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Caro professore

venerdì, gennaio 26th, 2018

Stretti tra torme di cinici e di somari. Questa è la lettera che un preside di liceo americano scriveva ad ogni inizio di anno scolastico ai suoi insegnanti.E grazie a tutti gli insegnanti, gli insegnanti così.

«Caro professore,
sono un sopravvissuto di un campo di concentramento. I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere umano dovrebbe mai vedere: camere a gas costruite da ingegneri istruiti; bambini uccisi con  veleno da medici ben formati; lattanti uccisi da infermiere provette; donne e bambini uccisi e bruciati da diplomati di scuole superiore e università. Diffido – quindi – dall’educazione.

La mia richiesta è: aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani. I vostri sforzi non devono mai produrre dei mostri educati, degli psicopatici qualificati, degli Eichmann istruiti.

La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani».

(Anniek Cojean, Les mémoires de la Shoah, in Le Monde del 29 aprile 1995).

Barbed wire in black and white. Symbol of danger.

Tutta colpa del prura plura prurlalismo

martedì, aprile 10th, 2012

Scusate, sono scesa dal treno ma ero qui.

Perché in queste ore il mio pensiero va a quegli eroici professori che per tre volte cercarono a scuola, molto prima che lo facessero nelle procure, di aprire gli occhi a un paio di genitori che non ce l’avevano duro per niente: che la caduta dei …Bossi’s non inizia coi soldi in Tanzania ma con la tesina della maturità a Tradate. La rovina inizia quando il Trotapadre, invece di correre a ringraziare chi per 1500 euro-mese deve rintracciare cervelli in scatole craniche viziate, li denuncia al Tar. La rovina inizia quando quando farà accomodare simil talento accanto a un’igienista dentale: non per debellare il tartaro ma per legiferare in Lombardia.  E dunque non è stata manco una questione di pirla ma di prura plura prurlalismo.

(continua qua)