color porpora ed esce per divertirsi con il mondo.

A tutte le donne, perchè sappiano afferrare prima quel cappello color porpora.

Benelux and the city

martedì, maggio 25th, 2010

Dunque, premesso che le donne per amore sono capaci di fare cose che voi umani manco ve l’immaginate, nell’inquietante lista possiamo aggiungere anche una recente transumanza sentimentale a Bruxelles. Approfittiamone

dalla nostra corrispondente Caroletta di Bruxelles

Cavolo, certo Meri Pop dalla sua borsa può tirar fuori di tutto. Ma quando ha infilato la sua testolina nella valigia di tappeto e ne è riemersa con la minaccia: “almeno dicci che succede in Belgio e visto che ci sei scrivi qualcosa in cui compaia la parola moda”, aggiungendo vocaboli tipo “regina, chic, sex, benelux and the city” ho pensato avesse abusato di quello zucchero che va decantando in giro.

No, dico, ma voi siete mai stati a Bruxelles? Cioè di ispirazioni agli stilisti ne dà davvero poche. Persino i negozi di moda italiana vendono robe disegnate apposta per questa città. Sono capi che a Roma non avrei mai pensato di vedere neanche a Porta Portese. Forse rimasugli anni 90′.

Il fatto è che in questa città si incontrano i gusti di tutta Europa (paesi membri e non) che si uniscono ai non-gusti dei belgi dando vita a una miscela sapor indivia. E va poi considerato che mentre per un’italiana come me questo è il profondo nord, per una finlandese è il sud. Quindi capita di vedere in giro, in una tipica mattina grigiolina bruxelloise di maggio, una napoletana con sciarpa di lana e berretto nascosti in borsa passeggiare accanto ad una ragazza helsinkiana in hotpant e, al massimo, impermeabilino in voile di seta.

Uno dei must delle ragazze brussellesi (per comodità identificherò come tali tutte quelle che vivono qui anche se vengono da ogni dove) sono le ballerine senza calze, indossate in tutte le stagioni, anche quando nevica. Vengono sostituite con sandali alla schiava solo ai primi tiepidi soli di aprile, quando una che viene da Napoli tiene ancora il berretto nascosto in borsa. Inutile dire che la vendita dei cerotti antivesciche qui va alla grandissima.

Siamo decisamente lontani dai canoni glam parigini però qualcuna ci prova, a inseguire le ultime tendenze. Per dire: oggi sulla metro la mia vicina indossava gli zoccoli col tacco apparsi sulle passerelle primavera-estate di Chanel. Non so. Magari era solo una olandesina di passaggio.

Insomma, che si avvista qui oltre allo zoccolo? Casual, casual e sobrio. Mai nulla fuori posto, mai nulla di troppo eccentrico.

Persino i reali del Belgio si confondono nella norma. I normali del Belgio. Vivono in un bel Palazzo d’epoca, si, ma vuoi mettere il Quirinale? E’ che sto Palazzo reale qualcosa però mi ricorda. Non so. Ecco, forse un Ministero dell’Istruzione trasteverino bislungo, un’indivia belga. Appunto. Cavoletti.