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Ricordati che è sempre uno che hai conosciuto per strada

martedì, maggio 13th, 2014

Cara Meripo’,

quando si dice le coincidenze: il tuo post di questa mattina e il suo Basta definitivo di ieri sera, dopo dieci anni di matrimonio e due figli. In realtà Basta avrei voluto dirlo anche io ma “e i figli piccoli” e “il senso di responsabilità” e risparmiamoci il resto. Dunque, per onestà, ha solo fatto prima. Finisce così. Che avrei voluto disperarmi, e un po’ lo faccio, ma improvvisamente mi è venuto anche da ridere a pensare a questa cosa dei 432 miliardi di cellule che muoiono ogni giorno in un corpo umano e tutto sommato, allora, quello che mi ha detto che se ne va non è nemmeno mio marito ma è proprio un altro. E dunque vada. Tanto, chi lo conosce?
Un saluto
Flaminia

Flamì… a me in questo momento viene in mente una cosa sola, quello che diceva la zia della mia amica Mariapà quando finiva un amore: ricordati che è sempre uno che hai conosciuto per strada. Già che ci sei ricordati pure che, come dice invece mio padre, il tempo è galantuomo. E infine -come insegnano le cellule- tutto finisce, si, ma per rinnovarsi.
Avanti tutta, Flamì
tua Meripo’

Per l’occasione dedico un effervescente “Non rompermi il cuore” che all’occorrenza può abbreviarsi in un motivazionale “Non rompermi”

Il grande Quorum di Marta

martedì, giugno 14th, 2011

Io ho un’amica che si chiama Marta.
Io ce l’ho da quando avevo 15 anni.
Io non la sento spesso spesso ma ultimamente di più e lei c’è sempre anche se non la senti.
E la mia amica Marta ieri mattina mi ha telefonato alle 11 e mi ha chiesto con una vocina bassa: “Allora, ce la facciamo?”
E io le ho detto “SI”. Ma avevo paura. Paura di No.
E Marta mi chiamava dall’ospedale.
E aveva un ago infilato al braccio da tre ore.
Perchè Marta ha un tumore. Ma non si arrende. Mai.
E ce l’abbiamo fatta, Marta.
E ce la faremo ancora.

Blade voter – Ho visto cose

lunedì, giugno 13th, 2011

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi

Cittadini da combattimento in fiamme al sole dei lettini di Ostia
che dicevano al vicino d’ombrellone “aò va’ a votà sennò te sdrumo”

E ho visto i raggi X  balenare nel buio vicino alle porte del Colosseo dove una signora passeggiava col braccio ingessato al collo con su scritto a caratteri cubitali con pennarello rosso “Vota Si”

E ho visto ragazzi cantare nella metro per invogliarci a cantargliene nelle urne.

E ho visto bambini al seggio chiedere alla mamma “posso mettere pure io la croce?”

E ho sentito la mia estetista dire “vado a votare. Non ci vado da quindici anni. Ma stavolta è per me e quindi ci torno”

E ho visto la mia amica stilista confezionare di notte centinaia di collane di stoffa con la scritta SI e regalarle a tutte le donne che entravano nell’atelier

E ho visto i banchetti del mercatino di Monti con sopra metà merce e metà volantini

E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo
Come lacrime… nella pioggia…
SE NUN VE SBRIGATE AD ANDA’ A COMPLETA’ STO CAPOLAVORO 

È tempo di votare.