Posts Tagged ‘pinna nobilis’

Chiara Vigo, la Penelope del mare

giovedì, ottobre 12th, 2017

Una donna chiusa in una stanza in Sardegna da quarant’anni che tesse bava di mollusco tutto il giorno cantando una nenia ebraica. Sembra uscita da una leggenda, Chiara Vigo. E invece sta a Sant’Antioco. Ed è l’unica persona al mondo ancora in grado di tessere il Bisso marino, “la seta del mare”. Qualche tempo fa la intercettai zappingando in tv: di poche parole, austera, imperturbabile. Una sacerdotessa. E infatti questo Bisso è “il filo dorato con cui venivano create le vesti dei sacerdoti e dei faraoni e che viene prodotto dalla Pinna nobilis, un mollusco simile a una cozza che si trova nelle profondità del Mediterraneo”. Oggi ne parla anche La Stampa, qui. Ma è in questa intervista a Tpi News che troverete molte perle, non solo di mare.

Non può essere né comprato, né veduto da nessuno. Pensare che il filo dell’acqua possa essere di qualcuno è stupido e non è il motivo per il quale nasce. Il filo dell’acqua non ha nulla a che vedere con con il mercato, ha origini ebraiche, è antico come il mondo, abbiamo 46 passi biblici che ne parlano”.

Chiara, 62 anni, infatti vive di offerte e quel filamento prezioso se lo va proprio a raccogliere in mare, immergendosi sotto il controllo della guardia costiera.

Chiara Vigo mare

E, come tante donne, anche lei ha un corredo lasciatole dalla nonna. Solo che non sono parure di lenzuola: è una scorta di Bisso. «ne ho una quantità che non potrei esaurire neanche in cinquant’anni». Sta, come tutti i corredi che si rispettino, in un baule insieme alla ricetta segreta di famiglia. Ed è solo lei a lavorarla ogni giorno nella sua stanza.

“A quattro anni ho iniziato a usare un fuso e a dodici un telaio. Se respiri un’arte in una famiglia farai quell’arte, anzi sarai quell’arte”. Perché alla fine anche l’arte è un destino.

Come si lavora, il Bisso? -Ci vuole pazienza e devozione. Ho fatto un coprimano da 7 centimentri per 28: ci sono voluti sette anni.

Lei vive di offerte ma un commerciante giapponese le aveva proposto oltre 2 milioni di euro per un arazzo. Che lei ha rifiutato. Ma perchè?

-Io non devo vendere niente -ha risposto- perché quello che ho in mano sarà dei nostri nipoti, perché se mai penseranno di volerlo, io gli riconosco il diritto, ancora prima che quel pensiero nasca, di ritrovare intatto quello che io ho costruito. Questo è il concetto di maestria, poi il resto è altro.

E cos’è un maestro? le chiede ancora

“Un maestro è quello che accetta l’altro per quello che è e non per quello che vorrebbe fosse. Un maestro non è altro, ma per arrivare a essere un maestro bisogna camminare dietro un maestro e non affianco, bisogna fermarsi, ascoltarlo quando parla perché non lo dirà più”

Pazienza, devozione, cura, attesa, maestrìa. Chiara è candidata da svariato tempo a Patrimonio immateriale dell’Umanità. Dubito le interessi qualcosa l’eventualità di riceverlo. Lei che ogni giorno già vive della cosa più immateriale che ci sia: di amore per ciò che fa. Amore quello vero. Quello che non chiede nulla in cambio. Quello che sei felice e appagata per il solo fatto che ci sia. Lì, in fondo al mar.

Chiara Vigo bisso