Posts Tagged ‘Nellie Bly’

Nellie Bly, la reporter che umiliò Giulio Verne col giramondo in 72 giorni

giovedì, luglio 13th, 2017

Storie calme di donne inquiete/34

E’ che la storia, e le storie, le scrivono prevalentemente i maschi. E comprensibilmente tendono a oscurare quelle delle femmine. Diversamente ci saremmo entusiasmati per le imprese di Phileas Fogg che Giulio Verne immortalò nel “Giro del mondo in 80 giorni” ma oggi porteremmo in trionfo Nellie Bly che il giro del globo lo fece, in solitudine, davvero e senza sherpa o uomini al seguito, in 72.

Nellie Bly, pseudonimo di Elizabeth Jane Cochran, classe 1864, prima donna a fare il giro del mondo in solitaria e soprattutto pioniera del giornalismo d’inchiesta sotto copertura, l’anello di congiunzione tra Oriana Fallaci e Mata Hari.

E come tutte le migliori carriere anche la sua nasce da un’incazzatura. Quella che si prende dopo aver letto un articolo sul Pittsburgh Dispatch dal titolo «What Girls Are Good For» (“A cosa sono buone le ragazze”). Scrive una risposta di fuoco all’editore firmandosi “Lonely Orphan Girl” (“Orfanella sola”). L‘editore, per tutta risposta, l’assume. Lei si concentra sulle condizioni di lavoro delle donne in fabbrica. Le spia da dentro. E le rende visibili fuori. “Inaugurò –scrive David Randall– quello che sarebbe diventato uno dei suoi tratti distintivi: fare le domane che altri cronisti potevano immaginare ma non osavano formulare”. Avete capito, sì, come va a finire? Avrebbe potuto concorrere al Pulitzer e invece viene trasferita nelle “pagine femminili” nel senso quelle della posta rosa. Certamente più apprezzate dagli industriali, dopo quelle fastidiose indagini sui dipendenti.

Nellie Bly. Una che si finge pazza e si fa rinchiudere per 10 giorni in un manicomio. Per farci sapere di nascosto l’effetto che fa. Ne esce un reportage che lèvati e infatti a quel punto Joseph Pulitzer la assume al New York World.

Nellie Bly, “il miglior cronista infiltrato della storia”, Nostra Signora delle Reporter perché è lei che consegna anche alle donne la legittimazione alle stunt girls che, sulla scia della loro eroina, possono ora pensare di intraprendere la strada delle giornaliste inviate.

Nel 1888 viene scelta per imbarcarsi nel famoso viaggio attorno al mondo in solitaria, viaggio che conclude a New York “settantadue giorni, sei ore, undici minuti e quattordici secondi dopo la sua partenza da Hoboken negli Usa” (25 gennaio 1890)”. Ha percorso 40.000 chilometri. E li ha fatti con tutto ciò che ha trovato: treno, nave, piedi.

E’ il suo trionfo. E con questa impresa nasce pure il primo caso di merchandising: il libro che racconta la sua impresa si trasforma in una serie di gadget, dalla bambola con le sue fattezze a saponette e sigari col suo nome ma pure un albergo, un treno e un cavallo da corsa. Le creano financo un gioco da tavola per i più piccoli.

Nonostante abbia percorso il globo senza bisogno di alcun uomo accanto, Nellie a un certo punto, nel 1895, sposa Robert Seaman, milionario, e si allontanò dal giornalismo. Robert muore nel 1904. Lei amministra i patrimoni ma deve dichiarare bancarotta nel 1914. Parte per l’Europa e lì si mantenne come corrispondente di guerra (sempre dedicando parte dei suoi pochi o tanti introiti a vedove e orfani).

“Non ho mai scritto una parola che non provenisse dal mio cuore. E mai lo farò”, scrisse poco prima di morire, di polmonite, nel 1922.

Ma soprattutto oggi ci risuona, e ci spinge, quell’ “I said I could and I would. And I did.” “Ho detto che avrei potuto e voluto. E l’ho fatto”.

Nellie Bly

(Grazie, sempre, a Brunella Barbella che mi ha fatto conoscere Nellie Bly)