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Della settimana della Pippa e dell’arte di pensare

venerdì, maggio 26th, 2017

Dico la verità, io avevo già accettato alla parola “Aperitivo”. Ma c’è che quella dopo era “filosofico”. E insomma tipo lo Spritz con l’Aperol e con Kant dicolaverità mi attizza. Poi c’è che Claudia io l’ho conosciuta tempo fa ed è una di quelle femminazze che tu le stai accanto e pure se sta zitta, e ci sta spesso, ti trasmette pensiero. Pensiero che merita. E così quando mi ha invitata con la sua amica Enrica a questo Aperitivo filosofico io prima ho mandato la mail e poi ho detto Machecazzè? E così le mie Ipazia e Aspasia del Trionfale mi hanno detto che l’idea arriva dalla tour Eiffel, nel senso da quando in Francia negli anni ’90 nascevano i primi caffè filosofici. Ci si riuniva in un bar per far godere le papille e le sinapsi, esercitando proprie mandibole e la propria mente ad argomentare le proprie idee, a condividerle con altri, a sviluppare definizioni e costruire progetti.

Opportunamente hanno sostituito il caffè con qualcosa di più alcolicamente apprezzabile che dati i tempi ci sta tutto.

Dice Ma io Meripo’ che ne so di filosofia. Effiguratevi io. Ma questo fatto che invece di andare in palestra per pilates ci vai per la capoccia a noi pigre intrigassai.

Il tema di questa volta è l’identità personale: “Come si costruisce? Che percorso fa l’io per definirsi? Che priorità abbiamo e come ci determinano?” che detta così sembra Chissiamo dadoveveniamodoveandiamo ma io spero proprio, invece, di andare a constatare la differenza tra pensare e farsi le pippe mentali giustappunto al ridosso della settimana della Pippa (nel senso quella che si è sposata). Il che, aiutate dalla Tequila, lo capite da voi che rischia davvero di farci svoltare il sabato. Vabbè pensateci. Ma non pippatevi. Noi vi aspettiamo. Cià

Dopolavoro filosofico

 

DOPOLAVORO FILOSOFICO
Un aperitivo filosofico per adulti a cura di Enrica Birardi, Consulente Filosofico e Claudia Spinosa, Lifecoach e Consulente HR

Per iscrizioni inviare un’email a: labfilosofia@gmail.com
Aperitivo + partecipazione all’evento: 15 euro

DOVE E QUANDO:
Al “Fabrica”, via G. Savonarola 8, ROMA
Sabato 27 maggio, dalle ore 18:00

Finchè Pippa non ci separi

lunedì, novembre 28th, 2011

Riguardo alla saga della Lamicamia c’è pure che mica solo io avevo il frullatore in testa, eh. Pure lei quanto a Pippe sta messa bene.

di Lamicamia
Se c’hanno fatto pure un film, dico io, qualcosa significherà no? Infatti io proprio a un matrimonio l’ho conosciuta, e c’ero andata un po’ intimidita che non conoscevo nessuno, nemmeno gli sposi a dirla tutta, e mi ci aveva portata un’amica di quelle che lo sai che se le segui sicuro capita qualcosa di bello ma una sorpresa così proprio non me l’aspettavo.

Adesso devo rivelare che la prima cosa che si nota di me non è la timidezza e nemmeno la ritrosia, però a quel tavolo di donne così brillanti un pochetto mi contenevo e quasi stava per avvenire il miracolo che m’azzittivo, ma siccome per i miracoli ci vogliono almeno almeno la barba e le stimmate, meno male che non è successo.

Che va bene che mi sono tanto divertita, ma tornare a casa con il pelo in faccia e le mani bucate più di quanto già non siano insomma, era un prezzo troppo alto.

E così me ne stavo buona buona a godermi quel fuoco continuo di battute brillanti e scemenze ingegnose, m’infilavo giusto ogni tanto che quando sei tra persone intelligenti metà del lavoro lo fanno loro e basta seguire l’onda.

Certo, devi saper nuotare, che non è che il sale in zucca segue il principio dei vasi comunicanti altrimenti avremmo risolto il problema dei cretini e invece si sa, quelli c’hanno le mamme fertili e sono impermeabili, altroché.

Intanto pensavo che quella ragazza (che ‘donna’ fa molto Cugini di Campagna e ‘femmina’ troppo Piero Angela) mi piaceva tanto e pure pensavo ‘e quando mai mi si fila, dopo oggi’ perciò mi godevo il presente che del doman, lo sappiamo com’è.

Così quando la festa è finita e io me ne sono tornata a casa, beh, quell’altra casa, quella che per entrarci serve la chiave e non la password, mi sentivo come quando hai passato una giornata bella con amiche che conosci da una vita e siccome invece la vita precedente non c’era bisognava fare in fretta che vabbè ‘ragazze’ ma mica si può confondere la semantica con il calendario e insomma, era meglio sbrigarsi.

Così ho cominciato ad andarla a trovare lì, nella casa con la password, a vedere un po’ cosa le piaceva e cosa no, ad ascoltare le sue storie e me ne tornavo sempre con un sorriso. E se volete, vi racconto anche il seguito.

Ah, il matrimonio però era un po’ una pippa, no scusate, c’era Pippa perché si sposava la sorella. Che secondo me si poteva chiamare Pippa pure lei.