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Marie Curie, la donna che irradiò di passione il mondo

martedì, novembre 7th, 2017

Storie calme di donne inquiete

E’ che a vederla con quell’aria austera e la crocchia di capelli elettrici in testa penseresti solo alla grande scienziata e non, istintivamente, a una donna piena di passioni anche erotico amorose.

Marie Sklodowska  Curie nata il 7 novembre di 150 anni fa a Varsavia, figlia di insegnanti progressisti nella Polonia occupata dalla Russia in cui le donne non possono fare studi superiori: dunque va a Parigi e si laurea in Fisica alla Sorbona (dopo aver mantenuto la sorella Bronya lavorando come istitutrice in famiglie ricche, dandosi il cambio alla di lei laurea) e poi sposa il fisico Pierre Curie dal quale avrà due figlie. Marie che, fra stenti e difficoltà, nel 1897 scopre con il marito due nuovi elementi: il radio e il polonio. Ma mai vorranno “brevettare” nulla affermando che le scoperte scientifiche sono di tutti.

Marie che nel 1903 termina il suo dottorato e nello stesso anno ottiene il Premio Nobel per la fisica, insieme a Pierre e a Henri Becquerel, per la scoperta della radioattività naturale. Inizialmente per il Nobel, e come ti sbagli, si fa solo il nome del marito: sarà solo dopo le proteste di Pierre se lei non ne sarà esclusa. Ma, attenzione, viene pregata di “stare zitta” alla cerimonia: il discorso di accettazione viene tenuto solo dal marito.

Nel 1905 nasce la seconda figlia ma l’anno dopo Pierre muore travolto da un carro a cavalli. Lei sprofonda nella depressione. Le viene offerta la cattedra del marito in qualità di professore incaricato. Due anni più tardi le viene riconosciuto il titolo di professore ordinario: la prima donna ad ottenere questo incarico alla Sorbona. Ma non verrà mai ammessa all’Académie Française des Sciences perché una donna giammai.

Di lì a poco esplode lo scandalo della sua relazione con Paul Langevin un collega più giovane, sposato e con quattro figli, che trasformerà il premio Nobel in “una straniera ladra di mariti”, una polacca spudorata che attenta ai valori della famiglia. Scandalo che per poco non le costa anche l’assegnazione del secondo Nobel che riceverà nel 1911 per la Chimica.

E dunque Marie Curie prima donna a vincere un premio Nobel e prima persona a vincerne due in due ambiti differenti

Nel 1914 allo scoppio della prima guerra mondiale fonda e organizza il servizio di radiologia per il fronte. Continua a essere esposta e a incamerare sostanze radioattive. Viene quindi colpita da una grave forma di anemia.

Muore nel 1934 nel sanatorio di Sancellemoz di Passy  nell’ Alta Savoia, mentre prepara il suo ultimo esperimento con l’attinio. “Ancora oggi –racconta Sara Sesti- tutti i suoi appunti di laboratorio successivi al 1890, persino i suoi ricettari di cucina, sono considerati pericolosi a causa del loro contatto con sostanze radioattive. Sono conservati in apposite scatole piombate e chiunque voglia consultarli deve indossare abiti di protezione”.

La grandezza di Marie Curie credo sia contenuta soprattutto nelle parole che Wislawa Szymborska pronuncerà quando verrà insignita del Nobel per la letteratura, rendendo omaggio alla connazionale nel discorso tenuto a Stoccolma.

Ne parlerà per cercare di spiegare cosa sia l’ispirazione: L’ispirazione, qualunque cosa sia, -dice Wislawa Szymborska- nasce da un incessante “non so”. Perché ogni sapere da cui non scaturiscono nuove domande, diventa in breve morto, perde la temperatura che favorisce la vita. Per questo apprezzo tanto due piccole paroline: “non so”. Piccole, ma alate. Se la mia connazionale Maria Sklodowska Curie non si fosse detta “non so”  sarebbe sicuramente diventata insegnante di chimica per un convitto di signorine di buona famiglia, e avrebbe trascorso la vita svolgendo questa attività, peraltro onesta. Ma si ripeteva “non so” e proprio queste parole la condussero, e per due volte, a Stoccolma, dove vengono insignite del premio Nobel le persone di animo inquieto ed eternamente alla ricerca”.

Dal 1995 il corpo di Marie Curie riposa al Pantheon di Parigi, prima donna in un luogo riservato ai grandi -maschi- di Francia. La sua bara, per paura di contaminazioni radioattive, è stata avvolta in una camicia di piombo.

 Marie Curie due