Posts Tagged ‘Quirinale’

Quirinal Pop

lunedì, febbraio 2nd, 2015

Verso il giuramento

Quirinal Pop

(grazie a William F. R.)

Da Trieste in giù

lunedì, novembre 10th, 2014

Laura Boldrini: ora una donna al Quirinale. #datriesteingiù

(marescià si scherza eh)

Estote parata

martedì, maggio 29th, 2012

Oggi è praticamente impossibile scrivere alcunchè. L’unica cosa che mi viene in mente è che questa mattina, come tutte le mattine, sono passata per Via dei Fori Imperiali per arrivare al lavoro.

E Via dei Fori Imperiali, da dieci giorni, si sta imbellettando per la parata del 2 giugno. Stamattina stavano montando i falpalà e i tendaggi azzurri. Ciò vuol dire che molto è già stato fatto. Ma ciò vuol dire che altrettanto potrebbe ancora essere evitato: non so, per dire, la benzina e i fumogeni delle Frecce Tricolore, le tartine al Quirinale e cose del genere.

Perché il punto non è solo devolvere questi fondi alle zone devastate dal terremoto. E’ che la maionese impazzisce e la tartina ti si ripropone: perché ditemi un po’, come caspita si fa a mangiare canapè sotto al gazebo mentre l’Emilia sprofonda sotto le macerie?

Via con l’Avvento – Lastbutnotleast/ La strada verso casa

giovedì, dicembre 22nd, 2011

Una delle cose che mi piace di più in assoluto di lui è quando la sera mi viene a prendere al lavoro e mi accompagna a casa.

Non lo fa sempre ma lo fa sempre quando esco tardi. Molto tardi. Che, infatti, una signora da sola di notte in città “mammagari mefannouncenno”, dice ridendo la mia amica Gioia. Però io sono tradizionalista e anche un po’ vintage e quindi tornare a casa da sola di notte mi piace un sacco però con lui è più bello.

Che tra l’altro la strada da fare è uno spettacolo: si passa da Fontana di Trevi e anche dal Quirinale, lì sopra da Giorgio. La piazza, a quell’ora, è deserta: noi, i carabinieri e le bandiere. Ci sono le luci arancioni un po’ flou, dalla terrazza si vede, in fondo, il Cupolone illuminato e nel silenzio di una città con la sordina si sente solo il toc toc dei passi e il suono della voce che ciarla e che ride. La mia. Soprattutto.

E poi allora io gli racconto le cose e lui pure. Ma molte di meno. Che parlo più io. E gesticolo, anche. E intanto arriviamo sotto al Colosseo. Illuminato pure lui. Che sta la’ tutto baldanzoso e quando passi sotto sembra che ti dica sempre, col vocione di Alberto Sordi, “Aò”.

Ed ecco che poi, dopo tutte ste chiacchiere, metto la chiave nel portone, la serratura fa clac, inizio a salire le scale, arrivo alla porta e si sente il secondo clac clac, entro, butto le chiavi sul tavolo, lancio le scarpe ed è allora che lui può finalmente riprendere la parola per dire:

-Sei arrivata?  

Che, non so se ve l’ho detto, abitiamo in due città diverse.

La linea immaginò: mo’ basta cialtroni

mercoledì, novembre 16th, 2011

Quindi eccoli, tutti gli uomini del Presidente. E non so quanti precedenti ci siano di tre persone toste sedute contemporaneamente sulle sedie di Interno, Giustizia e Lavoro. Che poi sono anche donne.

Ci sarà tempo di commentare, documentarsi, monitorare, seguire, controllare. Ma, a caldo, mi viene in mente una cosa anzi due. La prima, mentre mi s’accavallavano i pensieri con lo spread, nel frattempo l’ha mirabilmente riassunta la Benedettadonna amica mia su Facebook, e ve la piazzo qui: 

“stupirsi perche ci sono 3 donne competenti in 3 ministeri chiave e perche non c’è il ministero della GGGioventù o perchè anzichè del federalismo c’è un ministero per la coesione territoriale dà esattamente l’idea di quanto da oggi dovremo davvero andare di corsa”. (cit. Benedetta Marino) 

La seconda è che speriamo che ‘sta lista, che l’abbiamo aspettata come quella di Schindler, possa segnare un confine, fare da linea Maginot dei diritti fondamentali: che mai più ci si debba turare nasi e accontentare di bassi o infimi profili. E che le categorie donne, cattolico, laico non esistono: esistono persone competenti ed esistono cialtroni.

Che pure i competenti possono sbagliare. E diventare cialtroni. Però noi a partire dai cialtroni basta. E dunque da mo’ è l’ora di mobbasta cialtroni.

L’Italia non è né de destra né de sinistra: è de Berlusconi

lunedì, gennaio 24th, 2011

Piazza del Quirinale, esterno giorno.
Si avvicinano due ragazze con una macchinetta fotografica.

-Hola, puede tomar una foto, enfrente de la casa de Berlusconi?
-Maccerto. Però esta es la casa del presidiente della Repubblica
-Berlusconi es el presidiente della Repubblica?
-Nonnò, ancora no. El presidiente della Repubblica es Napolitano
-Berlusconi es en Napoli?
-No, no, Berlusconi è di Milano e sta a Palazzo Chigi, qua ci sta el presidiente della Repubblica llamado Giorgionapolitano.

Si allontanano perplesse dal set fotografico e si riavvicinano a Meri Pop

-Ma donde està la casa de Berlusconi?
-Està più giù, a Palazzo Grazioli, a via del Plebiscito
-Ah, vamos vamos
-Ma che non la volete la foto al Quirinale?
-No nò, gracias, hola.

Fanno per andarsene. Poi si voltano, mi danno un’altra occhiata e, mostrandomi la loro macchinetta:
-Quiere una foto para usted? (trad. Forse la vuoi tu, la foto, cara?)