Posts Tagged ‘Oriente’

Di draghi e delle rocce con cui i giganti giocarono a dadi

mercoledì, maggio 31st, 2017

Dice Ma a che serve viaggiare? Forse anche a sentire tanti posti del mondo come casa tua. E a riconoscerli ovunque.

Tipo qualche giorno fa sono stata a una mostra di pittura. E tra le opere, su tutt’altro tema, a un certo punto mi sbuca un quadro raffigurante la Baia di Ha Long. Che, con un nome così, manco ci avrei poggiato di sguincio lo sguardo. E invece, da lontano, l’ho riconosciuta e mi ci sono precipitata davanti. Ha Long Bay, chi era costei?

Vorrei dunque dirvi di quel momento in cui, provenendo dai dirupi e dalla fanga che solitamente ha accompagnato ogni esplorazione dell’ultimo settennio, dopo un percorso di infinito pulmino e infine aliscafo, una poi sbucava ai confini con la Cina laddove riusciva a proferire solo vocali: la baia di Ha Long che letteralmente significa “dove il drago scende in mare” e dove effettivamente duemila isolette calcaree sbucano come monoliti dal mare.

Viet salite

Dove il drago scende in mare (Foto Meri Pop)

Una specie di faraglioni di Capri a perdita d’occhio. “Qui -scrisse tal  Xuân Diệu– si trovano i lavori incompiuti della vita. Qui si trovano le rocce con cui i giganti giocarono lanciandole”.

Viet Ha Long bay

Ha Long bay (Foto Meri Pop)

La leggenda dice che “molti anni fa i vietnamiti stavano combattendo gli invasori cinesi; gli dei mandarono una famiglia di dragoni per aiutarli. Questi dragoni iniziarono a sputare gioielli che si trasformarono nelle isole ed isolotti che punteggiano la baia, unendoli poi per formare una muraglia contro gli invasori”.

Una cosa che, dopo averci navigato tutto il pomeriggio, di sera ti abbracciava così come nella foto qui sotto. Che ci arrivi e capisci perché tal Che Lan Vien scrisse:
“Ad Halong Bay i dragoni si sono nascosti, solo le pietre restano.
Alla luce della luna, le pietre meditano come gli uomini”

Viet Ha Long bay2

Ha Long night bay

Un posto in cui, finalmente, non solo ti viene da credere ai draghi ma financo agli unicorni. Una cosa che dal 1994 è Patrimonio dell’Umanità, che l’8 agosto 2008 diventava una delle Sette Meraviglie Naturali Mondiali e che dal 6 gennaio 2017 diventava anche la meraviglia nostra.

Perché il bello del viaggiare è questo: che un posto del cuore lo lasci quando te ne vai. Ma puoi tornarci e rifugiartici ogni volta che ne hai bisogno.

E adesso un Mark Knopfler