Posts Tagged ‘Moretti’

Caro Moretti nel senso quello dei treni

lunedì, giugno 27th, 2011

Caro Moretti nel senso quello dei treni,

ti scrivo al posto di Aurora che ha 5 anni e va all’asilo. E che ieri ha fatto il suo primo viaggio in treno. Con il nonno. Ha preso a Ostiense un Roma-Pisa pieno come il Parlamento quando vota il lodo Alfano. Il treno, Morè, si fa tutto il litorale laziale: Cevveteri, Ladippoli, Tanta Marinella, Civitavecchia, Tacquinia. Insomma Aurora è salita col nonno e con un borsone “che dentro ce stanno i costumi tui, de nonno e le mozzarelle pe’ zio”. Perché quelli di ‘sto treno non viaggiano con l’Ipad ma con l’insalata di riso e l’ombrellone. Ma il biglietto costa uguale. E anzi che stavolta funzionava l’aria condizionata (lo dico per le mozzarelle de zio, sia chiaro). Però non c’erano posti. No, non quelli a sedere, che erano finiti già da Termini: non c’erano manco quelli in piedi.

Aurora stava spiaccicata sul mio bracciolo e tuffata con la capoccella dentro alla mia pagina del giornale che io mi stavo leggendo i Bisileaks (che io invece il posto l’avevo trovato perché uno s’è alzato all’improvviso e ha detto “oh ma questo non va a Torino, neh?” che avevano sbagliato anche le indicazioni al binario 4).

Insomma, già che mi stava forzosamente in braccio, io Aurora me la sono messa seduta direttamente sulle ginocchia. Lei all’inizio si vergognava ma al terzo spintone ha ceduto. Si guardava intorno spaesata e chiedeva: “Nonno, ma questo è il treno?”. No, tesoro, questo è il treno in Italia.
E allora, Morè, ho chiuso il giornale proprio sulla pagina con i Bisileaks con tutte quelle menate sulle Effeesse, e chi l’ha nominato questo e chi ha aiutato quello e chi telefonava a quell’altro e mi sono chiesta: “ma poi, alla fine, ci sputtana più sta roba o far viaggiare la gente così?”.

Ad Aurora non gliene frega niente che si dice la gente al telefono. E manco al nonno. E ieri manco a me. Ad Aurora basterebbe salire sul treno e godersi una delle cose più emozionanti che ci sia: il primo ciuff ciuff con il nonno. Io il mio primo viaggio in treno me lo ricordo ancora. Avevo 8 anni (era il Pleistocene ma comunque già non andavano più a carbone). Ed ero anche io con mio nonno. E mi ricordo tutte le fermate e anche che a una mi comprò una pastarella con la crema. Che i genitori oggi si svenano a regalare Pleistescion e Nintendi e invece a sti ragazzini potrebbero regalargli una cosa che non si scorderanno più: il viaggio in treno coi nonni.

Insomma, Moretti, volevo dirti: stamattina, senti a me, alza un telefono. Ma non ti arrabbiare per ste vagonate di roba che viaggiano sui giornali: alza il telefono e incazzati con chi, l’estate, non aggiunge un vagone al Roma Termini-Pisa. Almeno fino a Civitavecchia.

Non lo devi fare per i grandi, notoriamente ingrati: lo devi fare per i bambini. Perché non si uccide così un’emozione: quella del primo viaggio in treno con nonno.

Grazie
Tua Meri