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La Lega ce l’ha duro, il lavoro

giovedì, marzo 10th, 2011

Dunque ieri a un certo punto la Lega è sbottata e gliene ha dette quattro, eh, al Pdl: uè ma chi caspita ci presentate per le elezioni in Brianza? E insomma è scoppiata la “questione morale”: gente “inadatta”.

Giusto. E andiamo allora a vedere i severi metodi di selezione della Lega in quanto a classe dirigente e produttività. Che la Lega ce l’ha duro pure il lavoro.

Si prenda dunque l’esempio di un esponente leghista che, dopo un tormentato corso di studi, ma già team manager della nazionale Padana nonché ideatore del videogame “Rimbalza il clandestino” (e dunque scusate se poi ieri ho letto il titolo “Vivisezione, Renzo Bossi in prima linea” e m’è preso un colpo ma dice che è in prima linea contro, ambeh) ecco dicevo da un anno ricopre la carica di consigliere regionale della Lombardia percependo uno stipendio mensile di 10.000 euro: Bossi Renzo detto Il Trota di anni 22.

E attingiamo dal suo blog le notizie della spossante attività:

Presto festa e bandiera ufficiale della Lombardia
Presto festa innanzitutto nelle scuole per la Giornata della Lombardia
(che in effetti visti i risultati meglio non andarci proprio)

E infine Renzo Bossi interviene alla 14ma tappa del campionato padano di sci

Nobilissime attività, sia chiaro. Ora però siccome ci avete scassato abbondantemente i maroni minuscoli per la Festa dell’unità nazionale il 17 marzo, che dicevate che non ce la possiamo permettere che siamo “in un Paese che ha il primo debito pubblico europeo e il terzo a livello mondiale” ecco allora guardate un po’ da dove iniziare a disboscare le feste. E le spese.

Vi riverisco.

E retrodatiamo pure l’età dell’unità d’Italia, no?

mercoledì, febbraio 9th, 2011

Allora, riassumo: ci sono questi 150 anni dell’unità d’Italia. Però questi non si mettono d’accordo manco se devono festeggiarli andando a lavorare o restandosene a casa. Allora dico io: ma siamo sicuri che ne ha proprio 150? E allora retrodatiamola, st’unità d’Italia.
Perchè, vedendo il casino, i legali del premier potrebbero presentare nuovi documenti per dimostrare la vera età dell’Italia all’epoca delle cene ad Arcore dei festeggiamenti a Roma. E magari potrebbe anche spuntare l’ipotesi di una rogatoria in Marocco in Padania.

Quindi Gnazio La Russa, ministro della Difesa fa festa (“Certo che il 17 marzo non si va a lavorare. Si va a lavorare per fare qualcosa di più grande e bello per cementare quello che è un sentimento comune di tutti gli italiani, un lavoro morale ed etico che vale più di una giornata di lavorativa”).
Paolo Romani, ministro dello Sviluppo economico non lo sa ma vorrebbe fare un ponte, appena si può, e non solo a Messina (“I 150 anni dall’unitá d’Italia si festeggiano solo quest’anno, mi sembra che per una volta si possa festeggiare senza andare a lavorare. Il primo maggio cade di domenica e il 25 aprile è Pasquetta, se c’è solo questo di ponte allora festeggiamo”).
Roberto Calderoli ministro per la Semplificazione invece lavora (“No, il 17 marzo si può festeggiare lavorando. “Ho votato contro, a suo tempo, in Consiglio dei Ministri e sono e resto completamente contrario al fatto che l`attribuzione delle caratteristiche di festività nazionale, conferita alla data del 17 di marzo, comporti la chiusura di molti uffici pubblici”).

Ecco, scusate eh, ma, concludendo, io mo’ ci ho solo due domande:
1) Che caspita deve fare una per sapere che deve fare il 17 marzo?
2) E la cosa che mi fa impazzire non sono nemmeno questi cialtroni: ma è possibile che non si riesca a battere gente che non riesce a mettersi d’accordo manco sull’agenda, Santocielo?