Posts Tagged ‘Parlamento’

La Wedding review

giovedì, luglio 12th, 2012
Avendo certificato il Cern la collisione delle particelle e l’Istat quella dei coniugi si appura che nel primo caso l’impatto genera il frammento di Dio, nel secondo il divorzio. E dunque se un diamante è per sempre il matrimonio dura al ma…ssimo 15 anni. Avendo preso atto financo l’Istat della situazione ora non si capisce perché fatichi così tanto a farlo anche il Parlamento. Su quei 15 anni di matrimonio vanno infatti aggiunti i 3 di separazione obbligatori necessari prima di poter chiedere il divorzio: si tratta del 20% in più, tipo l’Iva. Siamo dunque all’Iva di Stato sul fine matrimonio. (prosegue qui)

Che fine hai fatto da quando ti ho eletto?

giovedì, marzo 29th, 2012
Oggi siamo qui.
Caro parlamentare grazie a me eletto
(…)
sono quattro anni che ti cerco. Potresti essere uno di quelli che ha scambiato il parlamento per la Valtur e si è fatto il viaggio all-inclusive da un emiciclo all’altro o, tormentato dal rogito di una coscienza che da immobile si ridestava… immobiliare, aver deciso di placarlo cedendo il mio voto in cambio di qualche rateo del mutuo. O forse, siamo ottimisti, uno qualunque di quelli che inquadrano in tivù quando votate. A volte mi avvicino allo schermo e aspetto. Aspetto che tu mi dica che hai fatto fino ad oggi. Tu, che scendi dal seggio, guadagni il corridoio dribblando i commessi e ti avvicini alla telecamera, tipo il Funari dei tempi migliori. Poi prendi fiato e me lo dici: (segue)

L’ultimo shuttle atterra in Florida, Forza Sud atterra su Io Sud

giovedì, luglio 21st, 2011

Dopo l’atterraggio dell’Atlantis in Florida prosegue lo stralunaggio di Io Sud Tu Sud Egli Suda. Situazione della galassia alle ore 16 del 21 luglio 2011:

SENATO: FORZA SUD ADERISCE A COESIONE NAZIONALE

ROMA – I senatori Roberto Centaro, Mario Ferrara e Salvo Fleres hanno aderito al gruppo di Coesione Nazionale. ‘Forza del Sud’ si aggiunge, quindi, a ‘Io Sud’ e alle altre componenti che giá formano il gruppo a Palazzo Madama che può contare da oggi su 13 senatori. Lo comunica in una nota il capogruppo di Coesione Nazionale, Pasquale Viespoli.

Livello del dibattito parlamentare nella quinta potenza mondiale al tempo di Pipino il Breve

giovedì, marzo 31st, 2011

Riceviamo e volentieri diffondiamo stralci del dibattito odierno sul processo breve alla Camera:

-FINI: GIORNO SI ANNUNCIA DENSO CONTENUTI E MOMENTI CONFRONTO
-CAMERA, FINI COLPITO DA GIORNALE LANCIATO DA PDL
-CAMERA: AULA RESPINGE PROCESSO VERBALE, E’ BAGARRE
-GIUSTIZIA, ALFANO NON RIESCE A VOTARE E LANCIA TESSERA CONTRO IDV E PD
 -DI PIETRO CHIEDE DIMISSIONI ALFANO: GUARDASIGILLI E’ PORTANTINO BERLUSCONI, UMILIA PARLAMENTO
-DONADI, IDV: HO ANCORA IO LA SUA TESSERA, ALFANO SI SCUSI, VEDO CHE RIDE DELLA SUA BRAVATA
-PROCESSO BREVE: DA PALAZZO CHIGI MINISTRI DI CORSA, 4 VOTANO ALTRI QUATTRO ARRIVANO TARDI; TRA I ‘RESPONSABILI’ ALCUNE ASSENZE

-MOBILITAZIONE CONTRO GOVERNO A MONTECITORIO, ‘A CASA A CASA’

Del perché l’uomo può vendersi e tradire ma una donna può essere solo “Troia”

giovedì, dicembre 16th, 2010

Premesso che la qui presente aveva sostenuto strenuamente fino alle ore 11 del 13 dicembre scorso la tesi di una certa qual superiorità delle donne rispetto agli uomini in fatto di cedimenti a lusinghe e profferte di tradimento politico, salvo poi veder vacillare la certezza sin dalle ore 11,05 di fronte al primo turbamento dell’onorevolessa Siliquini, ritengo doveroso certificare pubblicamente che, in effetti, di fronte alla folgorazione che ha colto anche l’onorevolessa Catia Polidori alle ore 12 del 14 in concomitanza col cannone del Gianicolo, la tesi è definitivamente crollata al punto che neanche il botox potrebbe più tenerla su.

Ho sperato fino alla fine. Quantomeno fino a che la Siliquini uscisse dal bagno della Camera, luogo al quale aveva deciso specchiatamente di affidare le proprie riflessioni (”Deciderò  poco prima. Andrò in bagno dieci minuti prima della chiamata in Aula, mi guarderò allo specchio e deciderò… Con la mia coscienza”) ma mi sono dovuta arrendere di fronte alla capitolazione da sciacquone che deve avere investito, in quei frangenti, anche l’onorevolessa Polidori, presumibilmente nello stesso luogo.

Quanti agli uomini, invece, certi cambiano idea ovunque purché in prossimità di un libretto degli assegni: dal che sarebbe forse ora di trarre qualche conclusione sulla lungimiranza di chi si contorna di simili sodali maschi e femmine, nonché sui bagni della Camera.

E quindi, abbandonata al proprio destino nel bagno della Camera la superiorità delle donne in politica, mi sono accomodata di fronte a quel penoso e a tratti vomitevole spettacolo che il Parlamento ha saputo offrirci trasversalmente ai sessi.

 Ora però, al netto del legittimo incavolamento seguito alle concitate fasi dell’ignominia bisex che scorreva davanti ai nostri occhi, non posso fare a meno di osservare che, dalla lochescion della mia postazione in ufficio a quella dei miei amici barra amiche in altri uffici, per finire a Facebook, al web ma anche al bar dove, tra un lacrimogeno e una bomba carta ero scesa a consumare un panino, dei protagonisti uomini di quello scempio si commentava apostrofandoli come “traditori” e “venduti” mentre delle signore coinvolte come “puttane”, declinate in parecchie varianti dialettali che agevolmente Benigni sarebbe in grado di magistralmente elencare.

All’interno della stessa Aula parlamentare, per dire, solo all’indirizzo della parlamentaressa risuonava l’invocazione toponomastica di “Troia”.
 E’ giusto il caso di osservare che anche alcune commentatrici donne -e trasversalmente alle lochescion- nel legittimo spaesamento della disfatta si  ritrovavano a cercare in un campo semantico diverso da quello ipotizzato per gli uomini una definizione soddisfacente  della prestazione cambiocasacchista delle signore. Anche qui a volte indulgendo alla toponomastica.

 E dunque oggi mi chiedo e vi chiedo: perché se un uomo si vende è un venduto e se una donna si vende è una città? Perché se un uomo tradisce è un traditore e se una donna tradisce è sempre una città?

 Crollata la superiorità dovrebbe restare, quantomeno, la parità. Perché, dunque, per le donne e solo per loro il tradimento politico si cataloga spesso e indelebilmente con quello sessuale?

In assenza di risposte e nell’assoluta impossibilità di tentare analisi sociologiche posso solo attenermi alla nuda, è il caso di dire, cronaca alla luce della quale mi trovo per ora costretta a sostituire l’aulica ma sconfessata tesi dal titolo “Le donne a volte si vendono. Gli uomini, sempre, tradiscono” con l’aggiornato al comune sentire epitaffio “Tutti tradiscono. Gli uomini a volte si vendono, le donne restano comunque una città”.

Ma non è giusto. E, soprattutto, non è vero.

Cara onorevole Binetti

mercoledì, dicembre 1st, 2010

Cara onorevole Binetti,
il primo imbarazzo è rivolgermi a Lei con questo aggettivo a seguito di un Suo intervento che di onorevole, purtroppo, non ha nulla.
Il secondo imbarazzo, ma qui siamo più vicini al grande disagio, è per aver Lei pronunciato quell’intervento nella Camera dei Deputati, un luogo nel quale Lei dovrebbe teoricamente rappresentare anche me.
Il terzo imbarazzo, ma qui siamo molto vicini alla vergogna, è dovuto al fatto che Lei in quel Parlamento siede in quota “parlamentare cattolica”.
Il quarto imbarazzo è dovuto al fatto che La conosco. Ma non bene, evidentemente. Perché, nonostante molti non lusinghieri precedenti in fatto di omosessualità, pedofilia, varie ed eventuali, la sua uscita di oggi mi ha nuovamente spiazzata. Al punto che, quando un amico me lo ha segnalato, ho dovuto stropicciarmi gli occhi due volte.
Non so se Lei si sia accorta di ciò che ha detto, per questo glielo trascrivo:

“Basta, per piacere, con spot a favore dell’eutanasia partendo da episodi di uomini disperati, perchè Monicelli era stato lasciato solo da famiglia e amici ed il suo è un gesto tremendo di solitudine non di libertá”.

Ecco, Binetti, posso chiederLe solo una cosa? Che cazzo caspita le succede in questi casi? Le parte forse la brocca alla Scajola, a sua insaputa? Le si scollegano improvvisamente le sinapsi?

Possiamo aiutarLa in qualche modo?

Non si faccia scrupolo, ci dica pure.

Solo, nel frattempo, La prego: quando Le viene voglia di alzarsi da quello scranno e impugnare il microfono pensi che quello è uno strumento del diavolo. Non lo tocchi. Non lo avvicini alla bocca. Lo chiuda proprio. Poi esca dall’Aula e vada a farsi una doccia fredda.