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Tre metri sopra la memoria: arrivano le Donne Stradarole

mercoledì, novembre 20th, 2019

E’ il 1926 quando un quotidiano berlinese riferisce che “l’Esimia Professoressa Meitner ha inaugurato l’anno accademico con una lezione di fisica cosmetica”. L’Esimia Professoressa si è in realtà occupata di fisica cosmologica ma evidentemente i tempi non sono maturi per prendere atto che una donna possa occuparsi del decadimento del plutonio anziché di quello del contorno occhi.

Di Lise Meitner parlammo qui: fu lei a scoprire la fissione nucleare ma il Nobel, per quella scoperta, lo diedero al chimico con cui collaborava, Otto Hahn, che lo ritirerà nel 1946 senza manco citarla nel discorso di ringraziamento. Nonostante ciò Lise, discriminata dal mondo scientifico perché donna e per le sue origini ebraiche durante l’avvento del nazismo, riceverà il premio Enrico Fermi nel 1966 e continuerà a scriversi affettuosamente con Hahn. Poi dice che sono le femmine, quelle rancorose. Ma soprattutto continuerà ad andare in giro per il mondo per aiutare l’ingresso delle donne nella ricerca e nei lavori intellettuali.

Ora c’è che Lise Meitner sarà una delle prime quattro Donne Stradarole a Roma. E cioè? E cioè avete presente quando a volte, passeggiando per Roma, alzate lo sguardo e trovate una Madonnina dentro un’edicola? Ebbene a Roma, alla Garbatella, stanno per arrivare quattro “edicole” laiche, in legno, dedicate a quattro figure femminili dimenticate, realizzate da altrettante artiste.

Si chiama Memorie di Donne Stradarole ed è un progetto dell’Associazione Le Funambole, realizzato grazie al finanziamento del Municipio Roma VIII e nato da un’idea dell’artista Marta Cavicchioni, in collaborazione con Minerva Lab Sapienza.

E dunque Micaela Serino dedicherà la sua opera a Raffaella Chiatti, detta Sora Lella del lotto 7, che nel settembre del ’43, divenne partigiana del VII GAP come unica donna, dato che il suo lavoro alla Croce Rossa la esentava dal coprifuoco, rendendola una staffetta ideale; Marta Cavicchioni interpreterà Maria De Zayas, scrittrice spagnola del ‘600, che per prima denunciò nei suoi racconti il ruolo subalterno della donna e la violenza di genere, sollecitando le donne a cercare l’indipendenza e gli uomini a educarsi alla non violenza; Debora Malis realizzerà l’edicola dedicata a Lise Meitner; Cecilia Milza rappresenterà, invece, la pianista e cantante Hazel Scott, che vide l’apice del suo successo tra gli anni ’30 e ’50 nell’America carica di pregiudizi razziali: rifiutandosi di esibirsi nei luoghi in cui vigeva la segregazione e lottando per la difesa dei diritti delle donne, finì nella black-list dei professionisti del mondo dello spettacolo ritenuti antiamericani e filocomunisti.

Le Madonnelle stradarole illuminano le vie dei viandanti romani dal Rinascimento: sono dipinte nelle edicole ai lati dei palazzi, spesso al centro degli incroci, e avevano il compito di fare luce, in tutti i sensi, visto che c’erano sempre fiaccole o candele accanto. L’incuria di una città sempre più allo sbando le ha nel frattempo spente. Le Donne stradarole saranno presentate sabato 7 Dicembre, alle 15, con una “passeggiata narrante“. Ma ve ne riparlerò per ricordarvelo.

Nel frattempo speriamo che le donne stradarole possano illuminare un po’ il buio dei nuovi MedioEvi del patriarcato.