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De Meripop Prost

martedì, settembre 25th, 2012

Arianna sbarca in Italia mentre la vostra carta d’identità sbarca nella rottamazione? Non vi preocccupate. Nel dare il benvenuto al giornale d’Arianna Affinton de noantri , l’Huffington Post Italia, sono lieta di comunicarvi che non è che qua ce ne stiamo col catetere in mano e dunque, come scrive Ariannaaffinton dellà, sono lieta di annunciarvi l’arrivo in Italia pure del De Meripop Prost, con la sua miscela di Kukident, piattaforme di Tenalady, community e impegno sociale. Il De Meripop Prost celebrerà la cultura vibrante dell’Italia, soprattutto del vibrìo dentale. Per questo vi chiedo di unirvi a me nel dare il benvenuto all’Italia nella famiglia del De Meripop Prost.

Arianna ci ha duecento bloggers? E noi ve ne damo dodicimilioni, quelli compresi fra i 65 e i 79 reali ma anche tutti quelli percepiti fra i quali chi vi scrive.

E siccome l’amore non ha età, e dunque i conseguenti casini pure, ho già provveduto ad affidare alla nostra amica Patù la rubrica de punta: La prosta del cuore.

E’ giusto il caso di anticiparvi che, entuasiasti del nostro esordio, hanno accettato di gemellarsi anche quelli del Washington Prost, i cuggini ammericani.

Mo’ vi lascio, che devo andà a prende la pasticca della pressione. Non prima di avervi presentato la Redazione:

Riunione di redazione al De Meripop Prost

Bertinotti o della prostatazione mentale

mercoledì, novembre 23rd, 2011

Cara Meri,
riguardo al
video che ti allego non trovi che ci sono circostanze nelle quali si farebbe meglio a stare zitti e nascosti?
Esse Bi

Bertinotti: “Ho lavorato una vita e ho diritto al vitalizio” (La Zanzara, 21/11/’11)

Caro Esse Bi,
mio nonno, che era muratore, quando qualcosa non gli tornava -pur essendo tutto apparentemente nella norma- diceva che “Il filo è a piombo e la casa è storta”.
Nel caso in oggetto, dovendo seguire il Berti note, forse davvero la sua sequenza logica Ho-lavorato-una-vita-e-ho-diritto-al-vitalizio non farebbe una piega (professor Pi, mi dia un cenno di conforto).
Ma il punto è proprio quello che sottolinei tu, caro Esse Bi: ma perché in questo Paese è impossibile  persino riuscire a serenamente invecchiare -ancorchè con la lauta pensione in quota “diritti acquisiti”- ma almeno in silenzio?
Come mai, nell’età nella quale ci si potrebbe precipitare gaudenti in ogni latitudine dell’orbe terracqueo ci si continua invece a precipitare davanti a un microfono?
Cos’è questa impossibilità di trattenersi? Cos’è questo continuo stato di prostatazione mentale?
Tua prostrata Meri