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Il viaggio che verrà

venerdì, settembre 13th, 2013

Ci ho pensato un bel Pop. A come liberarvi e farvi scendere da sto pulmino iraniano per  fine corsa. Che, come in amore, i momenti cruciali sono come si esordisce e come ci si congeda.

Ho detto ma quasi quasi chiudiamo alla grande come i botti di Capodanno raccontandogli di Persepoli, di quel giorno che -insolitamente non a mezzogiorno col sole allo zenit- siamo sbarcati qui davanti

Persepoli - Foto Tiziana Forlin

e io mi sono sentita accogliere come fossi la moglie di Ciro il Grande dalle fanfare e dalle trombe.

Oppure chiudere nell’intimismo del deserto di Kalut, dove il vento, il tempo e domineddio o chi per lui, ha costruito questo spettacolo qua:

Kalut - Foto Tiziana Forlin

E perché invece non lasciarvi con la sintesi perfetta dei quindici valorosi italiani a contatto con l’islamico mood, cioè la moka di Aladino che un ispirato professor Pi immortalò mancomiricordoppiùddove:

La moka di Aladino - Foto Professor Pi

Senonchè poi ho trovato questa:

Foto Tiziana Forlin

E ho pensato che, pur nello sbigottimento di un Paese dal glorioso passato e dal complicato presente, è con un verbo e uno sguardo al futuro che volevo congedarmi per questo viaggio e lo sguardo è il suo (e pure qui, la foto l’ha fatta Tiziana ma nonmiricordoppiùddove).

Dunque vorrei anche passare ai titoli di coda non su questo viaggio ma con il più bello che di solito è sempre quello che verrà. Che io mi sto preparando è questa la novità. Anche perché è pacifico che sarà minimo l’Islanda. Capo Nord. Anche il Canada coi grizzlies. Soprattutto vi lascio col vostro, viaggio. Ovunque sarà. Ma facciamo che sarà l’Iran. Perché è stato un gran viaggio. Fatto con begli amici.

Grazie a: Albarosa, Alessandra, Angelo, Anna, Baktash, Davide, Paola, Cinzia, Flavio, Giampietro, Giovanna, IrajShai Architect, Nasser, Pietro, Rita, Samuel, Tiziana

e a tutti i supercalifragilini che ci hanno accompagnati da qui.

Ok, mo’ basta guardare la moka: torniamo alla tazza. Del Wc

lunedì, novembre 7th, 2011

Non sono giornate per gente debole di cuore. Quindi mo’ smettiamola di guardare la moka. E torniamo a guardare la tazza. Del wc.

(da Il Post)

“Prego amici e conoscenti di sospendere telefonate e mail contenenti, da mesi, sempre la stessa domanda: ma quando cade, quand’è che si leva di torno? Perché questo mi costringe a ripetere sempre la stessa risposta: e come faccio a saperlo? Propongo di ribellarci a questa ossessione affidandoci alla famosa, più volte sperimentata e mai smentita legge della moka, secondo la quale se uno fissa la moka in attesa che il caffè salga, il caffè non sale. Mentre se uno si distrae e pensa ad altro, allora il caffè erompe con il suo allegro borbottio”.
(Michele Serra – L’Amaca 3 novembre 2011)