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Che Sordi era veramente un bell’uomo

mercoledì, agosto 27th, 2014

Roma, esterno giorno, zona Galleria Alberto Sordi. In quattro a spasso sotto il clemente sole delle 13

Lei1 -Che poi, diciamolo, Alberto Sordi era veramente un bell’uomo

Lei2 -Manfatti, peccato dire soltanto che faceva ride

Lei1 -E’ che aveva un fascino da seconda botta

Lui1 -In che senso?

-Lei1 -Nel senso che alla prima ti diverti, alla seconda ci pensi meglio e capisci che è proprio un figo

-Lei2 -Un uomo espressivo come pochi. Sì, bello.

Vabbè Meripo’ e allora che c’è di strano?

Allora, signorimiei, c’è che erano tre persone non vedenti. E il quarto era il cane-guida.

A me gli occhi

venerdì, novembre 15th, 2013

Il faldone “gesti di sconsiderata ed auspicabile follia” si arricchisce di un nuovo capitolo:

al Teatro Vascello di Roma domenica e lunedì alle 21

andrà in scena una cosa che si chiama “Condominio occidentale”:

una compagnia di attori non vedenti che “porta alla luce gli invisibili del nostro tempo”. Vado. Ma non è che ci vada da sola eh: oltre alla mia amica Francesca, nota catalizzatrice di gesti di folle sconsideratezza, verranno anche spettatori non vedenti, dotati di una cuffia a onde radio attraverso la quale verranno descritte azioni, stati d’animo e paesaggi e  non udenti che potranno leggere le didascalie con i dialoghi e le indicazioni su suoni, rumori e sulla colonna sonora.

Tutta questa cosa porta la firma di una irrimediabilmente sconsiderata regista che si chiama Tiziana Sensi. Sconsideratevi tutti invitati.

Ci “rivediamo” lunedì. Per raccontarvi come è andata

Roma, Teatro Vascello
17-18 novembre 2013 – alle 21

Compagnia TeArca Onlus | Ri-diamo Onlus
Con l’Alta Medaglia del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
con il Patrocinio dell’U.I.C. Unione Italiana Ciechi

Black&white

giovedì, luglio 26th, 2012

Interno giorno, metro A ora di pranzo.
Si aprono le porte entro nel vagone, gente in piedi anche se c’è un posto libero accanto a un uomo con un cane sdraiato a terra.

Rapido body e dogscanner: sarà un punkabbestia lui? Sarà un feroce mastino napoletano quello a terra? No: sono un non vedente e il suo labrador nero. Mi guardo intorno, hanno gli occhi di tutto il vagone puntati addosso.

Mi siedo. Accanto.


Black -lo chiamerò così da ora in poi, era il cane di mia madre da piccola- sonnecchia ma quando sente il fruscio della Meri seduta socchiude un occhio, mi Meriscannerizza poi lo richiude. Direi un 50 chili di tosta morbidezza spaparanzati. Tutti continuano a fissarli. Un po’ di sottecchi anche io. Black riapre gli occhi, tira su il muso e ci guarda pure lui. Tipo:
-‘A belli, che ci avete da guardà?

Ridistogliamo gli sguardi. Il suo padrone si china e lo accarezza, quasi avesse percepito che è in allerta. Lui arisonnecchia.
Si riaprono le porte, entrano fra gli altri due teenagers i cui occhi funzionano benissimo ma sul cui cervello mi permetto di nutrire forti dubbi. Lui dice a lei
-Aò ce sta un cane, ce mancano solo i cani
Lei, l’intellettuale della coppia:
-A ‘o vedo ‘o vedo, è un cane de ciechi, viè scansamose da sta bestia

Black si ridesta, si siede e li punta ma con sguardo quasi compassionevole, direi tipo
-Poracci
Il suo padrone si riaccuccia e lo stropiccia sotto alla collizzera con tutte e due le mani (come si chiama il sotto collo peloso e foffo dei cani?) e io purtroppo, siccome è un periodo che ci ho l’ormone agganciato allo spread, un po’ mi commuovo, mi si riempiono gli occhi di lucciconi ma in silenzissimo. Lui, il padrone di Black, quasi lo sapesse, lo riaccarezza e bisbiglia
-Da quando ce l’ho è come se non mi mancasse nulla

Ok, panico. Ormone da scudo europeo e intervento urgente de Draghi nel senso quello della Bce.
Guardo Black e penso che proprio quell’amico tutto nero è la luce di quell’altro. Non solo i suoi occhi: è forse, soprattutto, la compagnia intelligente, quella che intorno scarseggia.

Infatti, quando scendiamo -e scendiamo tutti e tre alla stessa fermata- il povero Black viene investito da una marea di piedi senza occhi che non guardano dove vanno e finiscono addosso a un cane-guida: il pericolo maggiore non sono gli ostacoli fissi ma le persone mobili, che vagano senza prestare attenzione a niente.

Qualcuno, urtandolo, urla o se ne allontana a molla: spettacolo che dice molto anche sul perchè poi tanti continuino a fare tutto il resto così -da sbandati inconsapevoli, trascinati solo dall’onda del resto dell’umanita- compreso votare.

Scusatemi se l’ho fatta così lunga. E’ che non riesco a staccarmi da Black. Che quando quello diceva che creare è vivere due volte, è che scrivere pure.
L’ho aspettati fuori dalla metro, ci hanno messo buoni dieci minuti a uscire prima di districarsi tra la folla.

E io l’ho visti andar via con questa musica in testa ed è così che continuo a immaginarmeli, mentre sfidano gli sbandati occhiomuniti: