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Senza una donna

martedì, marzo 6th, 2018

Me ne accorgo ogni volta la notte degli Oscar. Quando, più che i vincitori, io aspetto un segno. Da lei. Lo aspetto e spesso lo ottengo. So che a un certo punto una donna arriverà su quel palco e mi darà una scossa. E una riscossa.

Ho aspettato Meryl e Halle Berry. E Patricia Arquette, che nel 2015 dedica il premio a “Tutte le donne che hanno partorito, tutte le cittadine e le contribuenti di questa nazione: abbiamo combattuto per i diritti di tutti gli altri, adesso è ora di ottenere la parità di retribuzione una volta per tutte, e la parità di diritti per tutte le donne negli Stati Uniti”.

E Olivia Evans, che ricorderà al pubblico dell’Academy come “Le donne non hanno pari diritti negli Stati Uniti perché la Costituzione non è stata scritta pensando a loro”.

O Reese Witherspoon: “Ambition is noi a dirty word”, l’ambizione non è una parola sporca, siatelo.

E anche quest’anno ho aspettato ed è arrivata. E’ stata la volta di Frances McDormand che per me resterà sempre Fargo ma insomma la Lorenza dice che pure i tre manifesti è roba cazzuta assai.

“Tutte abbiamo storie da raccontare e progetti da finanziare. Non parlateci di questa cosa alle feste di stasera. Invitateci nel vostro ufficio tra un paio di giorni o venite al nostro, come credete meglio, e vi diremo tutto”.

Poi si è rivolta alla platea chiedendo a tutte le donne che avevano ricevuto una nominatation di alzarsi in piedi con lei. Poche, pochissime rispetto ai masculi. “Ho solo due parole per voi stanotte, signore e signori: inclusion rider”, ha detto Frances facendo riferimento a una clausola che gli attori possono scegliere di inserire nei loro contratti e che garantisce la presenza di donne, neri e tutte le categoria sottorappresentate tra gli attori e il personale che lavora a un film.

E penso che c’è un’altra circostanza nella quale io l’aspetto, una donna. L’aspetto qui. Non a Los Angeles. La vorrei oggi, ad esempio. Nel bel mezzo del caos e di questo invincibile inverno. Vorrei che oggi qualcuna si alzasse in piedi e mi desse quella scossa. E quella riscossa.

Ti sto aspettando, ragazza. So che ci sei. Serve molto coraggio. E so che ce l’hai.